Svizzera: L’invasione dei minareti giganti

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Storie e Notizie N. 79

La Storia:

Dopo il grande successo di botteghino in Svizzera, nonostante il parere negativo della critica, sta per uscire su tutti gli schermi italiani quello che si preannuncia come il più terrificante film di paura della storia del cinema: L’invasione dei minareti giganti.



Come già detto, la critica ha inutilmente bocciato la pellicola, accusandola di proporre una trama incredibilmente scontata, un vero clichè.
Tuttavia, la risposta del pubblico prova che la gente non è ancora sazia di film che raccontano di invasioni da parte di alieni brutti e cattivi, decisi a conquistare le nostre città e magari mangiarci il cervello, non prima di aver abusato delle nostre donne.
La fantasia, in fondo, è bella per questo: aiuta ad esorcizzare paure ed angosce non superate.
Chi racconta storie non può non tenerne conto.
Figuriamoci chi le vende al pubblico…

La Svizzera dice no ai minareti.
A sorpresa, l'iniziativa per il bando dei simboli religiosi musulmani è stata accettata al referendum con il 57% dei voti.

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Mario, un uomo come tanti: 7 dicembre 2009 a Roma.

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Chiesa e abusi sessuali: elenco aggiornato...




Dall’Irish Times:

1984 - Il primo caso di abusi sessuali clericali su un bambino a divenire pubblico: Padre Gilbert Gauthé, Louisiana, USA, si rivela essere un pedofilo seriale.

1985 - Padre Tom Doyle, un esperto di diritto canonico degli Stati Uniti, mette in guardia sulle conseguenze disastrose, se lo scandalo non è affrontato apertamente e in modo efficace. Viene ignorato e rimosso dal suo incarico presso l'ambasciata vaticana a Washington.

1993 – Il Papa scrive ai vescovi degli Stati Uniti - "Condivido la vostra tristezza e delusione", ma sottolinea che il problema dell'abuso sessuale infantile riguarda solo un piccolo gruppo di sacerdoti. Il suo portavoce, il dottor Navarro-Valls, riassume così l'atteggiamento del Vaticano: "Ci si dovrebbe chiedere se il vero colpevole non sia una società che è irresponsabilmente permissiva, senza controllo della sessualità e in grado di creare le condizioni che inducono anche persone che hanno ricevuto una solida formazione morale a commettere gravi atti immorali".

1993 – Il vescovo canadese Hubert O'Connor si dimette dopo essere stato accusato di molestie su adolescenti in un collegio.

1995 - Il cardinale austriaco Hans Herman Groer si dimette da capo della Chiesa cattolica austriaca per accuse di ragazzi vittime di abusi sessuali. Rimane comunque come Arcivescovo di Vienna.

1995 - Due vescovi cattolici tedeschi sono accusati di coprire abusi clericali su minori.

1997 - Il vescovo australiano Ronald Mulkearns si dimette dopo il fallimento nell’azione nei confronti di un sacerdote in seguito condannato per abusi sui minori.

1997 – La diocesi cattolica di Dallas, Texas, è condannata a pagare 118 milioni dollari per le vittime di abusi da parte di padre Rudy Kos. È il più grande caso sugli abusi sui minori. La diocesi fu accusata di aver coperto gli abusi di Kos.

2000 - Il cardinale britannico Cormac Murphy-O'Connor respinge la richiesta di sue dimissioni da parte di padre Michael Hill, che ha ricevuto una condanna a cinque anni di carcere per abusi sessuali su bambini.

2001 – Il vescovo francese Pierre Pican è sotto processo per omessa segnalazione di crimini di abuso sessuale da parte di un sacerdote contro i bambini. Riceve una condanna a tre mesi, pena sospesa.

2001 – Sono presentati al Vaticano dei rapporti su una diffusa pratica di abusi sessuali di sacerdoti ai danni di suore in tutta l'Africa. Nessuna risposta dal Vaticano.

2001 – L’arcivescovo di Cardiff, il dottor John Aloysius Ward, si dimette in mezzo alle polemiche per il suo trattamento dei preti pedofili.

Gennaio-Febbraio 2002 - Scandalo di abusi sessuali su minori in ambito clericale esplode negli Stati Uniti, con il rilascio di migliaia di documenti che coinvolge il cardinale Bernard Law di Boston.

Marzo 2002 - Monsignor Juliusz Paetz si dimette per le accuse di comportamento "scorretto" nei confronti dei sacerdoti tirocinanti.


Aprile 2002 – I cardinali degli Stati Uniti sono convocati a Roma dal Papa, poiché la loro piaga dell’abuso sui minori si diffonde a livello nazionale.

Giugno 2002 – Il terzo vescovo degli Stati Uniti si dimette per le accuse di abuso. Il vescovo di Lexington, nel Kentucky, Kendrick Williams si unisce ai vescovi Anthony O'Connell (un irlandese) e Rembert Weakland, entrambi costretti a rassegnare le dimissioni prima del 2002.

Ottobre 2002 - Monsignor Edgardo Storni, Argentina, si dimette per accuse di aver abusato sessualmente dei seminaristi.

Dicembre 2002 - Boston, il cardinale Bernard Law si dimette per aver coperto abusi.

Giugno 2003 – L’ex governatore dell'Oklahoma Frank Keating si dimette da capo del comitato per il controllo dell’abuso sessuale nella Chiesa cattolica degli Stati Uniti per aver paragonato alcuni vescovi alla mafia.

Febbraio 2004 – Una relazione riporta che solo negli Stati Uniti 10.600 bambini sono stati vittime di abusi da preti dal 1950.

Luglio 2004 – La diocesi di Portland è la prima nel mondo in causa per fallimento di fronte alle richieste di risarcimento di bambini vittime di abusi del clero.

Aprile 2005 - Il cardinale Joseph Ratzinger diventa nuovo Papa (Benedetto XVI), a seguito della morte di Giovanni Paolo II.

Luglio 2008 – Il nuovo Papa si scusa per lo scandalo della pedofilia clericale in Australia.

Settembre 2009 – Il vescovo canadese Raymond Lahey si dimette dopo il suo arresto per la distribuzione e la vendita di pornografia infantile.

Ed ecco il fatto più recente (Novembre 2009): Irlanda, rapporto choc. La chiesa coprì abusi sessuali per 40 anni.

Adesso capisco meglio questa notizia di ieri: Vaticano, biglietti per chiese necessari.
“Far pagare i biglietti di ingresso nelle cattedrali e nelle chiese può apparire inopportuno ma spesso risulta assolutamente necessario per le enormi spese che i vescovi debbono affrontare…” Francesco Buranelli, segretario della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa.

Eh già, serviranno soldi, soldi assai, tra cause e risarcimenti…

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Mario, un uomo come tanti: 7 dicembre 2009 a Roma.

Coppia si imbuca a pranzo Obama: ecco di chi si tratta…

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Storie e Notizie n. 78

La Storia:

I servizi segreti americani hanno finalmente rivelato l’identità degli imbucati al pranzo di Obama.
Non si tratta di una coppia, bensì sempre della stessa persona, un individuo estremamente abile a cambiare volto a seconda del contesto, un astuto maestro del trasformismo.
Difatti non è stato facile per gli esperti individuarlo nelle immagini a disposizione.
Stiamo parlando, come già detto, di un vero professionista, capace di nascondersi nei luoghi più impensati…



Sostituendosi a personaggi insospettabili…



Un uomo in grado di calarsi in mille mestieri, dall’operaio al fotografo…




Tuttavia, a tradirlo è stata la sua inarrestabile passione per il mondo femminile.
Eppure avrebbe dovuto intuire che sarebbe risultato alquanto sospetto un cuoco che fa delle avances alla First Lady…




Coppia "si imbuca" a pranzo Obama, indagine dei servizi segreti.
WASHINGTON (Reuters) - I servizi segreti americani stanno indagando per capire come una coppia non invitata sia stata ammessa alla cena di Stato del presidente Barack Obama nonostante le misure di sicurezza. Lo ha detto ieri un portavoce.

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Lo spettacolo, stasera a Roma.

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Storie e Notizie



Stasera alle 21 sarò al Simposio, in via dei Latini 11 a Roma, per raccontare Storie e Notizie.
Uno spettacolo nato proprio su questo blog...

Violenza femminile sulle donne…

Fu istituita esattamente dieci anni fa, nel dicembre del 1999 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, esortando governi e organizzazioni a promuovere iniziative a riguardo.
La scelta della data fu suggerita all’Onu nel 1981 da alcune attiviste, in seguito all’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi di Bogotà, in ricordo del giorno in cui furono uccise le tre sorelle Mirabal (1960), le quali erano impegnate contro il regime di Rafael Leónidas Trujillo, allora dittatore nella Repubblica Dominicana.
In Italia tale importante ricorrenza viene celebrata solo dal 2005.
Non è mai stato facile essere donna, nel nostro paese.
Nessuno meglio di una donna può raccontarlo, spiegarlo, motivarlo.
Ciò era vero nel 1999 come dieci anni dopo, ovvero oggi.
Ho letto in rete che qui da noi le iniziative per ricordare la suddetta giornata confluiranno in una manifestazione che avrà luogo questo sabato 28 novembre.
Sono andato sul sito ufficiale dell’evento e ho trovato uno slogan che mi ha fatto pensare:
Giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne.
Ripeto, solo una donna può parlare con autorevolezza di ciò che la riguarda personalmente, tuttavia, se secondo il World Economic Forum, nella classifica relativa alla distanza tra i due sessi in fatto di partecipazione alla vita politica ed economica, siamo al 72esimo posto, dopo il Vietnam e subito prima della Tanzania, a mio modesto parere credo che le cose siano piuttosto complesse, per non dire altro.
Primo, credo che qui da noi – probabilmente ovunque – non ci sia solo un problema di violenza fisica, ma anche psicologica, che va a colpire i sentimenti e le emozioni, la dignità e l’orgoglio.
Secondo, penso che nessuna donna dovrebbe sottovalutare la violenza femminile.
Quel tipo di violenza che molte donne fanno a se stesse.
Come quando sposano degli uomini perché credono ciecamente alle loro parole…



Come quando si illudono che manterranno le loro promesse…



Come quando non si accorgono di essere le uniche a meritare il podio…



E come quando dimenticano che alla fine sono sempre loro a pagare il prezzo più alto…



Se qui in Italia le donne iniziassero per prime a volersi bene sul serio, forse alcuni uomini capirebbero finalmente i propri enormi limiti.
Forse...

Storie e Notizie, lo spettacolo: domani, 26 Novembre 2009 a Roma.

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No Berlusconi day e le 1000 piazze del Pd: qual è la vera alternativa?


A distanza di una settimana, il 5 dicembre e nella due giorni 11/12 dello stesso mese ci saranno due manifestazioni.
Entrambe le iniziative dichiarano come motivazione principale una posizione critica nei confronti di Silvio Berlusconi.
Ora, io sono un cittadino che non ha mai votato per il premier e che nello stesso tempo desidera avere un presidente del consiglio fatto di tutt’altra pasta.
Aggiungiamo che voglia scendere in piazza ancora una volta per manifestare le mie idee antagoniste al primo ministro.
A quale delle due dovrei andare?
Quale delle due manifestazioni è la vera alternativa a Berlusconi?
La prima cosa di cui devo tenere conto è la seguente: quella del 5, ideata da alcuni blogger, chiede le sue dimissioni mentre quella dell’11/12 consiste in un desiderio/impegno del Partito democratico ad occuparsi dei problemi del paese e non di quelli del premier, al motto “sempre i problemi suoi, mai i problemi nostri”.
Nell’appello del No Berlusconi day c’è scritto che ai promotori non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e ritengono che il finto “Fair Play” di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori.
Non possiamo più rimanere inerti, affermano ben due volte, Berlusconi deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.
Quindi per quelli del 5 Berlusconi deve dimettersi e rispondere in tribunale alle accuse in cui è imputato.
Nel proclama della manifestazione dell’11/12 si pone invece l’obiettivo sulla politica del governo e si dichiara che l’intento dell’iniziativa è quello di ricordare a quest’ultimo - che si preoccupa solo dei problemi giudiziari di Berlusconi - cosa davvero non va.
Tra le altre cose, vengono citati il lavoro, dove abbiamo registrato un milione di disoccupati in più e la sanità, dove a fronte dei risultati ottenuti dalle regioni di centrosinistra senza sacrificare i servizi per i cittadini il Governo ha messo zero euro in Finanziaria per la ristrutturazione e la costruzione di ospedali più moderni.
Inoltre, al neanche troppo velato riferimento critico del No Berlusconi Day sul “Fair play” dell’opposizione, nel manifesto del PD si risponde con una chiara ed esplicita differenziazione, definendo la propria iniziativa come diversa dal “No B. Day”, che serve solo a convincere chi è già convinto, senza portare nuovi consensi, occupandosi invece di tutti i problemi che riscontrano gli italiani.
Credo che fin qui emergano abbastanza elementi per comprendere che le due proposte sono totalmente diverse, nonostante le premesse.
Sono stato a tante manifestazioni nella mia vita e all’indomani non ho mai visto soddisfatti i desideri che avevo gridato il giorno prima.
Nemmeno dopo un mese.
Neanche un anno, se è per questo.
Eppure, fino ad oggi, ho gridato contro la guerra, contro la pena di morte, contro i licenziamenti, per i diritti umani, per la giustizia sociale, per la libertà in paesi in cui non sono mai stato e altro ancora, consapevole del fatto che anche il solo atto di essere stato lì, insieme a tanta gente, ha avuto ed ha un valore enorme al di là dell’esito delle proprie aspirazioni.
Alla fine di quelle caotiche e stancanti giornate mi sono portato dietro doni inestimabili, che si chiamano condivisione, speranza e fiducia.
Forse ricordandomi questo, posso fare la mia scelta.
Mi chiamo Alessandro Ghebreigziabiher e sono incredibilmente stanco di avere quell’uomo come premier.
Sono perfettamente consapevole che il giorno dopo entrambe le manifestazioni il nostro presidente del consiglio sarà ancora al suo posto.
Ciò che conta è che qui ed ora desidero condividere, sperare e avere fiducia.
Desidero scendere in piazza e condividere con più gente possibile il desiderio che il premier del mio paese non sia più Silvio Berlusconi.
In mezzo a tante persone, vorrei vedere crescere la speranza che un giorno, tutti insieme, saremo capaci finalmente di essere noi per primi gli autori del cambiamento.
E vorrei infine ritrovare la fiducia nei miei concittadini, perlomeno in coloro che troverò in piazza, nel loro essere veramente alternativi a Berlusconi, ogni giorno dell’anno, a prescindere dal voto, senza se e senza ma, senza forse e senza però, senza e basta.
Detto questo, credo sia evidente a quale parteciperò.
E voi?
Voi da che parte state?

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Storie e Notizie, lo spettacolo, 26 Novembre 2009 a Roma.

E' uno stronzo chi dice che gli italiani sono tutti uguali

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Storie e Notizie n. 77

La Storia:

I cittadini italiani, come quelli del resto del mondo, non sono tutti uguali.

C’è chi ha perso la vita per il paese…



E chi ha perso il paese per salvarla…




C’è chi è stato allontanato per la sua integrità…



E chi è stato riassunto per lo stesso motivo…




C’è chi usava il cinema per donare un viaggio agli spettatori…




E chi usa questi ultimi per regalarlo a se stesso…




C’è chi trovò la morte per amore della verità…




E chi uccide la verità per amore dello share…




C’è chi un tempo attaccava gli immigrati per guadagnare elettori…




E oggi li difende perché presto lo saranno anche loro…




PS: Molti anni fa, una persona che era spesso vittima di discriminazioni mi disse: “A me non serve che le persone mi difendano. Vorrei che non ce ne fosse il bisogno…”

Gianfranco Fini: "È uno stronzo chi dice che gli stranieri sono diversi".

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Lo spettacolo, 26 Novembre 2009 a Roma.

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Tutti i diritti dell’infanzia in una storia...



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Storie e Notizie n. 76


La Storia:

I tuoi diritti

Mio figlio Luca torna da scuola con la Dichiarazione universale dei diritti umani che il nuovo governo ha deciso di distribuire agli studenti di tutti gli istituti.
Luca ha 9 anni, l’ha letta ma non ha capito molto cosa voglia dire.
Così, decide di chiedermi di spiegargliela. Tutti e trenta gli articoli…
L’impresa non è facile, ma forse non ho molte alternative oltre a raccontargliela a misura della sua vita, del suo mondo.

“Allora, Luca, sei pronto?”
“Sì, papà.”
“Mi raccomando. Ogni volta che pronuncio una parola o una frase che non comprendi dimmelo, eh?”
“Sì.”
“Articolo uno: ‘Tutti i bambini nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.’”
“Cosa vuol dire essere eguali in dignità?”
“Vuol dire che ogni bambino ha valore. E nessun bambino è più importante degli altri.”
“E cosa significa essere dotati di coscienza?”
“Significa che quando fai qualcosa devi pensare bene a cosa fai e perché la fai. Vado avanti?”
“Vai pure.”
“Articolo due: ‘Ad ogni bambino spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.’ Fin qui ci sei?”
“Credo di sì. Vuol dire che la dichiarazione vale per tutti i bambini. Tutti quanti.”
“Bravo. Sembra più semplice, così. Il resto dice: ‘Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità.’“
“Questa parte non l’ho capita…”
“Bé, in pratica vuole precisare ancora di più che questi articoli valgono proprio per tutti i bambini.”
“Giusto.”
“Articolo tre: ‘Ogni bambino ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona.’ Questo è chiaro, no?”
“Sì.”
“Articolo quattro: ‘Nessun bambino potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.’“
“Scusa, papà, ma questo è inutile. La gente che se ne fa di un bambino schiavo? E’ piccolo, non ce la fa a lavorare come i grandi… ”
“In effetti hai ragione… Ma sai, stabilendo i diritti è sempre meglio metterci tutto, per sicurezza, non si sa mai…”
“Va bene.”
“Articolo cinque: ‘Nessun bambino potrà essere sottoposto a tormenti o a trattamenti o a punizioni dure, inumane e disonorevoli.’“
“Che significa trattamento disonorevole?"
“Che non rispetta l’onore.”
“E cos’è l’onore? Io ce l’ho?”
“Certo. Tutti i bambini ce l’hanno. Rappresenta l’insieme delle cose belle che hai fatto fino a quel momento, che ti hanno fatto guadagnare l’affetto e l’apprezzamento degli altri.”
“Spero di aver guadagnato molto onore, fino ad oggi.”
“Sì, non c’è male.”
“Andiamo avanti. Mi piace.”
“Bene. Articolo sei: ‘Ogni bambino ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.’“
“Papà. Non ho capito niente… ”
“Vuol dire che dovunque stiano, dentro casa, a scuola, al campetto a giocare a pallone, per tutti i bambini ci sono delle leggi che li tutelano, che devono far valere i loro diritti.”
“Be’, al campetto è difficile. Per esempio, quando perde, Mauro si mette a spingere e a fare falli. Mica è permesso a calcio, ma lui lo fa lo stesso.”
“E’ per questo che nelle partite ci vuole l’arbitro.”
“E’ vero. Senza l’arbitro ognuno fa quello che gli pare… ”

Continua qui.


INFANZIA: UNICEF, ANCORA MOLTO DA FARE. SERVONO FATTI
La situazione dell'infanzia nel mondo continua ad essere precaria malgrado gli sforzi e gli innegabili successi ottenuti: serve un deciso cambio di rotta. E' l'appello dell'Unicef che oggi, giornata mondiale per la prevenzione degli abusi sull'infanzia e alla vigilia del 20* anniversario della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, ha presentato il Rapporto sulla Condizione dell'Infanzia nel mondo.

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Lo spettacolo, 26 Novembre 2009 a Roma.

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Webby Awards e Lobby Awards



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Storie e Notizie n. 75

La Storia:

In risposta ai Webby Awards, in esclusiva per il blog, pubblico il risultato della top ten riservata alle più importanti lobby del momento.
La parola lobby, di origine anglosassone, viene utilizzata spesso per indicare un insieme di gruppi, organizzazioni o singole persone, unite tra di loro dal comune scopo di influenzare le istituzioni legislative.
Cosicché, ecco a voi i Lobby Awards:

Alla posizione numero 10 troviamo la lobby della fede, sempre al fianco del potere, grazie a dio.

Alla numero 9 ecco la lobby della guerra, al motto il cliente ha sempre ragione, soprattutto se stermina gli avversari.

Alla numero 8, perfettamente stabile, c’è la lobby dei media.
La gente legge sempre di meno le loro notizie, eppure riescono puntualmente a trovare i soldi che gli servono.

Chiaramente in salita, alla numero 7 ecco la lobby dei farmaci, benedetta febbre suina.

In sesta posizione, altra lobby in piena crescita, troviamo la lobby dell’acqua.
In Italia ne abbiamo avuto una prova in questi giorni.

Al quinto posto si trova colei che è ormai una habituè di questa hit parade: la lobby dell’energia.
Con tutti gli ecoincentivi statali, poi, si prevedono vacche grasse questo natale.

Alla quarta posizione abbiamo una lobby i cui fattori mutano nel tempo senza alterare mai il risultato: la mafia.
Alla fine dei conti, rimane sempre l'investimento più a lungo termine.

In testa c'è un trio incredibile, formato dalle cosiddette lobby insospettabili e per questo impunibili.
Al terzo l’Unione Europea, capace di unire di tutto tranne che i suoi cittadini.
Al secondo il G8, un gruppo di ricconi che organizza feste in giro per il mondo.
E al primo, in vetta, ci sono alcuni di noi.
Non la maggior parte dell'umanità, solo una fortunata minoranza.
Una lobby, ovvero, un obeso grumo di subumani vittime consapevoli della propria indifferenza.
E soprattutto grazie a questi ultimi che sopravvivono tutte le altre…


Ecco la classifica finale dei Webby Awards degli ultimi dieci anni:

1. Craigslist, la lista di inserzioni gratuite, che si è ampliata oltre i confini di San Francisco nel 2000, con un impatto sugli editori di giornali ovunque.

2. Google AdWords, lanciato nel 2000 e che consente agli inserzionisti di individuare i propri clienti con estrema precisione.

3. Wikipedia, l'enciclopedia gratuita open-source, lanciata nel 2001 e che oggi contiene oltre 14 milioni di voci in 271 lingue e porta persone che non si conoscono a lavorare su progetti comuni.

4. La chiusura di Napster nel 2001, che ha aperto le chiuse del file-sharing.

5. La quotazione in Borsa di Google nel 2004, che ha messo il motore di ricerca sulla strada di dare più forza agli aspetti che contano meno della vita quotidiana.

6. La rivoluzione del video online nel 2006 che ha portato a un boom dei contenuti artigianali e professionali su Internet e contribuito a ridisegnare qualsiasi cosa, dalla pop culture alla politica.

7. L'apertura di Facebook a coloro che non erano studenti di college e il lancio di Twitter nel 2006.

8. Il debutto dell'iPhone nel 2007 e gli smartphone, passati da bene di lusso a oggetto necessario con un applicazione per ogni aspetto della vita moderna.

9. La campagna presidenziale Usa del 2008 in cui Internet ha modificato ogni aspetto del modo in cui si faceva propaganda.

10. Le proteste per le elezioni iraniane del 2009 in cui Twitter è risultato vitale nell'organizzare manifestazioni e nell'esprimere esso stesso la protesta.

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Lo spettacolo, 26 Novembre 2009 a Roma.

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Acqua rubata: la fine della storia

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Storie e Notizie N. 74

La Storia:

Questa non è proprio una storia.
Non è il suo inizio.
Solo una possibile fine.
La fine della storia di Uomo e Natura.
Uomo rubava.
Uomo rubava a Natura.
Uomo rubava a Natura, ma chiamava tale azione in altri mille modi, tranne che quello vero.
Natura, però, non era fessa, come si dice a Napoli.
Natura aspettava.
Natura guardava Uomo rubare e aspettava.
Il fatto è che Natura non capiva perché Uomo la derubasse.
Non vedeva il motivo per il quale Uomo la derubasse di ciò che lei stessa gli aveva fatto dono.
Della terra…



Dell’aria…



Degli animali…



Delle piante…



Dei sogni…



E venne un giorno in cui Uomo le rubò anche la cosa a cui teneva di più.
L’acqua…




Natura non disse nulla anche quella volta.
Natura non strillò, non fece scenate, rimase ancora in silenzio.
Semplicemente spense la luce...



E andò a dormire.
Per sempre…

Acqua privatizzata, via alla fiducia: via libera alla privatizzazione dell'acqua. Il governo, per la 28esima volta, pone la fiducia sul decreto salva-infrazioni che contiene anche la riforma dei servizi pubblici locali, compresa l'acqua.

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Lo spettacolo, 26 Novembre 2009 a Roma.

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Stuprata dal branco: a morte i minori?



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Storie e Notizie N. 73


La Storia:

L’aria è molto tesa, il giorno dopo.
A Foggia, dopo lo stupro della quattordicenne, la gente continua a chiedere giustizia.
I cittadini sono pronti a farsi giustizia da soli, tanto che adesso i politici invocano la calma e chiedono di rafforzare la presenza delle forze dell’ordine.
Ripetiamo, il giorno dopo l’aria è molto tesa, il silenzio nelle immediate vicinanze delle abitazioni degli autori del crimine è il segnale di una calma apparente, pronta a sfociare in violenza ancora una volta.
Su Facebook un gruppo è sorto a sostegno della ragazzina, vittima dell’abuso.
In poche ore moltissimi iscritti.
Leggendo sulla bacheca si ha il termometro della situazione.
Insulti, istigazione alla violenza, alla giustizia fai da te. Amici, conoscenti, ma anche semplici cittadini chiedono una giustizia pesante, non le solite regole che vogliono i minori stupratori, di nuovo liberi poche tempo dopo gli arresti.
Si muovono i politici.
“Non basta”, replicano i cittadini, “le occasioni che in questi anni sono state date ai minori vanno tolte nel momento in cui continuano a commettere reati. È dimostrato da fatti che sono violenti, non sanno regolarsi, non vanno a scuola. Sono maleducati, arroganti, indisponenti. Sono dediti solo a violenza e trasgressione”.
Ma ci sono anche minorenni e minorenni.
Il Comune di Foggia ha infatti chiesto alle varie comitive di minori di stigmatizzare quanto accaduto.
A cavalcare la protesta, invece, alcune associazioni che invitano i cittadini a partecipare alla fiaccolata del 21 novembre contro la violenza e la maleducazione dei minorenni, annunciando un'iniziativa da promuovere proprio nel territorio foggiano.
A difesa della propria categoria, alcuni ragazzini ci tengono a precisare: “Purtroppo di noi ci si ricorda solo in caso di cronaca. Eppure esistono centinaia di minorenni che si comportano bene, che sono educati e gentili…”

Le Notizie:

Città sconvolta dopo la morte di Emanuele Fadani ucciso dagli zingari. Su Facebook il ricordo della vittima: in poche ore 250 iscritti con insulti e istigazione alla violenza contro i rom.

FOGGIA - Attirata con l'inganno in un capannone, e poi violentata da un gruppo di ragazzi. E' quanto accaduto, secondo la denuncia, a una ragazzina di 14 anni, a Foggia, vittima di uno stupro di gruppo. La quattordicenne, dopo la violenza, ha parlato con i genitori e poi ha riferito tutto ai carabinieri. In manette sono finiti quattro minorenni, tutti incensurati.

P.S.: Qui in Italia la gente vuole giustizia?! Sarà per questo che abbiamo Berlusconi al potere da quindici anni. Il paradosso è che la reclamano proprio quelli che l'hanno votato...

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Lo spettacolo, 26 Novembre 2009 a Roma.

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Frattini: esercito contro asse Obama Cina



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Nonostante le critiche di oggi alla censura in Internet, Obama, prima di volare in Cina, ha rilasciato una dichiarazione che ha preoccupato molti, tra i potenti del vecchio continente: Gli Stati Uniti non vogliono contenere l'impetuoso sviluppo cinese perchè sono consapevoli che una Cina forte e prospera è un vantaggio per tutti.
Cerchiamo di non farci incantare, su.
Sebbene oggi si sia aperto a Roma il vertice mondiale della Fao sulla sicurezza alimentare, in cui sfileranno i leaders di tutto il mondo, sciorinando discorsi illuminati, pieni di parole di solidarietà, comprensione e sentita considerazione nei confronti dei miliardi di affamati nel mondo, sappiamo bene tutti quali siano le priorità dei nostri politici.
Oltretutto, poi, noi italiani abbiamo oggi un governo che è sempre in prima linea per far capire chiaramente quali problemi ci siano in cima ai loro pensieri.
Basta solo ascoltare quando parlano.
Notizia di cui non ho trovato alcuna menzione sui media nostrani, il ministro degli affari esteri Franco Frattini ha rilasciato ieri un’intervista al Times in cui afferma che l’Unione Europea, visto il nascente asse Stati Uniti Cina, deve assolutamente porvi rimedio.
E come?
Semplice, con la creazione di un esercito.
Sì, avete capito bene.
Secondo il nostro ministro, l’Europa ha assolutamente bisogno di un esercito tutto suo.
Be’, era da prevederlo.
L’unione delle banche è stata fatta.
Serve l’unione dei soldati per proteggerle…

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Processo breve: eiaculazione precoce?



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Storie e Notizie n. 72

La Storia:

Il recente ddl sul processo breve, attualmente al vaglio del Senato, è stato in questi giorni, come lo è ancora, al centro della discussione politica.
Come per ogni tema capace di catalizzare l’attenzione generale, tutti nel nostro paese si sentono in diritto di dire la propria.
E’ con profondo orgoglio e sincera soddisfazione che ospito allora sul mio blog il parere del professor Cefalo Batacchio, luminare della medicina nostrana ed esperto mondiale di sessuologia: “Prima di tutto, mi sento di ringraziare la maggioranza che ha deciso finalmente di occuparsi di un problema che assilla tanti, troppi uomini nel nostro paese.
I maligni accusano il governo di aver proposto l’ennesima legge ad esclusivo vantaggio di Silvio Berlusconi.
Non ho mai nascosto le mie simpatie per il premier, tuttavia, senza entrare nel merito delle precedenti, mi sento di dichiarare pubblicamente che mai come questa volta non si tratta affatto di una legge ad personam, bensì di un intervento al servizio di una larga parte della popolazione maschile. Sto parlando ovviamente del processo di eiaculazione breve, volgarmente detto precoce. Il processo breve è un disagio serio per molti uomini e particolarmente fastidioso per le persone, anche in avanti cogli anni, abituate ad una vita sessuale libertina e senza freni.
L’individuo sofferente di processo breve, soprattutto se non più giovanissimo, lo si riconosce da un comportamento che definirei da manuale: per nascondere il problema, il paziente tende di continuo a vantarsi in pubblico della propria abilità amatoria e della personale passione per il genere femminile.
Nei casi più gravi, questa necessità di compensare il disagio celato, conduce i più anziani a superare ogni limite di decenza, dimenticando completamente il rispetto per il contesto in cui si trovano.
Non ho idea se il nostro premier soffra di processo breve o meno, ma se è così lo invito ad ammetterlo pubblicamente.
Alle soglie del terzo millennio, non è più una cosa di cui vergognarsi.
Sarebbe un segnale di grande maturità e aiuterebbe tante persone che vivono nella totale vergogna tale condizione.
Persone che gli sarebbero grate.
Se si pensa che in Italia almeno quattro milioni di maschi ne sono affetti.
Quattro milioni di potenziali elettori, non so se mi spiego…”


Processo breve in Senato. L'Anm: "Devastante"
Da oggi non si parla più di ipotesi e di bozze. A Palazzo Madama è stato depositato il ddl Ghedini per ridurre i tempi dei processi: prescrizione due anni dopo il rinvio al giudizio per i processi in corso e i reati inferiori ai dieci anni di reclusione.

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Lo spettacolo, 26 Novembre 2009 a Roma.

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Berlusconi e Veronica: separazione con addebito la chiedono in tante…



English version


Storie e Notizie n. 71

La Storia:

Il mio nome non conta.
Potrei chiamarmi Maria, Francesca o Laura, non fa alcuna differenza.
Ciò che importa è che sono una donna.
Una donna che in questi ultimi quindici anni ha sposato la causa del presidente del consiglio, che gli ha dato il proprio voto e con esso la sua fiducia, esattamente quella che Veronica Lario ha visto tradita.
La moglie di Berlusconi forse chiederà un divorzio non consensuale, portando la questione in tribunale, reclamando un addebito al marito per la gravità dei suoi comportamenti extraconiugali.
Ebbene, se ciò avverrà, esigo che sia fatta giustizia e che anche la sottoscritta riceva lo stesso trattamento.
Anche io merito un risarcimento.
Anche io sono stata offesa come moglie, come madre e come donna davanti a tutto il mondo, ogni volta che in questi vergognosi anni il premier è apparso sugli schermi e sui giornali ovunque diffondendo un’immagine della sottoscritta umiliante, degradante e priva di alcun rispetto.
Il voto è un impegno di valore quanto lo è unirsi in matrimonio.
Entrambi richiedono responsabilità e decoro.
Tutti e due meritano lealtà e mantenimento della parola data.
La signora Lario giustamente si preoccupa del futuro della sua prole.
Nel suo caso sono in gioco miliardi di euro, aziende, proprietà e quant’altro.
Non chiedo tanto, ma anch’io come lei sono madre e ho al centro dei miei pensieri il domani dei miei figli.
Un marito fedifrago ha il dovere di pagare per le sue colpe a chi ha promesso tutt’altro, così come un leader di un paese deve rendere conto ad ogni donna il cui nome venga macchiato a causa delle sue azioni o anche solo delle sue puerili facezie.
È fondamentale che giustizia sia fatta.
Si tratta di un monito indispensabile, soprattutto in un paese come il nostro.
E’ di estrema importanza che venga ricordato ai nostri governanti di oggi e a quelli che verranno che ogni piccolo gesto da loro compiuto, anche la più insignificante parola detta, pubblicamente o privatamente, in qualche modo ricade su tutti noi.
In questo modo ci penserebbero due volte prima di candidarsi alle elezioni.
E altrettanto prima di sposarsi…

Una donna


La causa di separazione tra Veronica Lario e Berlusconi arriva in tribunale?
Lo rivela il 'Corriere della Sera' spiegando che nei giorni scorsi nei collegi di difesa accanto agli ''avvocati matrimonialisti erano scesi in campo gli esperti di diritto patrimoniale e societario e di assetti ereditari. Il nodo e' la divisione dell'impero Fininvest''.

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Lo spettacolo, 26 Novembre 2009 a Roma.

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