Elettori PD, chi siete?

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Storie e Notizie N. 150

A parte le chiacchiere, il Partito Democratico italiano dopo queste elezioni regionali 2010 ha perso 4 regioni in cui governava grazie alle precedenti consultazioni di cinque anni addietro: Campania, Calabria, Piemonte e Lazio.
Ha perso, senza se e senza ma.
Nonostante Berlusconi e il suo quarto governo abbiano fatto ancora una volta di tutto per dare motivi a qualunque opposizione degna di questo nome per convincere la popolazione a non votare per loro, il Pd ha perso.
Non è una novità e ci sono molte teorie a riguardo.
Il vero oggetto misterioso sono i suoi elettori…


La Storia:

Cari elettori del Pd,
chi siete?
No, lo dico sul serio, chi siete veramente?
Vi chiamano cittadini di centro sinistra, ma è una convenzione, giusto?
Eh, perché non siete di centro, su.
Nel Lazio avete candidato la Bonino.
Ditemi adesso come fa una persona di centro, che da noi vuol dire cattolico, a votare per una radicale.
Non siete nemmeno di sinistra, siamo onesti una volta per tutte.
Essere di sinistra vuol dire troppe cose che non vi si addicono.
Uno di sinistra non vota un partito in cui fino a poco tempo fa aveva tra la sue file personaggi inquietanti come la Binetti.
Qualcuno di voi potrebbe obiettare che se n’è andata, ma nel comitato promotore c’è sempre gente come Rosy Bindi e Lamberto Dini, per dirne due.
Andiamo, un po’ di sincerità.
Non venite a dirmi che la Bindi è di sinistra…
Dini! Dini è di sinistra?!
Qualcun altro potrebbe replicare tirando il ballo il gioco delle coalizioni, delle alleanze strategiche, da una parte il centro destra e dall’altra il centro sinistra.
Sono cazzate.
Il centro destra è destra, è solo destra, non c’è il centro da loro, ve lo volete mettere in testa una volta per tutte?
Sono tutti di destra di là.
L’elettore di destra vota la gente di destra, ma voi del Pd per chi votate?
Ovvero, chi siete se i vostri non sono né di centro e nemmeno di sinistra?
Adesso non osate affermare che siete quelli che vogliono mandare via Berlusconi perché sarebbe la balla più tragicomica della storia italiana.
Ma secondi voi, i Democratici di Sinistra prima e il Partito Democratico poi, hanno mai voluto sul serio fare una legge che sia una per contrastare gli abusi del premier?!
Se volevano farla, l’avrebbero fatta, no?!
Lo capirebbe pure un bambino, questa.
E poi è vecchia come le barzellette sul fantasma formaggino.
Quindi non siete alternativi a Silvio Berlusconi.
Non se votate Pd.
Non siete di centro, non siete di sinistra e neppure di destra, non volete veramente fermare Berlusconi.
Chi siete?
Magari non esistete.
Forse non siete mai esistiti, siete un’invenzione dei giornali e della tv.
Una cosa è certa.
Chi non esiste non può cambiare le cose.
Non può far nulla.
Figuriamoci vincere…



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Risultati elezioni regionali 2010 e la finta democrazia

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Storie e Notizie N. 149

Lo spettacolo delle elezioni regionali è finito e cala il sipario sul teatrino elettoral-democratico. Tuttavia, la messa in scena continua imperterrita, perlomeno finché ci sarà ancora pubblico ad assistere.
Tifosi e fans, detrattori o sostenitori, discepoli e non, dopo che gli pseudo leaders degli altrettanto cosiddetti maggiori partiti italiani avranno fatto i loro commenti di circostanza, si ritroveranno davanti la solita farsa, tra telegiornali faziosi e più o meno eroici programmi di approfondimento.

La Storia:

C’era una volta un paese di 60 milioni di abitanti.
Tra di essi, a marzo 2010, gli aventi diritto di voto erano circa 41 milioni, il 68% della popolazione totale, circa 7 persone su 10.
A marzo 2010, alle elezioni regionali, erano in gioco 13 regioni.
I votanti registrati furono circa 26 milioni, il 43% del popolo, ovvero solo 4 persone su 10.
Quindi 4 persone su 10 decisero i governi della maggior parte delle regioni sul piatto.
Da ciò segue che le restanti 6, circa 36 milioni di cittadini, non votarono per quei governi.
La media nazionale dei voti ricevuti dal Centro sinistra corrispose al 47% dei votanti, un punto in più rispetto al Centro destra, al 46%.
Vuol dire che circa 12 milioni di persone votarono per il Pd e i suoi alleati e poco di meno la coalizione del PdL.
12 milioni da una parte e 12 milioni dall'altra.
Un quinto della popolazione italiana contro l'altro quinto.
3 persone su 5, la maggioranza del paese, non votarono per i loro partiti.
Questa è la realtà.
Eppure, questi furono i titoli dei maggiori quotidiani:

Corriere della Sera: Vince Berlusconi, Lega Boom
Libero: Che goduria

Viva l'Italia, viva la democrazia



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Elezioni regionali 2010 Italia, affluenza in calo? Colpa sua!

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Storie e Notizie N. 148

Secondo alcuni sondaggi, rispetto alle precedenti elezioni regionali del 2005, alle 22 di ieri è stato registrato un calo dell’affluenza di quasi 9 punti percentuali che, su 41 milioni di potenziali votanti, corrisponde a circa 3 milioni e settecento persone.
In attesa di verificare come cambierà questa cifra dopo la chiusura delle urne, quando si faranno i conti nel dettaglio, se perlomeno si confermerà, il mondo della politica si ritroverà ancora una volta una questione sulla quale occorre riflettere con cura.
Sempre se si ha veramente a cuore il nostro paese…

La Storia:

Sono il politico italiano.
Politico nel senso che mi candido alle elezioni, mica perché mi interessa l’arte di governare la società o, proprio per essere pignolo, l'amministrazione della polis – la città - per il bene di tutti.
Non facciamo della facile demagogia.
Siamo seri, su.
Sono di destra o di sinistra, e anche di centro, se occorre.
Sono qui per difendere Berlusconi o per mandarlo a casa da almeno quindici anni.
Come passa il tempo quando ci si diverte…
Qualunque cosa dica, il Presidente della repubblica dimostra sempre grande equilibrio e senso dello Stato.
Qualunque cosa dica, sua santità il Papa dimostra sempre grande… equilibrio e senso dello Stato.
Lo Stato del Vaticano, ovviamente.
Ma anche il nostro, tanto è uguale.
Invito tutti i cittadini ad andare a votare.
E’ un vostro sacrosanto diritto, perché siete in un paese democratico e il voto è ciò che vi rende liberi.
Liberi di votare.
E una volta votato, siete liberi.
Liberi di votare ancora.
Sono qui però a tirare le orecchie a qualcuno di voi…
Ce l’ho con te, che ancora non hai preso la tua preziosa scheda elettorale per andare in seggio a compiere il tuo dovere.
Io lo so il perché.
Qualcuno potrà insinuare che tra i motivi ci sia l’ulteriore aumento di disoccupati nel 2009 rispetto all’anno precedente, ben 380mila persone.
Il solito disfattismo.
Sarebbe un’analisi affrettata ed incauta.
Qualcun altro potrà tirare in ballo l’aumento dei prezzi, che si aggira quest’anno a circa 700 euro a famiglia.
Sarebbe una spiegazione superficiale quanto immatura.
C’è chi preferirà accusare il governo, reo secondo lui di essersi occupato finora quasi esclusivamente delle vicende pubbliche e private del premier e chi imputerà ogni responsabilità a coloro che in tutti questi anni, a suo avviso, non hanno mai fatto abbastanza per dimostrarsi alternativi al partito del presidente del consiglio.
Tutto ciò dimostrerebbe una pericolosa deriva qualunquista, il vero vulnus delle moderne democrazie occidentali.
Ci potrà essere perfino qualcuno che ancora una volta oserà tirare in ballo i nostri stipendi, i più alti del mondo.
Sarebbe il sintomo di un’antipolitica ormai allo stato cronico, la peggiore nemica della nostra e vostra società.
In questo momento difficile per tutti quanti noi, abbiamo l’obbligo di abbassare i toni del confronto e combattere insieme il comune nemico.
Perché il nemico dev’essere comune, altrimenti ci dividiamo.
Se qualcosa è un problema per voi ma non lo è per noi, perché dovremmo occuparcene?
Ecco perché il vero responsabile del calo di affluenza alle elezioni è uno solo: l’ora legale!
Sì, l’ora legale, che domenica mattina e stamani ci ha fatto svegliare tutti un’ora prima e allo stesso tempo ci ha tolto quella preziosa ora di sonno.
Votatemi e vi prometto che la mia prima battaglia sarà quella per eliminare una volta per tutte questa sciagura…



Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

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La rivoluzione che vorrei

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Storie e Notizie N. 147

Nonostante il mio punto di vista sia vicino alle motivazioni che hanno spinto Santoro ad organizzare la diretta/manifestazione di ieri sera, per quanto riguarda i contenuti – da sempre l’elemento più importante – gli unici interventi che ho apprezzato veramente sono quello di Daniele Luttazzi e soprattutto quello di Mario Monicelli.
Il primo, con la metafora dell’Italia sodomizzata e contenta, per chi non l’avesse ancora chiaro, è l’ennesima dimostrazione di cosa voglia dire fare satira.
Il secondo ha rilasciato un messaggio da salvare nel più prezioso hard disk della nostra memoria.
Tra le cose che ha detto ne ricordo due: “La speranza è una trappola inventata dai padroni…”
La quale è ovviamente una acuta provocazione, in quanto subito dopo il maestro aggiunge: “Spero che il nostro film finisca con quello che in Italia non c’è mai stato… una bella rivoluzione…”

Questo racconto è presente nel mio prossimo libro, Il dono della diversità, edito dalla Casa editrice Tempesta di Roma.

La Storia (Al contrario di quel che viene raccontato in rete, il seguente testo è mio, non del grande Monicelli...):

La rivoluzione che vorrei

La rivoluzione che vorrei sarebbe una vera rivoluzione.
La rivoluzione che vorrei cambierebbe le cose radicalmente.
La rivoluzione che vorrei taglierebbe via completamente l’albero malato che è cresciuto su questa terra.
Non solo i frutti marciti ma tutta la pianta.
Chi ha sbagliato e chi non ha fatto nulla per fermarlo.
Chi ha rubato e chi è rimasto a guardare perché la cosa non lo toccava personalmente.
Chi ha rovinato questo paese e chi si è arricchito comunque recitando il ruolo del prode antagonista.

La rivoluzione che vorrei farebbe emergere le vere differenze tra la gente.
La rivoluzione che vorrei mostrerebbe chi è coerente con quel che dice e chi no.
La rivoluzione che vorrei non sarebbe di sinistra o di destra, sarebbe prima di tutto giusta.
Giusta con chi finora ha sfruttato l’ignoranza del popolo per farsi i propri interessi e con chi ha compiuto lo stesso delitto accusando l’altro di quest’ultimo.
Giusta con chi ha pagato con la propria pelle le conseguenze di questa ignobile messa in scena.
Giusta con chi ha avuto il coraggio di dire di no, anche quando il sì era il manifesto dei buoni.

La rivoluzione che vorrei azzererebbe tutto e ognuno di noi dovrebbe ricominciare da capo.
La rivoluzione che vorrei avrebbe come unico riferimento la realtà di tutti i giorni.
La rivoluzione che vorrei avrebbe come primo riferimento la persona più povera nel paese.
Di conseguenza tutti i politici guadagnerebbero esattamente quello che gli basta per campare, perché rappresentare il popolo sarebbe già un onore.
I giornalisti avrebbero l’unico obbligo di essere onesti intellettualmente.
Gli artisti avrebbero il privilegio di essere ascoltati esclusivamente per merito del loro talento.

La rivoluzione che vorrei non avrebbe bisogno di scrittori impegnati, di intellettuali illuminati e di eroi esiliati perché la gente sarebbe finalmente in grado di pensare con la propria testa.
La rivoluzione che vorrei non avrebbe bisogno di miracolose manifestazioni organizzate su facebook perché la gente sarebbe sempre in piazza, ogni giorno.
La rivoluzione che vorrei non avrebbe bisogno dei leader, dei portavoce, dei numeri uno perché ognuno di noi sarebbe quell’uno.

La rivoluzione che vorrei è solo un sogno per il quale, come dice Monicelli, non ho alcuna speranza.
Perché la rivoluzione che vorrei, in tanti, anche dalla parte dove meno te l’aspetti, la temono come il peggior incubo…

Guarda il video:


Il governo del fare, lettera di Berlusconi a casa: la versione onesta

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Storie e Notizie N. 146

Ieri, come immagino a molti, mi è giunta per posta una busta con mittente Silvio Berlusconi.
In essa ho trovato una lettera, questa:


E insieme ad essa ho trovato un opuscolo con su scritto Il Governo del fare:


Tuttavia, credo ci sia stata un'imperdonabile svista, poiché presumo che la mia sia la versione onesta:



La Storia:











Ci dev'essere per forza un errore...


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Storie e Notizie, lo spettacolo: Sabato 27 marzo 2010 a Ferrara.

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Berlusconi incubo per sinistra in tv e ora anche al cesso

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Storie e Notizie N. 145

Silvio Berlusconi, grazie alla sua personalissima idea di par condicio, appare ormai ovunque in tv. Nonostante le numerose polemiche dopo il suo intervento ad Uno Mattina, ecco che il premier telefona al Tg5, per fare questa angosciante dichiarazione: “La sinistra, da 16 anni a questa parte, ha un solo grande incubo e grande collante: questo incubo si chiama Silvio Berlusconi… Io provo ad essere questo incubo…”

La Storia:

L’inquietante fatto che vi sto per raccontare è accaduto ad Esterina Moreschi, già apparsa su questo blog.
Si tratta di una persona schietta, diretta, con una radicata avversione per eufemismi ed aggettivi politicamente corretti.
Per fare un esempio, a chi la definisce anziana o non più giovanissima, lei ribadisce di voler essere al contrario chiamata semplicemente vecchia.
Non solo mi ci sento vecchia, dice, ma lo sono.
Dentro e fuori.
Esterina ha ottenuto la pensione anticipata per motivi di salute, in quanto soffre di narcolessia acuta.
Tuttavia, il suo vero problema sanitario è dovuto ad una seria malagevolezza, come dire, in fase evacuatoria.
Ella, al mio posto, vi direbbe che fa fatica a cacare, ecco.
Che volete farci, è fatta così, non ha peli sulla lingua.
Come tutti quanti i telespettatori, anche lei sta seguendo più o meno distrattamente le schermaglie politiche nostrane che ci stanno accompagnando alle elezioni regionali di questo fine settimana.
Esterina non ha un orientamento preciso.
Molto tempo addietro votava democrazia cristiana.
In seguito a tutte le accuse piovute sull’allora partito di Andreotti e soprattutto su quest’ultimo si è pian piano spostata in quel limbo di cittadini che non vanno a più a votare.
Alla stregua di molti italiani, vede la politica come qualcosa di lontano, che sta lassù, ad occuparsi di noi e al massimo entra nello schermo della tv.
Tv che è ormai divenuta la sua migliore amica.
Tipico.
Nondimeno, contrariamente al luogo comune che vede le signore attempate fissate con le soap opera, Esterina si appassiona con i film d’azione, in particolare quelli in cui ci sono botte e cazzotti.
La nostra adora vedere la gente picchiarsi e da quando questo accade anche dal vivo in molti talk shows, segue anche questi in fervida attesa che scatti la rissa.
Per questo motivo non ha gradito affatto la chiusura di Anno Zero e degli altri programmi di approfondimento.
Per la stessa ragione, se prima gli era indifferente, ora ha maturato una crescente avversione per il premier, indicato dai più come il primo responsabile dello spegnimento delle suddette trasmissioni.
Ora, si da il caso che mentre Santoro e compagnia si sono ormai trasferiti sul web e nelle piazze, Silvio Berlusconi imperversa da una rete all’altra con i suoi interventi.
Cosicché, quando Esterina, ascoltando il Tg5, se l’è visto apparire ancora una volta attraverso l’ennesima telefonata ha avuto una vera e propria crisi di nervi.
Cercate di capirla.
Se qualcuno ti irrita particolarmente, vederlo sbucare ovunque non fa che aumentare la tua repulsione.
Repulsione che però oggi ha compiuto il miracolo.
Esterina si è talmente alterata che ha spento la tv ed è corsa al bagno per fare finalmente quella grossa.
Si è tirata giù la gonna con estrema fiducia e si è seduta sul gabinetto convinta di riuscire a liberarsi una volte per tutte.
Stava quasi per farcela quando una inconfondibile voce ha infranto la liturgia di quel meraviglioso idillio tra lei e il suo sofferente deretano.
No…
Lui?
Anche qui?!
La vecchia ha guardato inorridita il fondo del water e ha visto il volto di Silvio sorridente, che le chiedeva il suo voto contro il partito dei pm e la sinistra giustizialista.
Oh, sono trascorsi pochi secondi ed Esterina ha fatto la cacca più grande della sua vita!



Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Storie e Notizie, Sabato 27 marzo 2010 a Ferrara.

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Cei e Bagnasco: voto contro aborto e un feto risponde

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Storie e Notizie N. 144

A pochi giorni dal voto per le elezioni regionali non poteva mancare il prezioso intervento del cardinale Angelo Bagnasco. Il presidente della Cei, nel consueto incontro con gli altri vescovi, ha in pratica invitato i cattolici a votare tenendo conto di valori non negoziabili, sottolineando tra di essi la difesa della vita umana dal delitto incommensurabile dell'aborto in tutte le sue forme.

La Storia:

Caro Bagnasco,
le scrivo questa mia perché lei ha parlato per l’ennesima volta di aborto e, se permette, sono il più titolato al mondo a dover essere ascoltato, poiché più di tutti la questione mi tocca personalmente.
Come avrà intuito, sono un feto.
Non le dirò il mio nome, poiché non lo so nemmeno io.
Meglio così, comunque.
In questo modo, ciò che dico potrebbe riguardare chiunque di noi si ritrova tra le mani la possibilità di vivere.
Questo punto vorrei sottolinearlo, perché mi sembra importante.
Molti di voi, una volta nati, si convincono dell’illusione che esistere sia una certezza, mentre chi come me deve ancora iniziare il suo viaggio sa bene che la vita è un’occasione.
Un’occasione costellata da altre occasioni, dove tutto può succedere, dalle cose più belle alle maggiori atrocità.
Magari basterebbe nascere per avere una vita felice…
E’ un paradosso che debba essere un feto a ricordarglielo, ma da quel che ho capito in questi pochi mesi di gravidanza – a proposito, mamma, ti voglio già un mare di bene anche se non puoi sentirmi… - il paese in cui sto per entrare è la terra delle contraddizioni.
Ad ogni modo, con questa missiva vorrei prima di tutto dirle grazie.
Il suo discorso a difesa del sottoscritto l’ho apprezzato, sempre se ho capito bene cosa volesse intendere con difesa della vita umana.
No, perché l’aborto riguarda solo la mia nascita, dopo la quale spero di campare ancora a lungo.
Tuttavia lei non ha detto difesa della mia nascita, bensì della mia vita.
Ora, una volta nato, quest’ultima avrà ancora bisogno di essere difesa, altrimenti, se devo trascorrere un’esistenza infelice qualche dubbio viene anche al sottoscritto, non crede?
Per questo spero che dopo avermi salvato dall’aborto, fatto il mio ingresso in società, vi scaglierete con altrettanto piglio a difesa di tutti gli altri miei diritti.
Diritti non negoziabili, come quello di vivere in un paese laico, democratico, giusto e meritocratico.
Un paese che rispetti la libertà di espressione e di parola.
Una comunità in cui il benessere della popolazione sia veramente la priorità per tutti.
Ma soprattutto spero rimarrà intatto il mio diritto a non essere violentato.
Da nessuno…



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Storie e Notizie, lo spettacolo: Sabato 27 marzo 2010 a Ferrara.

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Berlusconi teme Bersani? Allora è proprio finito

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Storie e Notizie N. 143

Mentre si discute ancora su quante persone effettivamente fossero presenti sabato alla manifestazione del PdL in piazza San Giovanni a Roma, mi colpisce alquanto sentire Silvio Berlusconi rifiutare il confronto tv con il leader del Pd Bersani. “Non mi sembra il momento”, avrebbe detto il premier. “Non credo opportuno arrivare ad un confronto televisivo con il capo dell'opposizione, perché le sue dichiarazioni quotidiane nei nostri confronti ci hanno fatto perdere fiducia che si possa arrivare ad un interscambio produttivo e basato sulla realtà”.
Qualcuno potrebbe insinuare che il presidente del consiglio tema il suo avversario…

La Storia:

Caro Silvio…
No, caro no. Non mi viene…
Silvio,
questo mio messaggio è veramente frutto di un moto di sincera condivisione da un lato ed estrema curiosità dall’altro.
Sin da piccolo sono sempre stato affascinato dalla paura.
Credo sia un’emozione di enorme valore.
Se riesce a vincere la propria paura la pecora diviene leone.
Se riesce ad alimentarla nel prossimo, la pecora fa un’operazione ancora più potente: rende pecore gli altri.
Ad ogni modo, il sottoscritto ha sempre amato esorcizzarla con i romanzi, i fumetti e i film horror.
Adoro sgranare gli occhi innanzi ad una pagina grondante sangue o saltare sul divano di fronte ad una scena piena di suspense.
Per questo se tu avessi paura di lui…


Ecco, io lo capirei.
Il pensiero che un vampiro assetato di sangue entri nella tua camera da letto, con quei canini affilati, per morderti il collo è un pensiero terribile.
Da bambino io mi tiravo su, più che potevo, il colletto del pigiama per non venire sorpreso con la giugulare nuda nel cuore della notte.
Se tu avessi paura di lei…


Be’, anche questo lo capirei.
Quella creatura tutta fasciata, che arriva da così lontano nel tempo, che avanza verso di te con le braccia protese pronta ad afferrarti è un’immagine tremenda.
Oltretutto, la mummia egizia, una volta arrivata in Italia diverrebbe anche extracomunitaria e per giunta clandestina, quindi ulteriormente terrificante per uno come te.
Che poi, è proprio il non sapere cosa ci sia sotto che rende il tutto spaventoso.
E se si sbendasse completamente e venisse fuori Emilio Fede nudo che vuole dimostrarti una volta per tutte la sua devozione?
 Se tu avessi paura di loro…


Anche in questo caso avresti tutta la mia comprensione.
L’idea di essere assalito da un’orda di cadaveri e venire da essi sbranato vivo è a dir poco agghiacciante.
Fortuna che siamo nella terra dell’immaginario, malgrado sia proprio questa, che paventerei al tuo posto, come risposta degli operai nostrani in cassa integrazione.
Capirei perfino se tu avessi paura di lui…


Lo so, lo vedo, il leader dell’Italia dei Valori non è come quelli del Pd.
Si esprime in maniera troppo semplice, troppo diretta, va troppo sul personale.
Quello che non riesco a comprendere è che tu abbia paura di lui…


Non ci credo, dai, non è possibile.
Ma chi è che ha paura di Bersani?
No, perché se è così, allora sei proprio finito…



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Storie e Notizie, lo spettacolo: Sabato 27 marzo 2010 a Ferrara.

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