Gli americani si ritirano dall’Iraq: i festeggiamenti che non vedrete

Storie e Notizie n. 54

La Storia:

Oggi è un gran giorno per l’Iraq.
Oggi è un gran giorno anche per me. Soprattutto per me.

Ho sei anni e sono nato il 20 marzo del 2003, esattamente il giorno in cui il mio paese è stato invaso dagli americani.
Sono arrivati gli aerei.

Sono arrivati i carri armati.

E sono arrivati i soldati.

In tanti sono morti, persone a me care, molti che non conoscevo, troppi che mai conoscerò.

Papà non c’è più e a mamma viene sempre da piangere quando dice che è una vera ingiustizia il fatto che sono nato con la guerra e che ho vissuto i miei primi anni tra l’odore delle bombe e quello dei defunti, tra le grida di dolore e quelle di rabbia.
Probabilmente ha ragione, ma oggi non è il giorno del dolore o della rabbia.
E’ finalmente giunto il momento della gioia ed io non sono mai stato così felice in vita mia.
Perché finalmente al posto delle esplosioni c’è musica nelle strade.
C’è chi canta.

C’è chi suona perché sa suonare.

E chi lo fa semplicemente perché è contento.

C’è chi sorride e che aveva dimenticato come si fa.

E chi ha trovato un motivo per uscire di casa che non sia scappare.

Ma tutti sono in festa per lo stesso motivo: gli invasori se ne vanno.

Sono nato il 20 marzo del 2003.
Sono un figlio della guerra, ma oggi inizia un’altra vita…



Iraq, gli americani se ne vanno feste in strada per la 'liberazione'
BAGHDAD - A sei anni dalla guerra che aveva diviso l'occidente e, forse, anche il mondo intero, le truppe americane inizieranno domani il primo passo verso il ritiro dall'Iraq, che dovrebbe essere completato entro la fine del 2011. Per Barack Obama, il presidente che deve restituire credibilità all'America sul fronte iracheno, la scommessa di mantenere la promessa di "andarsene dall'Iraq il prima possibile". Per gli iracheni un momento di gioia, con i militari americani che si riducono sempre di più man mano che passano le ore e una "festa della liberazione" già programmata per il 30 giugno, quando le truppe del generale Ray Odierno inizieranno il "pullout".

Aggiornamento 26 settembre '09: Questo articolo è stato nominato come miglior post dell'anno ai Macchianera Blog Awards, i cui vincitori verrano decretati in occasione del Blog Fest 2009. Se vi va di votarmi, un grazie di cuore:
Macchianera Blog Awards 2009: Nomination


Berlusconi sulla stampa estera: un unico, grande danno all'Italia

Vi ricordate quando Nanni Moretti, in quella memorabile scena di Aprile, incolla insieme pagine dei quotidiani nostrani definendo il risultato un unico, grande giornale?
Parafrasando l’impietoso giudizio (quanto mai attuale oggi) del regista sulla stampa italiana con quello che i giornali inglesi e non esprimono sulle vicende erotiche (e non) del nostro premier, ecco quale collage potrebbe venirne fuori:


L’ho scritto altre volte e lo riconfermo oggi: questa eloquente immagine – che a mio modesto parere comunica meglio di tante parole – testimonia il danno che il nostro presidente del consiglio sta facendo a noi più che a se stesso…

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Cosa ne pensi di questo articolo? Lascia pure un commento.
____________________________________________________
Segui il blog con la Newsletter: invia un'email vuota a lab.intercultura @ tiscali.it
Abbonati al blog:

Scrivi il tuo indirizzo email:

Delivered by FeedBurner

La Padania ha vinto la Coppa del mondo


Amiche e amici settentrionali, nemici di Roma ladrona, difensori delle tradizioni nordiste, esultate: la squadra di calcio della Padania ha vinto la sua seconda Coppa del mondo!
In una finale combattuta sino all’ultimo sangue (puramente padano) i coraggiosi guerrieri hanno sconfitto la temibile formazione del Kurdistan.
Da ricordare che la gloriosa squadra, orgoglio dell’Italia che lavora, aveva battuto nella prima partita un avversario altrettanto ostico: l’Occitania.
Mentre la cosiddetta Nazionale italiana, ormai sorpassata nella sua convinzione di poter rappresentare tutto il paese, prende tre sberle dal Brasile e, addirittura, viene sconfitta da una squadra di extracomunitari*, mentre le squadre di Club non riescono più ad imporsi sulla scena internazionale (tutta colpa degli stranieri, soprattutto quelli scuri…) la Padania, l’ultimo baluardo a difesa della cultura italica, si aggiudica l’ambito trofeo.
E’ forse una coincidenza il fatto che alle ultime elezioni, della coalizione di governo la Lega Nord è l’unico partito che ha visto aumentare i propri sostenitori?
Credete sia tutto frutto del caso?
Pensatela come volete, ma cominciate ad abituarvi.
Scandali e gaffes, veline e prostitute, porta a porta e Tg taroccati, crisi di qua e licenziamenti di là, primarie posticce da una parte e smentite dall’altra, alla fine quelli che vincono siamo sempre noi padani…

*Egitto

Cosa ne pensi di questo articolo? Lascia pure un commento.
____________________________________________________
Segui il blog con la Newsletter: invia un'email vuota a lab.intercultura @ tiscali.it
Abbonati al blog:

Scrivi il tuo indirizzo email:

Delivered by FeedBurner

Tra i due litiganti (Franceschini e Bersani) il terzo (Berlusconi) gode


Io non parlo assolutamente da sostenitore del PD.
Il mio punto di vista è unicamente quello di un cittadino italiano che - tra centinaia di altre… - non ne può più di due cose:
1. Di avere un capo del governo come Silvio Berlusconi.
2. Che da almeno quindici anni non esista nel paese un’opposizione degna di questo nome. Una coalizione che si contrapponga in maniera autorevole all’attuale premier e, soprattutto, che rimedi alla rovina che ha portato finora in ogni campo, dalla cultura all’ambiente, dal mondo dell’informazione a quello del lavoro, per dirne alcuni.
Come vedete il punto 2 è più articolato e forse è quello che urge di più.
Anzi, il primo persiste proprio a causa della gravità del secondo.
Ho letto stamani che dall’ultima riunione dei dirigenti del partito democratico emerge che, almeno per ora, i candidati ufficiali alle primarie di ottobre siano Franceschini e Bersani.
Ora, è vero che da qui ad ottobre c’è tempo, che può succedere ancora di tutto.
Ad esempio potrebbero uscire altri vergognosi retroscena sulla vita (privata) del nostro amato presidente del consiglio, per macchiare ulteriormente l’immagine della nostra nazione nel mondo, ormai quasi compromessa.
Alcune cose potrebbero aumentare, come la massa di disoccupati, il numero di morti sul lavoro, l’inflazione.
Altre potrebbero diminuire nuovamente, come il potere d’acquisto degli italiani, le trasmissioni sul servizio pubblico veramente al servizio del pubblico, il Pil, i fondi dell’unione europea che finanziano i pochi progetti che fanno del bene al paese.
E magari, in mezzo a tutto questo, potrebbe saltare fuori dal cilindro un Obama o uno Zapatero nostrano, due leaders capaci rispettivamente di battere gente come Bush e Aznar.
Tuttavia, per natura ed esperienza, non sono un ottimista ma nemmeno un pessimista.
Diciamo che mi definisco un realista previdente, che preferisce sempre prepararsi al peggio tenendo conto dei fatti.
Mettiamo caso, quindi, che la situazione rimanga questa. Che le primarie si giochino tra Franceschini e Bersani.
Onestamente, guardiamoci negli occhi con franchezza: ma secondo voi, a prescindere da chi dei due venga eletto leader del PD, pensate che questi possano essere gli uomini che, come negli Stati Uniti e in Spagna, guideranno l’Italia verso il fatidico quanto indispensabile cambiamento?

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Votalo come post dell'anno

Cosa ne pensi di questo articolo? Lascia pure un commento.
____________________________________________________
Segui il blog con la Newsletter: invia un'email vuota a lab.intercultura @ tiscali.it
Abbonati al blog:

Scrivi il tuo indirizzo email:

Delivered by FeedBurner

Michael Jackson muore a 50 anni. Ma perché invece i nostri politici vivono così a lungo?!


Michael Jackson è morto a cinquant’anni.
Aveva davanti perlomeno una tournee con 750000 biglietti già venduti, con almeno il doppio di persone che hanno cercato di accaparrarseli. Le sue prime cose mi piacquero, fino a Thriller, poi sempre meno, fino a biasimarlo non poco per il cambio di colore.
Tuttavia il mio parere lascia il tempo che trova, in quanto stiamo parlando di un personaggio che ha ancora oggi milioni di fans dappertutto.
Giovani o non più tali che avrebbero goduto altri anni della sua musica, se non fosse deceduto ieri.
Non è giusto. Più tempo passa e più mi convinco che la vita è la cosa più lontana dalla giustizia che ci sia al mondo.
Perché un artista di talento, amato da una moltitudine di persone, deve morire a cinquant’anni e i nostri politici, sopportati a fatica dalla maggior parte degli italiani devono vivere così a lungo?!
La camera è formata da 630 deputati. Ebbene, 119 sono sopra i 60 e 252 hanno superato indenni l’età a cui è scomparso Jackson.
Dei 322 senatori, 112 hanno più di 60 anni e 141 hanno almeno raggiunto l’ultimo compleanno del cosiddetto re del pop.
Vogliamo parlare dell’attuale governo?
Berlusconi ha 73 anni.
Gianni Letta ne ha 74.
Paolo Bonaiuti è giovane, solo 69.
Giulio Tremonti e Ignazio La Russa sono dei ragazzini: entrambi appena 62.
Scajola è un bimbo con i suoi 61 anni.
Ma poi c’è Napolitano, che ne ha 84 e riporta tutto nella norma.
Ripeto, la vita è ingiusta…

Votalo come post dell'anno

Cosa ne pensi di questo articolo? Lascia pure un commento.
____________________________________________________
Segui il blog con la Newsletter: invia un'email vuota a lab.intercultura @ tiscali.it
Abbonati al blog:

Scrivi il tuo indirizzo email:

Delivered by FeedBurner

A Michael Jackson: voglio ricordarlo così, quando era ancora nero...



Voglio ricordarlo così.
Quando era ancora nero.
Quando faceva notizia solo per il modo incredibile di ballare e per la sua voce.
Quando sembrava un uomo felice...

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Cosa ne pensi di questo articolo? Lascia pure un commento.
____________________________________________________
Segui il blog con la Newsletter: invia un'email vuota a lab.intercultura @ tiscali.it
Abbonati al blog:

Scrivi il tuo indirizzo email:

Delivered by FeedBurner

Bruciata l’auto di Barbara Montereale: ecco chi è stato



Storie e Notizie N. 53


La Storia:

Ennesimo scoop!
Abbiamo l’identikit dell’attentatore che alle 5 di questa mattina ha dato fuoco all’auto di Barbara Montereale.
E’ una notizia caldissima, rovente direi.
Non abbiamo ancora il disegno ma questi sono gli indizi:

Capelli: pochi sui lati e sulla sommità una ridicola poltiglia, una via di mezzo tra un goffo tentativo di ricrescita e un logoro parrucchino.

Sopracciglia: rifatte, indubbiamente rifatte, modello acchiappone sulla terza età, anzi quarta.

Occhi: spillati, tipici di chi abusa di sostanze dopanti, compreso il viagra. Soprattutto il viagra.

Naso: narici larghe e profonde, classica deformazione causata da anni di “aspirazioni” illecite.

Bocca: perennemente sorridente, raro esempio di paresi, detta anche “blocco della iena ridens”.

Mento: ma quale mento… mente, mente sempre!

Non appena avremo l’immagine corrispondente la pubblicheremo.
Ciò nonostante, non credo ce ne sia il bisogno per farsi un’idea di chi sia l’indiziato...


La Notizia:

Bruciata l'auto di Barbara Montereale, la ragazza ospite alle feste del premier.
Un incendio, secondo gli investigatori probabilmente di natura dolosa, stato appiccato intorno alle 5 di stamani all’auto, una Honda Jazz, di proprietà di Barbara Montereale, la ragazza immagine ascoltata dai magistrati nell’ambito dell’inchiesta sulle feste nelle residenze del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Secondo quanto riferito dai carabinieri, qualcuno ha forzato lo sportello lato passeggero dell’auto, che era parcheggiata a Modugno, alle porte di Bari, in via Catania nei pressi dell’abitazione di Montereale, dando poi fuoco con liquido infiammabile; le fiamme hanno danneggiato l’abitacolo della vettura. Sul posto intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri.

Sulla rubrica Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Votalo come post dell'anno

Cosa ne pensi di questo articolo? Lascia pure un commento.
____________________________________________________
Segui il blog con la Newsletter: invia un'email vuota a lab.intercultura @ tiscali.it
Abbonati al blog:

Scrivi il tuo indirizzo email:

Delivered by FeedBurner

Scrittori migranti...


Questa mattina, in uno scambio di email, mi sono trovato ancora una volta a chiarire il mio parere sugli scrittori migranti.
In particolare sull'aggettivo migrante.
Per la cronaca, una giornalista di una nota rete televisiva nazionale chiede di intervistarmi in quanto scrittore migrante, promettendomi visibilità sul sito della stessa.
Dopo aver constatato la totale ignoranza della tipa sulle origini del sottoscritto, la informo che - nonostante il complicato cognome - sono nato a Napoli.
E cosa risponde lei?
"E vabbe', tanto noi non ce lo mettiamo..."
Così, ho sentito la necessità di riportare di nuovo qui il mio punto di vista: non sono uno scrittore migrante.
Forse sono uno scrittore, ci provo ogni giorno, ma non sono un migrante.
Sono italiano, penso e mi esprimo in italiano.
Nel mio lavoro mi sono occupato, tra le altre cose, anche di intercultura, dell'incontro tra le diversità e come la intendo io essa non riguarda solo gli immigrati ma tutti noi, soprattutto noi.
Anzi, più noi che gli stranieri, a mio modestissimo parere.
So per esperienza di seguire una linea totalmente fuori dal coro, tuttavia dal mio punto di vista non posso fare altro che garantire un minimo criterio di onestà nello scegliere in quale ambito intervenire e soprattutto come.
Per me migrante vuol dire qualcosa di ben preciso.
Migrante lo è stato mio padre quando ha lasciato l'Eritrea per venire in Italia a studiare.
Dal momento però che ha iniziato a vivere da italiano, ad innamorarsi e ad avere dei figli in questo paese, fino a morire ed essere qui sepolto, ha fortunatamente smesso di esserlo.
Migrante lo è stata anche mia madre, quando è partita da Napoli col mio papà ed è venuta a vivere a Roma, desiderosa di migliorare la loro situazione di vita.
Nondimeno, ha smesso anche lei di esser tale nell'istante che ha guadagnato tutti i benefici di una stabilità che tante, troppe persone nel mondo possono solo sognare.
Gente che vive ancora solo nella propria immaginazione la presunta fortuna di salire su una nave stracolma di persone aggrappate alla speranza di sopravvivere al viaggio.
Viaggio che può portare ad una cella di un Cpt, ovvero Cie, come li chiamano oggi, o per "buona" sorte ad inseguire il permesso di soggiorno come se fosse l'elisir di lunga vita.
Questa gente potremmo definirla coerentemente migrante, oltre ad esseri umani e nulla di meno, finché non hanno la grande fortuna che hanno avuto i miei genitori.
Ecco perché, secondo il mio umile parere, sarebbe ingiusto per non dire di peggio definire oggi mia madre e mio padre dei migranti.
Figuriamoci il sottoscritto...
In questi anni sono stato definito in molti modi: scrittore "africano", autore "straniero", scrittore "immigrato", addirittura scrittore "etiope" e, ovviamente, anche "migrante".
Se avessi accettato queste identità che, come spero ora sia chiaro, non mi appartengono, avrei avuto la possibilità di partecipare a molti più eventi pubblici, rassegne, convegni, anche pubblicazioni.
Non voglio parlare per gli altri, ma io non avrei accettato tali opportunità perfino se fossi nato veramente in Africa...
Sarebbe come mancare di rispetto a quello che è stato mio padre, alle vere difficoltà che ha dovuto affrontare quando è giunto in Italia all'inizio degli anni sessanta.
E non per fare lo "scrittore" e andare in giro a tenere "lezioni" su cosa voglia dire essere un migrante.
Sarebbe come mancare di rispetto alle milioni di persone nel mondo che vivono questa condizione per quello che è: un disagio, spesso una sofferenza, talvolta una tragedia.
Sono loro le voci a cui dovremmo prestare orecchio, sono le loro le voci che dovremmo invitare ai convegni, agli incontri, che dovremmo pubblicare come "migranti".
E non in quanto scrittori, ma perché testimoni diretti della propria difficile vita.
Difficile anche per colpa della politica infame di paesi come il nostro.
Gli scrittori, da ovunque essi arrivino, dovrebbero meritarsi il privilegio di essere pubblicati, letti e ascoltati solo per un semplice motivo: perché sono bravi...

Condividi questo articolo:
Condividi su Facebook

Berlusconi è innocente: non ha bisogno di pagare per ottenere ciò che vuole


Berlo dice: “Non ho mai pagato una donna. Non ho mai capito che soddisfazione ci sia se non c'è il piacere della conquista”.
Lo sapete che c’è? Che io gli credo.
Stavolta gli credo, perché la veridicità della sua dichiarazione è provata dalla sua stessa storia.
La realtà è che non ha mai avuto bisogno di pagare di tasca sua per ottenere ciò che ha voluto.
Non erano suoi i denari provenienti da conti svizzeri che finanziarono la Fininvest negli anni settanta.
Silvio non ebbe bisogno di pagare l’allora premier Bettino Craxi allorché nel 1984 emanò un decreto legge per permettere alle sue tre televisioni di trasmettere liberamente in barba alla precedente normativa.
Il presidente del consiglio non ha mai dovuto sborsare alcuna somma per convincere l’opposizione affinché non facesse una benedetta legge sul conflitto di interessi.
In tutti i suoi mandati, Berlo non ha mai sentito alcuna necessità di aprire il borsello per corrompere quella massa indegna di parlamentari e senatori che ha votato per la legge Cirami, la legge Pecorella, la legge Gasparri e il Lodo Alfano, solo per dirne alcune.
Il premier nel 2002 mica li ha pagati i dirigenti Rai che buttarono fuori dal video Biagi, Luttazzi e Santoro.
Ma cosa pensate? Che forse abbia strappato un assegno a favore del direttore del Tg1, Augusto Minzolini per ottenere la sua ‘prudenza’ nei confronti delle indagini baresi?
Berlusconi è diventato quello che è e ha il potere che ha in Italia mica grazie ai suoi soldi.
Il merito è soprattutto di quegli intelligentoni che continuano ad aiutarlo per sincero servilismo.
O a votarlo per puro masochismo…

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Votalo come post dell'anno

Cosa ne pensi di questo articolo? Lascia pure un commento.
____________________________________________________
Segui il blog con la Newsletter: invia un'email vuota a lab.intercultura @ tiscali.it
Abbonati al blog:

Scrivi il tuo indirizzo email:

Delivered by FeedBurner

Draghi: Minzolini, Giorgia Meloni, Gasparri, D'Alema e Rutelli sono analfabeti


È notizia di oggi che secondo il Governatore di Bankitalia, Mario Draghi, uno dei vincoli alla crescita dell'economia italiana coincide con il basso livello di istruzione, soprattutto nelle materie tecnico-scientifiche.
“Oggi”, afferma Draghi, “in una società industrialmente progredita, una persona con meno di 10-15 anni di scuola è da considerarsi funzionalmente analfabeta.”
Ora, per un cittadino normale possiamo considerare ragionevole la stima minima di dieci anni per ritenere la maturità come requisito di alfabetismo.
Dando per scontate le scuole elementari, medie e superiori rappresentano il livello base.
Nondimeno, se stiamo invece parlando di persone che ricoprono ruoli di estrema responsabilità politica e culturale, allora è giusto aspettarsi che il limite salga a 15 anni e che di conseguenza la laurea divenga fondamentale.
Ebbene, secondo la riflessione del governatore, Augusto Minzolini, l’attuale direttore del Tg1, il punto di riferimento dell’informazione nazionale più seguito nel paese, avendo solo la maturità classica è un analfabeta.
Analfabeta funzionale, ma pur sempre un analfabeta.
Lo stesso vale per il Ministro della gioventù Giorgia Meloni.
Con il solo diploma di scuola superiore è quindi un'analfabeta.
Analfabeta lo è anche la ormai decennale mente (si fa per dire) del centro sinistra, Massimo D’Alema, con la sua maturità classica.
Senza sorprese, ovviamente, è analfabeta (funzionale) il presidente del Polo della Libertà al Parlamento Maurizio Gasparri, anch’egli con la maturità classica.
Sfondo un’altra porta aperta ricordando il geniale Francesco Rutelli, l’anima del centro sinistrorso, anch’egli diplomato al classico e quindi analfabeta.
Perlomeno secondo l’analisi di Draghi.
Io non sono d’accordo.
La cultura, come il valore di qualcuno, non può essere misurata in base ai titoli di studio, ma dai fatti, dalle azioni.
Le persone che ho citato infatti dimostrano ogni giorno di meritare il ruolo che hanno…

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Votalo come post dell'anno

Cosa ne pensi di questo articolo? Lascia pure un commento.
____________________________________________________
Segui il blog con la Newsletter: invia un'email vuota a lab.intercultura @ tiscali.it
Abbonati al blog:

Scrivi il tuo indirizzo email:

Delivered by FeedBurner

Il Giornale: “Berlusconi non molla”. Neanche noi!



Storie e Notizie n. 52


La Storia:

A quell’ora al seggio c’era poca gente.
Un signore anziano riponeva Il Giornale (il quotidiano, naturalmente...) prima di entrare nell’edificio e fare il suo dovere di bravo elettore, vero e proprio (unico…) simbolo delle democrazie occidentali.
Una donna con un pargolo in carrozzina si accingeva a sollevarla per salire le scale, vista l’assenza dell’accesso per i diversamente abili, altro sintomo della presunta modernità da questo lato del mondo.
Un giovane spegneva sia la sigaretta che il cellulare ed entrava sicuro per fare la sua parte nel garantire al nostro paese la stabilità che dona tanto benessere a tutti quanti.
All’improvviso, in quella giornata dall’aria secca, un inaspettato soffio di vento scompigliò i capelli di due ragazzini intenti a gustare un fresco gelato, probabilmente in attesa dei propri solerti genitori.
Il tempo sembrò fermarsi.
Il poliziotto di quartiere che presidiava la zona si era ovviamente già accorto che qualcosa non andava ed era corso a fianco dei fanciulli, mettendo mano alla fondina e assottigliando lo sguardo in direzione della curva che svoltava nella loro direzione.
Un silenzio irreale piombò su di loro e ad un tratto, quando l’auto apparve sulla strada i loro cuori scoppiarono di gioia.
Era lui, l’utilizzatore finale!
Mentre quest’ultimo scendeva dall’automobile, nel frattempo, una folla di persone adoranti si era radunata all’istante intorno a lui, come se avessero dentro una sorta di collegamento telepatico con il loro beneamato.
Si avvicinarono anche i consueti nemici, i giornalisti comunisti di Famiglia Cristiana e dell'Avvenire.
Tuttavia, i suoi sostenitori si innalzarono come uno scudo umano a difesa del loro leader.
I cronisti provarono a interrogarlo sui destini della casa in Sardegna vittima di fotografie e pettegolezzi: “Presidente, vende villa Certosa?”
“No”, rispose lui deciso.
“Vuole replicare?”
Lui si allontanò e sembrò più annoiato che infastidito, mentre la gente si arrabbiò con i giornalisti.
Infine l’utilizzatore tagliò corto: “Sono tutte cose che non vale la pena né di leggere né di commentare.”
Un applauso scrosciante dei fedeli lo sommerse, ma non gli impedì di ascoltare le parole di una signora che gli mostrò solidarietà: “Tenga duro.”
Il suo idolo rispose sfoggiando sicurezza: “Perché non dovrei tener duro?”
Tra la folla una donna gridò: “Puttaniere! Basta con queste zoccole!”
“’A Papi!” lo apostrofò un’altra.
“Aumenti le pensioni!” esclamò un signore anziano.
Contestazioni isolate messe a tacere dai sostenitori che si avvicinarono per stringergli la mano, farsi fotografare, baciarlo. Qualcuno gridò: «Presidente vai avanti, non dare retta alla Repubblica delle banane!».
“State tranquilli”, dichiarò lui sicuro di sé, come sempre. “Penso proprio che vinceremo noi.”
Questo è quello che accadde. Tutto un po’ romanzato, ovviamente, è una storia.
La notizia vera è quella che segue…


La Notizia:

Il Giornale: Berlusconi non molla: "Avanti col programma"
Milano - «Ma basta, ma basta!». Il drappello di ammiratori irriducibili aspetta Silvio Berlusconi davanti al seggio e gli fa da scudo umano. Si irritano molto più loro del premier quando i cronisti provano a interrogarlo sui destini della casa in Sardegna che ha fatto da sfondo a fotografie e pettegolezzi. Presidente, vende villa Certosa? «No». Vuole replicare? Lui si sottrae e sembra più annoiato che infastidito, mentre la gente si arrabbia (con i giornalisti). Taglia corto: «Sono tutte cose che non vale la pena né di leggere né di commentare».
Una signora mostra solidarietà: «Tenga duro». Berlusconi sfoggia sicurezza: «Perché non dovrei tener duro?».
Arriva un’altra domanda. Ha bisogno di una first lady come Carla Bruni, l’italienne che ha sposato il presidente francese Nicolas Sarkozy? Il suggerimento è nientemeno che del finanziere Tarak Ben Ammar, rilanciato da un’intervista sulla prima pagina del Corriere della sera. «Ha visto che titoli, è pazzesco...». Tra la folla una donna gli dà del «puttaniere» e si lamenta delle «zoccole», un’altra lo chiama «papi», un signore chiede di aumentare le pensioni.
Contestazioni isolate messe a tacere dai sostenitori che si avvicinano per stringergli la mano, farsi fotografare, baciarlo. Qualcuno grida: «Presidente vai avanti, non dare retta alla Repubblica delle banane!».
Fin qui l’attualità tra vita privata e gossip, il tipo di argomenti che il presidente del consiglio vuole far annegare nell’indifferenza. Berlusconi ritira tutte le schede, quella per il ballottaggio alla Provincia di Milano e i tre quesiti del referendum.
Con gli elettori che lo prendono d’assedio fuori dalla scuola di via Scrosati parla di politica: «Penso proprio che vinceremo noi».

Sulla rubrica Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Votalo come post dell'anno

Cosa ne pensi di questo articolo? Lascia pure un commento.
____________________________________________________
Segui il blog con la Newsletter: invia un'email vuota a lab.intercultura @ tiscali.it
Abbonati al blog:

Scrivi il tuo indirizzo email:

Delivered by FeedBurner

Berlusconi, prostitute e festini o l’Italia che va a rotoli?



La settimana appena trascorsa abbiamo visto sulle prime pagine di tutti i giornali nostrani tante notizie.
Con un notevole sforzo di approssimazione (o ingenuità), riconoscendo ai nostri quotidiani un sufficiente livello di percezione della realtà del nostro paese, rivedendo in sequenza le notizie maggiormente pubblicate e quindi più lette, possiamo farci un’idea chiara del momento che stiamo attraversando.
Per far ciò, prendiamo come riferimento base l’Ansa, dove la maggior parte dei giornali attinge le sue informazioni.
Seguendo la celebre agenzia di stampa, la settimana italiana sarebbe la seguente:

Lunedì 15 giugno 2009:
Italia- Usa: Berlusconi a Washington per presentare l'agenda del G8 in programma a luglio all'Aquila.

Martedì 16 giugno 2009:
Voli Stato: chiesta archiviazione. Era indagato Berlusconi, atti al Tribunale dei Ministri.
Richiesta di archiviazione per Silvio Berlusconi e atti al Tribunale dei Ministri nell'inchiesta sui presunti voli di Stato.

Mercoledì 17 giugno 2009:
Berlusconi: ancora spazzatura. Premier commenta inchiesta Bari.
“Ancora una volta si riempiono i giornali di spazzatura e di falsità. Non mi farò condizionare da queste aggressioni”, dice Berlusconi.

Giovedì 18 giugno 2009:
Bari: pm sigilla cassette D'Addario per evitare fughe di notizie, verifiche su giro ragazze.
La Procura di Bari ha acquisito e sigillato in un plico le audio cassette con le dichiarazioni di Patrizia D'Addario.

Venerdì 19 giugno 2009:
Berlusconi: pm, giro ragazze per vip ingaggiate da imprenditore pugliese Tarantini.
Il sospetto degli inquirenti baresi è che le ragazze ingaggiate dall'imprenditore Tarantini andassero in residenze di potenti bipartisan.

Sabato 20 giugno 2009:
Parla seconda ragazza feste premier. E' Barbara Montereale, 23 anni, ragazza immagine.
Barbara Montereale, 23 anni, di Modugno (Bari), è un'altra delle ragazze che raccontano delle feste di Berlusconi. Su alcuni quotidiani sono riportati dichiarazioni e interviste che confermano il racconto di Patrizia D'Addario.

Tuttavia, se proviamo per un attimo a distogliere lo sguardo da questa vicenda che sta rovinando definitivamente l’immagine del nostro paese nel mondo e ci soffermiamo su alcune notizie che i principali media italiani hanno lasciato in ombra, la settimana potrebbe essere raccontata anche così:

Lunedì 15 giugno 2009:
Lavoro: retribuzioni I trim. +0, 6% Istat, dato più basso dal 2000.
Le retribuzioni di fatto sono cresciute nel primo trimestre 2009 dello 0,1% sul trimestre precedente e dello 0,6% sul primo trimestre 2008. Lo comunica l'Istat spiegando che e' il dato più basso dal 2000.

Martedì 16 giugno 2009:
Casa: mercato sceso a livelli '97.
In calo del 33,4% il mercato delle compravendite di case in Italia che torna ai livelli del '97.

Mercoledì 17 giugno 2009:
Ocse: Pil Italia 2009 - 5, 3%.
Il Pil italiano calerà del 5,3% nel 2009 secondo il rapporto Ocse, che prevede una lenta ripresa. +0,4%, l'anno successivo. Secondo l'istituto Il deficit italiano raggiungerà il 6% del Pil nel 2010, mentre il debito pubblico supererà il 115% e continuerà a crescere, nonostante un certo sforzo di consolidamento fiscale.

Giovedì 18 giugno 2009:
Famiglie perderanno 492 euro l'anno. Federconsumatori: chi ha reddito fisso avrà 850 euro in meno.
E' di 492 euro annui la perdita di potere d'acquisto che in media le famiglie italiane dovranno affrontare per gli effetti della crisi.

Venerdì 19 giugno 2009:
Lavoro, persi 204mila posti (-0,9%). Istat: primo calo da 14 anni, male giovani e Mezzogiorno.
Gli occupati in Italia sono diminuiti nel primo trimestre di 204mila unità (-0,9%) rispetto allo stesso periodo del 2008.

Sabato 20 giugno 2009:
Crollano pensioni anzianità 2009.
Crollano le pensioni di anzianità nei primi cinque mesi del 2009: gli assegni liquidati nel periodo sono stati solo 43.247 (-67%).

Secondo voi, quale sarà la notizia principale di oggi?

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Votalo come post dell'anno

Cosa ne pensi di questo articolo? Lascia pure un commento.
____________________________________________________
Segui il blog con la Newsletter: invia un'email vuota a lab.intercultura @ tiscali.it
Abbonati al blog:

Scrivi il tuo indirizzo email:

Delivered by FeedBurner

Ministro Sacconi: Italiani, rubate il lavoro agli immigrati


Ho sempre pensato che ci debba essere un limite a tutto.
Alla vita, perché se non fosse così Berlusconi sarebbe eterno e dio o chi per lui ce ne scampi…
Al festival di Sanremo, perché coltivo ancora il sogno che un giorno avremo una rassegna della canzone italiana che sia veramente la migliore possibile…
Alle pittoresche, per non dire altro, affermazioni dei nostri politici.
Mi fermo qui, sebbene la lista sia ancora estremamente lunga.
Commentando l’aumento della disoccupazione in Italia, soprattutto tra i giovani (dati Istat), ecco cosa dice il geniale Maurizio Sacconi, nella triplice veste ufficiale di Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali: “Noi abbiamo statistiche e percezioni che posti di lavoro ci sono ancora, al punto che sono rifiutati dagli italiani. Questo non può essere più fatto dai giovani. I ragazzi devono accettare anche lavori distanti dal loro corso di studi”. Le dichiarazioni del ministro sembrano smentire i luoghi comuni sugli “immigrati che rubano il lavoro agli italiani”, invitando invece in qualche modo i giovani italiani a sottrarre posti di lavoro di bassa qualità o comunque poco desiderati agli stranieri residenti. Conclude il ministro: “Il mercato apprezzerà la scelta di quanti, pur avendo titoli e qualifiche, sceglieranno percorsi di lavoro, aspri, difficili perché così mostreranno la loro tempra” (Fonte Reuters).
Sarò pure un inguaribile sognatore, che volete farci, in fondo scrivo storie.
Tuttavia, dal Ministro del lavoro, nel momento in cui emerge che il numero dei disoccupati – che è già elevatissimo – sta ulteriormente crescendo, mi aspetterei un commento diverso.
Non lo so, forse che il vero dramma è il fatto che nel nostro paese, sia per gli italiani che per gli stranieri, non esiste alcuna meritocrazia.
Che in gran parte dell’Italia, ai livelli che contano ci si arriva quasi sempre solo per conoscenza o per raccomandazione.
Che da noi persistono ancora oggi forme di nepotismo uniche al mondo.
Che qui non conta assolutamente quanto vali, quanto hai studiato, quanto seriamente sei disposto a fare il tuo lavoro.
Non interessa quasi a nessuno il valore della tua professionalità e che se veramente desideri crescere e migliorare la cosa più intelligente che puoi fare è emigrare.
Ecco quindi qual è la realtà che i nostri governanti prospettano ai giovani: o rubi il lavoro agli immigrati o lo diventi tu stesso in un altro paese…

PS: A chi interessa, ricordo che oggi si celebra la Giornata mondiale del rifugiato. Inutile dire che non ne ho trovato alcuna menzione sui principali media nostrani...

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Cosa ne pensi di questo articolo? Lascia pure un commento.
____________________________________________________
Segui il blog con la Newsletter: invia un'email vuota a lab.intercultura @ tiscali.it
Abbonati al blog:

Scrivi il tuo indirizzo email:

Delivered by FeedBurner

Elettori di Berlusconi: ma cos’altro deve fare quest’uomo per farvi pentire di averlo votato?



Roma, venerdì 19 giugno 2009


Care concittadine e cari concittadini,

donne e uomini, che da quando è sceso in campo avete dato il vostro voto all’attuale premier, è a voi che scrivo questa mia: ma cos’altro deve fare quell’uomo per farvi pentire della vostra scelta?
Quale altra vergognosa notizia su di lui deve fare il giro del mondo, infangando voi e anche chi non gli ha mai dato alcun credito in Italia?
Ripensate, ora, ai motivi che ogni volta vi hanno fatto mettere una croce su quel nome.
Provo ad immaginare quali possano essere:
1. Ha fatto crescere le sue aziende, farà lo stesso con l’Italia
2. E’ già ricco di suo, non ha bisogno di rubare allo Stato come facevano quelli di prima
3. Si capisce quando parla, non come quei cervellotici tromboni che senti in tv
4. E’ simpatico e gioviale, porta un po’ di allegria in quel mortorio della politica
5. E cosa dovrei votare? Quelli della sinistra?!
Ovviamente ce ne saranno altri, tuttavia, anche solo questi presumo siano alla base della scelta di milioni di voi, che in tutto questo tempo avete contribuito alla permanenza di Silvio Berlusconi a capo della Presidenza del Consiglio e del nostro paese.
Potrei farvi anche solo una semplice domanda e chiudere qui la questione: ha mantenuto le promesse che vi ha fatto finora?
Anche solo una?
Pensate unicamente al punto 1, il solo che dovrebbe veramente contare per voi come per tutti, in un paese civile: è forse cresciuta l’Italia da quando Silvio è al potere?
State meglio da quando c’è lui?
Basterebbe la risposta a tale quesito per chiarire il tutto, ciò nonostante quest'ultimo si unisce a quelli che riguardano i vergognosi aneddoti sulla cosiddetta vita privata di quel vecchio.
Esatto, vita privata.
Lo ripeto perché forse, qualcuno di voi potrà magari obiettare che di questo si tratta, di affari personali, che non ci devono interessare, che quello che conta sono le cose che il premier ha realizzato in questi anni per il vostro benessere.
Quali?
Quali?!
QUALI?!!
Se avete una risposta, sarei felice, ma anche enormemente sorpreso di leggerla…


Alessandro Ghebreigziabiher

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Votalo come post dell'anno

Cosa ne pensi di questo articolo? Lascia pure un commento.
____________________________________________________
Segui il blog con la Newsletter: invia un'email vuota a lab.intercultura @ tiscali.it
Abbonati al blog:

Scrivi il tuo indirizzo email:

Delivered by FeedBurner

Berlusconi e Patrizia D’Addario: la registrazione


Leggo stamani notizie che ormai sono diventate cosa normale.
Si parla di prostitute, festini hard e di utilizzatori finali.
Leggo anche che secondo uno studio del Consiglio d’Europa l'Italia è tra i paesi europei che spendono di meno per le politiche di sostegno alle famiglie ma è anche una nazione in cui attualmente non sussistono gli elementi necessari a garantire un incremento della natalità.
Chissà, forse non c’entra nulla, oppure sì, non lo so.
So solo che davanti a queste cose sento un enorme bisogno di sdrammatizzare tutto con una storia:

“Pronto, perlo con Petrizia?”
“Chi è?”
“Ciao, bella, sono Giampeolo.”
“Ah, ciao…”
“Allora, sei pronta per la festa?”
“La festa di chi?”
“Come di chi? Di lui… Dell’utilizzatore finele!”
“Oh, certamente! Sono pronta.”
“Bene. Allora, prima di tutto, parliemo del casciè: ti vanno bene mille euri?”
“Intanto si dice cachet… e poi io voglio duemila euro.”
“Va bene, poi tento decide lui…”
“E voglio anche che sia risolta quella pratica per l’edificio che vorrei costruire.”
“Sì, d’accordo, Petrizia. Che ti posso dire? Io riferisco all’utilizzatore e poi lui fa e disfa.
Lui ha l’ultima perola. Come si dice, non possiemo fere i conti senza il cassiere…”
“Veramente è l’oste…”
“No, sto parlendo proprio del suo cassiere personele! Fa anche il ministro dell’economia, ma questa è un’altra storia…”
“Già.”
“Torniamo alla festa. Come saprai, si terrà a Palezzo Grezioli. L’utilizzatore finele stavolta ne vuole quettro. Con te cinque, ovviamente.”
“Va bene, è padrone.”
“Mi raccomendo i soliti accorgimenti: non parlete con nessuno e quendo entrete con le auto tenete i finestrini alzeti. Come si dice, dai nemici mi guardi iddio, che dagli amici mi guarda mio zio…”
“Ad essere precisi, sarebbe dagli amici mi guardo io…”
“No, che hai capito? Ho detto mio zio apposta. È vescovo… E chi mi tocca con lui al Vaticheno?
“Ah…”
“Senti, naturalmente avrete tutte in reghelo i soliti ciondoli e farfalline d’oro. L’utilizzatore è una persona generosa, nessuno meglio di te può saperlo…”
“In realtà, una c’è…”
“E chi è?”
“Noemi…”
“E che chezzo! Ancora con questa Noemi? Besta con questa tua insena gelosia! Tu sei la prima nei pensieri suoi, lo vuoi capire o no? Ma tento è un clessico… Come si dice, l’erba del vicino è sempre più buona…”
“Più verde, vorrai dire…”
“No, più buona! Se avessi fumato la roba di Gaetano Cimarola, il mio dirimpetteio, mi daresti ragione…”
“Sarà…”
“Ad ogni modo, adesso devo attacchere. Allora, ci vediamo alla festa, mi raccomendo la puntualità.”
“E tu mi raccomando i duemila e soprattutto la questione del terreno, altrimenti…”
“Altrimenti, cosa?”
“Altrimenti, come si dice, a buon imprenditor, poche parole…”
“Non era intenditor?”
“Sì, ma il succo è lo stesso…”

PS: A chi interessa, il post di ieri, nella sua versione inglese, è stato pubblicato sull'autorevole sito statunitense Axisoflogic.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Cosa ne pensi di questo articolo? Lascia pure un commento.
____________________________________________________
Segui il blog con la Newsletter: invia un'email vuota a lab.intercultura @ tiscali.it
Abbonati al blog:

Scrivi il tuo indirizzo email:

Delivered by FeedBurner

I Palestinesi sono animali?

Storie e Notizie n. 51


La Storia:

Io non sono un animale.



Io non sono un animale, perché faccio dei sogni che non dimentico mai.



Io non sono un animale, perché soffro esattamente come voi.



Io non sono un animale, perché adoro giocare col mare, perfino vestita.



Io non sono un animale, perché spero tanto di sopravvivere alla morte.



Io non sono un animale, perché, sia per colpa di una bomba che di un terremoto, piango per la mia casa distrutta.



Io non sono un animale, perché ho bisogno di risposte quando subisco un’ingiustizia.



Io non sono un animale, perché quando qualcuno mi fa del male non lo dimentico più.



Io non sono un animale, perché ho paura soprattutto dei miei simili.



Io non sono un animale, come non lo siete voi…



PS: Chissà, magari ora qualcuno dirà che sono antisemita…


La Notizia:

Ex Presidente Carter: nella Striscia di Gaza i Palestinesi sono trattati come animali.
Gaza, 16 Giugno 2009 (Reuters): I Palestinesi nella Striscia di Gaza sono “trattati più come animali che esseri umani”, ha affermato l’ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter questo martedì.
Durante una visita, Carter ha condannato il bombardamento in gennaio da parte di Israele e il suo continuo blocco dei rifornimenti nella zona, che proibisce anche il trasporto di giocattoli ai bambini.
“Capisco che anche la carta e i pennarelli siano considerati a rischio sicurezza”, ha riferito l’ex presidente all’ufficio locale delle Nazioni Unite. “Ho chiesto però spiegazioni quando ho incontrato gli ufficiali israeliani e non ne ho ricevute, perché non c’è una spiegazione.”

Sulla rubrica Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Votalo come post dell'anno

Cosa ne pensi di questo articolo? Lascia pure un commento.
____________________________________________________
Segui il blog con la Newsletter: invia un'email vuota a lab.intercultura @ tiscali.it
Abbonati al blog:

Scrivi il tuo indirizzo email:

Delivered by FeedBurner

ShareThis