La Storia:
I tuoi diritti
Luca ha 9 anni, l’ha letta ma non ha capito molto cosa voglia dire.
Così, decide di chiedermi di spiegargliela. Tutti e trenta gli articoli…
L’impresa non è facile, ma forse non ho molte alternative oltre a raccontargliela a misura della sua vita, del suo mondo.
“Allora, Luca, sei pronto?”
“Sì, papà.”
“Mi raccomando. Ogni volta che pronuncio una parola o una frase che non comprendi dimmelo, eh?”
“Sì.”
“Articolo uno: ‘Tutti i bambini nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.’”
“Cosa vuol dire essere eguali in dignità?”
“Vuol dire che ogni bambino ha valore. E nessun bambino è più importante degli altri.”
“E cosa significa essere dotati di coscienza?”
“Significa che quando fai qualcosa devi pensare bene a cosa fai e perché la fai. Vado avanti?”
“Vai pure.”
“Articolo due: ‘Ad ogni bambino spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.’ Fin qui ci sei?”
“Credo di sì. Vuol dire che la dichiarazione vale per tutti i bambini. Tutti quanti.”
“Bravo. Sembra più semplice, così. Il resto dice: ‘Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità.’“
“Questa parte non l’ho capita…”
“Bé, in pratica vuole precisare ancora di più che questi articoli valgono proprio per tutti i bambini.”
“Giusto.”
“Articolo tre: ‘Ogni bambino ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona.’ Questo è chiaro, no?”
“Sì.”
“Articolo quattro: ‘Nessun bambino potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.’“
“Scusa, papà, ma questo è inutile. La gente che se ne fa di un bambino schiavo? E’ piccolo, non ce la fa a lavorare come i grandi… ”
“In effetti hai ragione… Ma sai, stabilendo i diritti è sempre meglio metterci tutto, per sicurezza, non si sa mai…”
“Va bene.”
“Articolo cinque: ‘Nessun bambino potrà essere sottoposto a tormenti o a trattamenti o a punizioni dure, inumane e disonorevoli.’“
“Che significa trattamento disonorevole?"
“Che non rispetta l’onore.”
“E cos’è l’onore? Io ce l’ho?”
“Certo. Tutti i bambini ce l’hanno. Rappresenta l’insieme delle cose belle che hai fatto fino a quel momento, che ti hanno fatto guadagnare l’affetto e l’apprezzamento degli altri.”
“Spero di aver guadagnato molto onore, fino ad oggi.”
“Sì, non c’è male.”
“Andiamo avanti. Mi piace.”
“Bene. Articolo sei: ‘Ogni bambino ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.’“
“Papà. Non ho capito niente… ”
“Vuol dire che dovunque stiano, dentro casa, a scuola, al campetto a giocare a pallone, per tutti i bambini ci sono delle leggi che li tutelano, che devono far valere i loro diritti.”
“Be’, al campetto è difficile. Per esempio, quando perde, Mauro si mette a spingere e a fare falli. Mica è permesso a calcio, ma lui lo fa lo stesso.”
“E’ per questo che nelle partite ci vuole l’arbitro.”
“E’ vero. Senza l’arbitro ognuno fa quello che gli pare… ”
INFANZIA: UNICEF, ANCORA MOLTO DA FARE. SERVONO FATTI
La situazione dell'infanzia nel mondo continua ad essere precaria malgrado gli sforzi e gli innegabili successi ottenuti: serve un deciso cambio di rotta. E' l'appello dell'Unicef che oggi, giornata mondiale per la prevenzione degli abusi sull'infanzia e alla vigilia del 20* anniversario della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, ha presentato il Rapporto sulla Condizione dell'Infanzia nel mondo.
Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.
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