Israele attacca navi ong e uccide attivisti: sono antisemita se disapprovo?

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Storie e Notizie N. 192

E’ ormai su tutti i giornali del mondo la notizia che tra 10 e 20 persone (forse 16) sono morte sotto i colpi dei soldati israeliani che hanno intercettato una nave, la "Blue Marmara Ship" (Mavi Marmara Gemisi) appartenente alla flottiglia messa su da alcune ong internazionali sotto la guida del Free Gaza Movement.
A bordo di queste imbarcazioni sono partiti attivisti e operatori umanitari da tutto il mondo, parlamentari, funzionari delle Nazioni Unite, giornalisti, ecc.
Questo non è il primo tentativo che il Free Gaza Movement compie (l’esordio c’è stato nell’agosto 2008) per portare medicinali, cibo e ogni tipo di sostentamento alla popolazione vittima, ripeto, vittima di questa occupazione.
Perché di questo si tratta, come sostengono quei facinorosi delle Nazioni Unite definendo l’azione israeliana su Gaza un crimine contro l’umanità.
Cosa succederà ora?
L’ipotesi peggiore è tremenda e non la voglio nemmeno citare.
Il meglio che possiamo concretamente quanto cinicamente aspettarci – giammai corrispondente ad una giusta ed onesta speranza – è che tutto rimanga com’era prima:
Israele dirà che i soldati hanno sparato per legittima difesa, perché a loro volta sono stati attaccati da qualche infiltrato terrorista sulla nave.
Della serie, gli israeliani hanno tutto il diritto di difendersi, eccetera.
Governi, politici e benpensanti di ogni parte del globo appoggeranno per l’ennesima volta questa tesi.
E chi proverà ancora a mettere in discussione anche solo un millesimo di quest’ultima verrà tacciato di essere antisemita

La Storia:

Sono antisemita se penso che sia inumano lasciare 30.000 persone senza acqua?


Sono antisemita se credo sia altrettanto crudele permettere ad altre 100.000 vite di riceverla solo ogni due o tre giorni?


Sono antisemita se definisco un crimine uccidere più di 300 bambini per difendersi?


Sono antisemita se considero un’ingiustizia mettere a rischio la salute di un milione e mezzo di persone?


Be’, allora lo sono anche le Nazioni Unite, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Croce Rossa Internazione e molte altre cellule terroristiche…

PS: Ah, dimenticavo che a completare il copione per far rimanere tutto uguale ci saranno i soliti che diranno: “La colpa è di Hamas. Perché Israele ha diritto a difendersi, ecc.”
Ad libitum.

Il video dell'arrembaggio 'difensivo':




Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Nostro figlio è nato, Sabato 5 giugno 2010, lo spettacolo a Roma.

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Top Kill ferma marea nera Bp: ferma anche marea fascista in Italia?

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Storie e Notizie N. 191

"Dicono che ho potere, ma io non ho nessun potere, forse ce l'hanno i gerarchi, ma non io. Io posso solo decidere se far andare il mio cavallo a destra o a sinistra, ma nient'altro."
Queste parole sono state pronunciate ieri da Silvio Berlusconi, da lui attribuite a Benito Mussolini.
Ora, a parte il fatto che secondo me, anche il cavallo si è rotto i coglioni e che quello che lo sta portando in groppa è Emilio Fede, credo che con questa ennesima grottesca uscita sulla platea internazionale del nostro presidente del consiglio il quadro sia completo.
Ed è un quadro inquietante.
Noi ci scherziamo, io per primo, ma qua la situazione sta diventando giorno dopo giorno più seria.
Perdonate quindi se travesto di ironia e demenziali invenzioni le mie sensazioni, ma non ho mai trovato miglior modo per trasmettere quello che mi passa nella pancia…

La Storia:

Lettera al Governo degli Stati Uniti d’America.

Caro Obama,
prima di tutto voglio esprimere la mia solidarietà a te e soprattutto ai tuoi concittadini che sono stati colpiti dalla tremenda disgrazia della falla di petrolio nel golfo del Messico.
Leggo oggi che la sciagurata Bp, attraverso la manovra Top Kill, dovrebbe essere riuscita finalmente ad arrestare la nera marea da lei provocata.
La cosa mi fa molto piacere e spero davvero che funzioni.
Perché in questo caso, ho una importante richiesta da farti.
Come molti libri di storia raccontano e come sottolineano spesso i governi di destra qui da noi, il vostro intervento nella seconda guerra mondiale per liberarci dal nazifascismo è stato fondamentale.
Senza stare qui a discutere quanto effettivamente la vostra iniziativa sia stata spinta dal desiderio di liberarci da qualcosa o meno, a mio modesto parere ritengo che il nostro paese sia stato sì affrancato dalla dominazione nazista, ma che il fascismo non sia stato mai davvero sconfitto.
Con questo non è che ti sto chiedendo di buttare giù un’ennesima missione di pace e di invadere l’Italia per riportarci la democrazia.
La cosa avrebbe una sua logica, lo capisco, ma visti i precedenti spero proprio che ciò non accada.
Magari, se dovesse confermarsi vincente, non è che potreste prestarci questa Top Kill e permetterci di fermare la nostra marea nera, che ancora oggi, dalla seconda guerra mondiale, continua a infangare la nostra terra e la sua storia?
Non ci meritiamo un premier che davanti alla stampa mondiale osa non semplicemente citarlo, ma addirittura paragonarsi impunemente al dittatore che ha quasi distrutto il nostro paese.
Non ci meritiamo che il nome della nostra nazione venga continuamente affiancato a quello di paesi sotto palese dittatura.
Non ci meritiamo un governo di politici che sono i più pagati del mondo e vivono come semidei.
Tutti, eh? Perché se prendi diecimila euro al mese escluse le spese mi puoi parlare di quel cazzo di crisi ti pare, ma finché non ti dimezzi lo stipendio, destra o sinistra, per me sono tutti uguali.
Qualunquismo? Antipolitica? No, elementare buonsenso nel non volersi fare prendere per il culo.
Non ci meritiamo l’ennesima legge che ammanetta magistratura e stampa per favorire mafiosi e soprattutto amici dei mafiosi.
Non ci meritiamo un telegiornale nazionale talmente, ripeto, talmente di parte.
Qualche giorno fa, qualcuno ha commentato un mio post dicendo che ci meritiamo questi politici, perché ognuno ha il governo che si merita.
Non ci sto.
Io non ho votato questa gente, nessuno di loro.
Io e molti altri non ci meritiamo questa marea di fascisti.

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Taglio delle 10 province italiane? No, scherzo a Bossi

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Storie e Notizie N. 190

Oggi vi propongo tre pesi e tre misure.
Anzi tre pesi e due misure, perché solo una è diversa dalle altre.
Se Elio Germano, ritirando il premio come migliore attore a Cannes, lo dedica all’Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere l’Italia migliore, nonostante la loro classe dirigente, riceve le critiche del governo per voce del Ministro dei Beni e delle Attività culturali Sandro Bondi: “Mi è dispiaciuto… è stato inopportuno.
Se Daniele De Rossi, calciatore della Roma e della Nazionale Italiana, esprimendo il suo parere sulla tessera del tifoso afferma: “Gli ultrà sono una parte positiva del calcio: chi va allo stadio con il coltello non è un ultrà ma una persona disturbata come lo è un poliziotto che prende a calci un ragazzetto che non c’entra nulla, senza che si sia gridato allo scandalo. Allora dovremmo fare la tessera del poliziotto…”, ecco che puntualmente arriva la disapprovazione del Ministro dell’Interno Maroni: “Non condivido cosa dice De Rossi. Lui non è una persona qualunque, è un nazionale e non deve mandare messaggi negativi. Uno si sforza tanto di mandare messaggi positivi…
Se invece Umberto Bossi, Ministro delle Riforme per il Federalismo, di fronte alla possibile abolizione di dieci province italiane con meno di 220.000 abitanti, spara: “Se toccano Bergamo è guerra civile”, cosa succede?
Arrivano critiche? Ammonizioni? Prese di distanza?
Nulla.
Anzi, addirittura la proposta del taglio delle province sparisce dal sito del ministero dell’Economia e Tremonti si affretta a smentirla(si) come notizia falsa.
Meglio scrivere storie, va’…

La Storia:

C’era una volta un paese che possiamo chiamare anche Italia, ma non è indispensabile.
Tanto si capisce qual è.
Nel paese che possiamo chiamare Italia ma non è indispensabile c’erano due mattacchioni, dediti sin da piccoli a fare scherzi: Silvio e Giulio.
Entrambi avevano fatto carriera.
Uno era diventato Presidente del consiglio e un altro Ministro dell’Economia, probabilmente la più grande beffa della storia del loro paese, il cui nome non dico perché, come già chiarito all’inizio, non è indispensabile.
Secondo la legge della burla, lo scherno – per essere efficace – necessita di una vittima, di un bersaglio sui cui accanirsi.
Il soggetto ideale è qualcuno che allo scherzo reagisca puntualmente in maniera impulsiva e rabbiosa.
Silvio e Giulio lo avevano trovato in Umberto.
Anche quest’ultimo era riuscito a raggiungere alti traguardi.
Era divenuto anche lui Ministro della repubblica.
Se qualcuno di voi lo conoscesse, direbbe che la sua è una burla ancora più grande di quella degli altri due…
Dicevo, Silvio e Giulio lo avevano preso di mira ed ormai avevano compreso perfettamente quale fosse il tasto sui cui pigiare.
Un giorno Silvio disse in conferenza stampa: “Barbarossa fu un personaggio sopravvalutato…
Poche ore dopo Umberto dichiarò inalberato: “Se infangano il prode Barbarossa, andiamo ad Arcore e facciamo un macello!
L’indomani uscì la notizia che la Rai avrebbe prodotto un film sul personaggio in questione.
Un altro giorno Giulio chiamò i giornalisti e disse: “Una trasmissione padana in Rai? Sarebbe un flop clamoroso.
La reazione di Umberto non si fece attendere: “Se insultano le nostre trasmissioni andiamo a casa di Giulio e gli diamo fuoco!
Il dì seguente venne annunciato l’ingresso nel palinsesto di Rai 2 del talk show L’ultima parola, condotto da Gianluigi Paragone.
Un altro giorno ancora, sul sito del Ministero dell’Economia, apparve la notizia che sapete, quella sulle province.
Così come è nota la reazione di Umberto e la marcia indietro di Giulio.
Immagino che ora qualcuno di voi si starà domandando: dove sta lo scherzo di Silvio e Giulio se poi Umberto si incazza e si fa come dice lui?
Be’, allora vuol dire che la vittima di queste prese per il culo non è Umberto…



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Berlusconi e Tremonti lite su tasse? No, storia di sesso

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Storie e Notizie N. 189

Ma veramente c’è qualcuno in Italia che crede che Berlusconi fosse contrario alla manovra di Tremonti?
Parlo seriamente.
Qualcuno si immagina davvero che Berlusconi abbia detto a Tremonti con tono irritato: Giulio, ma così aumenti le tasse…?!
No, perché se è così, vuol dire che quel qualcuno è ancora più folle di chi tra i tedeschi mandò i nazisti al governo.
Eh, perché perlomeno quegli sciagurati possono dire che non potevano prevedere proprio tutto quello che in seguito ha combinato Hitler.
Ma chi ha votato e continua a credere alle parole del nostro premier va internato al più presto.
Per questo motivo, dopo aver ascoltato le sue suggestive teorie su presunte storie di sesso tra il cavaliere e Fini, Putin, Scajola e… Massimo Ciancimino no, quello no, non posso far altro che interpellare la nota sessuologa statunitense di origini italiane Lisa Pointgee, che su mio invito si è fatta anche un suo Blog

La Storia:

A: Dott.ssa Pointgee, ho visto con piacere che, su mio consiglio, ha aperto un Blog.
L: Sì, confermo.
A: La ringrazio inoltre di definirmi suo amico. Possiamo darci del tu?
L: Neanche per sogno, non esageri. Come diciamo noi sessuologi, uno vi da un capezzolo e voi acchiappate tutte e due le tette
A: Mai sentito…
L: Lei è sessuologo?
A: No…
L: Appunto. Di cosa vuole parlare, oggi?
A: Ecco, visto che lei segue sempre le nostre vicende politiche, vorrei sapere il suo parere sulla presunta lite tra Berlusconi e Tremonti intorno alla recente manovra fatta di sacrifici molto duri. Pensa che tra i due ci sia stata sul serio?
L: Ah, sono lieta che mi abbia interpellata. Tra Berlusconi e Tremonti non c’è nessuna lite, bensì una dinamica indubbiamente di natura sessuale.
A: No… davvero?
L: Certo. Questa pantomimica messa in scena del Tremonti cattivo che vuole tassare gli Italiani e del Berlusconi buono che s’inalbera e disapprova corrisponde chiaramente ad un caso da manuale.
A: Quale?
L: La cosiddetta Manovra Anale, che logicamente richiede sacrifici duri. La definizione Latina è Analis Penetratio Ipocritus.
A: Di cosa si tratta?
L: Tradotta a senso sarebbe l’Ipocrita della penetrazione anale.
A: Vorrebbe forse dire che la dinamica sessuale che si cela dietro la lite si manifesta in un rapporto anale?
L: Indubbiamente.
A: Vediamo se ho capito: Tremonti è il soggetto attivo e Berlusconi, l’ipocrita, rifiuta il rapporto anale ma in realtà lo desidera?
L: No.
A: Allora Tremonti è il soggetto passivo e Berlusconi, sempre ipocrita, finge di essere passivo invece è attivo?
L: No.
A: Tremonti è l’ipocrita?
L: No, lei è completamente fuori strada.
A: Mi spieghi, allora, perché sono confuso…
L: E fa male. Lei dovrebbe essere a dir poco inquieto, altro che confuso.
A: Per quale motivo?
L: Semplice. In questa manovra anale Tremonti e Berlusconi sono entrambi ipocriti e soggetti attivi.
A: E chi è il soggetto passivo?
L: Lei e tutti i suoi concittadini…



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Piano tagli e sacrifici? Stipendio parlamentari prima

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Storie e Notizie N. 188

Lo so e lo premetto: questo è un post banale.
Tuttavia, credo che nel mio paese ci siamo talmente abituati alle ingiustizie da farle divenire cosa normale, ovvia.
Quindi banale.
Allora, se è così banale, perché non siamo tutti e sessanta milioni d’accordo su ciò che lo è?
Su tutti i giornali si annuncia che il nostro governo, sulla scia di altri paesi, si prepara ad attuare un piano di tagli e sacrifici molto duri, come li definisce il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta.
Napolitano chiede che siano sacrifici equi, fatti con senso di responsabilità.
Mi sembra giusto.
Voglio commentare come si esprimono i politici in maniera trasversale quando parla il presidente della repubblica: “Napolitano ha come al solito dimostrato grande senso dello Stato e notevole caratura morale.”
Faccio quindi mie le sue parole e, visto che dobbiamo fare dei sacrifici, chiedo il parere di un nostro concittadino, che vive con uno stipendio che – al suo minimo - in media oscilla dai 270 ai 590 euro mensili…

La Storia:

Mi chiamo Paolo, ho cinquant’anni e sono un operaio agricolo.
Guadagno 590 euro al mese.
Non mi lamento.
Sono fortunato, poiché potrei guadagnare anche meno.
Ho sentito oggi in tv che a causa della crisi dovremo fare dei sacrifici molto duri.
La notizia non mi ha abbattuto particolarmente.
Sacrifici molto duri è il sottotitolo della mia vita.
Tuttavia non mi lamento.
Potrei essere addirittura uno tra i due milioni di disoccupati.
Ho sentito anche che il Presidente della Repubblica ha chiesto che i sacrifici siano equi.
Bene.
Anche a casa mia si fa così.
Quando occorre risparmiare si taglia prima il superfluo.
Con mia moglie è una vita che tagliamo.
Ma non mi lamento.
Potrei essere un giovane precario che, se gli va bene, entra in un call center per guadagnare anche meno di me.
Se bisogna fare sacrifici equi, ho qui buttato giù un piccolo conticino.
Con i numeri c’ho sempre saputo fare, lo diceva spesso mia madre.
I nostri deputati sono 630.
Ognuno di loro – escluse le indennità su spese, telefonate e altro - guadagna al mese 5.486,58 nette con l’aggiunta di una cosiddetta diaria di 4.003,11 euro, sempre mensili.
In tutto fa 9489,69 euro al mese.
Un operaio algerino con cui ho fatto amicizia e che nel suo paese era laureato in economia e commercio – com’è strana la vita – mi ha detto che in Francia i deputati prendono 5.180 al mese.
Ora, dato che abbiamo un debito pubblico di 1800 miliardi di euro e che quello dei francesi è molto minore del nostro, mi sembra equo iniziare a tagliare gli stipendi dei parlamentari.
Perlomeno equiparandolo a quello dei francesi, con senso di responsabilità, come dice Napolitano.
Ci sarebbe un risparmio di 4.309,69 euro per parlamentare, che moltiplicato per 630 fanno 2 milioni e 715.104 euro al mese.
In un anno sono 32 milioni e 581.256,4 euro.
Pensate a quanta povera gente si potrebbe aiutare.
Se mi parlate di sacrifici io sono pronto.
C’è la crisi, ma io non mi lamento.
Potrei vivere in paesi molto più in difficoltà del mio, come quello del mio amico algerino.
Ma se non iniziate a tagliare dai vostri dipendi io non mi lamento.
Mi incazzo di brutto...



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Elio Germano a Cannes: Italiani migliori dei politici? Eccoli

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Storie e Notizie N. 187

Siccome i nostri governanti rimproverano sempre i cineasti perché parlano male di questo Paese, dedico questo premio all’Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere l’Italia migliore, nonostante la loro classe dirigente”.
Con queste parole Elio Germano ha ritirato ieri il premio come migliore attore al Festival di Cannes, ex aequo con Javier Bardem.
L’impavido Minzolini e il suo eroico Tg1 lo hanno censurato sotto forma di incidente tecnico, ma ormai si tratta di un classico e non vale la pena spenderci neanche mezzo post.
A mio modesto parere la cosa più interessante è il commento di Germano.
Si tratta di un’affermazione forte, la sua.
In sostanza l’attore appena celebrato oltralpe sostiene che i nostri politici non lavorano per migliorare il paese ma al contrario ostacolano i cittadini che lo fanno.
Ma vi sembra una cosa possibile?

La Storia:

Non è possibile, dai.
L'Italia è membro fondatore dell'Unione europea e ha partecipato a tutti i principali trattati di unificazione del continente, compreso l'ingresso nell'area dell'Euro nel 1999.
Inoltre è membro fondatore anche della NATO, del Consiglio d'Europa e dell'Unione Europea Occidentale, aderisce alle Nazioni Unite e fa parte del G7, del G8 e dell'OCSE.
Stiamo scherzando o cosa?
Vogliamo quindi insinuare che i governanti di cotanto paese siano peggiori dei suoi abitanti?
Intendiamo forse dire che in Italia esistano persone più sincere di Silvio Berlusconi?
Donne e uomini la cui parola sia più coerente della sua?
Più credibili del presidente del consiglio?!
Su, siamo seri.
Se fosse vero ciò che dice un attore - perché per quanto premiato a Cannes, stiamo sempre parlando di un attore, mica di un deputato democraticamente eletto con i voti degli italiani… - allora ciò comporterebbe che nel nostro paese vi siano cittadini più intelligenti di Gasparri.
Ma vi sembra una cosa possibile?
Ma quanti cittadini ci saranno più intelligenti di Gasparri?
Certo, avrei potuto citare pure Calderoli, così a caso, ma l’uno vale l’altro.
Avanti, finiamola con questo paradossale disfattismo.
Siamo l’Italia, una nazione che siede al tavolo con i grandi stati del mondo.
Se questo Germano avesse ragione, allora avremmo una popolazione più affidabile di Tremonti.
Tremonti, signori.
Se non lo sapete, stiamo parlando dell’uomo che guida il Ministero dell’Economia, forse il più importante tra tutti.
Tremonti è la persona che gestisce i nostri risparmi.
E sarebbe meno affidabile di chi?
Di quanti italiani?
Uno? Due? Cento? Mille? E allora perché è diventato ministro? Come mai è stato eletto?
Non rispondete, eh?
E’ facile prendere un premio a Cannes e sparare cazzate sulla nostra classe dirigente.
Perché si tratta di una cazzata, il ragazzo è giovane e si è fatto prendere dall’entusiasmo della vittoria.
Italiani che lavorano per migliorare il paese nonostante i governanti.
E magari sono più onesti di questi ultimi.
Deve essere una cazzata…

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Berlusconi, Verdini, Scajola e altri 400 casi isolati

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Storie e Notizie N. 186

C’è sempre una prima volta per ogni cosa: oggi voglio spezzare una lancia in favore di Silvio Berlusconi.
Quando applica la sua ormai proverbiale strategia di accusare qualcuno e poi rimangiarselo poco dopo, non fa distinzione tra avversari e alleati.
Bisogna ammetterlo, in questo è una persona coerente.
Sto parlando ovviamente della seguente frase, riportata su tutti i giornali, riguardo alle recenti inchieste sui 400 nomi della lista Anemone: “Si tratta di casi personali e isolati…
Tale dichiarazione sarebbe stata fatta dal premier rispondendo ad una domanda di Bruno Vespa, il celebre giornalista italiano - noto in Italia e nel mondo per la sua 'onestà intellettuale' - che gli chiedeva un parere sulle accuse ricevute da Verdini e Scajola.
Mentre questi ultimi non avranno affatto gradito il servizietto, ecco che dopo poche ore è arrivata la puntuale precisazione/correzione che il premier non si riferiva a loro.
Si tratta ormai di un classico del repertorio Berlusconiano, un autore che quando non ci sarà più in molti lo rimpiangeranno…

La Storia:

C’era una volta un mercato.
Nel mercato c’era un banco di frutta.
Il banco di frutta era gestito da un fruttivendolo che possiamo chiamare Silvio.
Lo so, è scontato, ma Silvio è un nome comune, è breve e facile da pronunciare.
Questo è il solo motivo per il quale l’ho scelto.
Ve lo potrei giurare tranquillamente anche sui miei figli.
Tanto questa è una storia inventata, posso sparare tutte le cazzate che voglio.
Dicevo, Silvio aveva questo banco che alcune male lingue della zona sinistra del mercato insinuavano avesse ottenuto grazie all’aiuto di tipi a dir poco loschi.
Lui aveva sempre negato e bisogna ammettere che, nonostante tali infamanti accuse, il suo banco era sempre visitato da un numero consistente di avventori.
Il fatto era che Silvio ci sapeva fare con la gente.
Era un abile venditore ed aveva una parlantina estremamente efficace.
Se non altro si capiva tutto quello che diceva e questo era veramente il suo punto di forza.
I suoi più acerrimi concorrenti, i banchi di frutta del lato sinistro del mercato, erano gestiti da mercanti che quando parlavano non si capiva un’acca.
Che poi, dico io, quando devi vendere mele, pere e banane perché tiri fuori tutti quei termini che la gente comune non capisce?
Sembra quasi che ti piaccia avere il banco deserto.
Silvio, al contrario, era semplice e diretto: mercati più sicuri e frutta fresca per tutti.
Perché lui era un inguaribile ottimista, uno che guardava sempre il bicchiere mezzo pieno, anche quando il bicchiere era vuoto, addirittura quando non c’era nemmeno il bicchiere.
Tuttavia, non sempre le cose andavano per il meglio per il miglior fruttivendolo degli ultimi 150 anni, come aveva scritto sull’insegna del banco.
Accadde infatti che alcune signore, clienti di vecchia data, si presentarono una mattina da lui per protestare.
Due tipi di frutta di cui era sempre andato fiero, le mele Verdini e le arance Scajola, erano risultate irrimediabilmente marce.
Le donne alzarono anche la voce e la nuova moglie di Silvio, Bruna detta la Vespa – a causa della sua pungente ironia - intervenne per sedarle: “Calma signore, calma. Basta starnazzare. Noi vendiamo frutta, le oche le trovate più avanti…”
Le clienti non risero affatto e si inalberarono ancora di più, allorché Bruna passò immediatamente la palla al marito: “Tranquille, ora ci pensa Silvio…”
Il fruttivendolo si fece avanti e disse allargando il suo solito gioioso sorriso: “Tutto a posto, signore. Le mele Verdini e le arance Scajola sono solo casi isolati. La nostra frutta è fresca e sana.”
Una volta ritiratesi le rivoltose, Silvio raggruppò la frutta marcia in un grande cesto, lo portò nel retro del banco e prima di gettarne il contenuto nel camion, si arrestò e pensò tra sé: “Mi ci vuole un camion più grande…”
Inevitabile, visto che quest’ultimo era già stato riempito con i meloni Mills, i mandarini Dell’Utri e soprattutto le pere Bertolaso.
Tutti casi isolati.



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10 milioni per Annozero: peggio Santoro o Rai?

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Storie e Notizie N. 185

Tra i temi più discussi di oggi nella rete vi è sicuramente quello della presunta buonuscita di 10 milioni di euro che Michele Santoro dovrebbe intascare per terminare il suo contratto con la Rai.
Dico presunta perché, come spiega il conduttore in un messaggio sul sito della trasmissione, l’accordo non è stato ancora sottoscritto e credo sia opportuno esprimere opinioni definitive a tempo debito.
Ciò nonostante, si sa, il mio paese è terra di tifosi e di spettatori.
Qualcuno, il neo fondatore di Gogol – il motore di ricerca delle libertà – lo ha capito meglio di tutti.
E così il web si divide essenzialmente tra i cittadini scandalizzati dal paladino venduto e i fedelissimi stoicamente solidali con l’eroe catodico, senza se e senza ma.
Eppure, un amletico quesito mi sorge spontaneo: è più contraddittorio il prode Santoro che prende tali cifre o la fallimentare Rai che glieli da, per chiudere la trasmissione più redditizia del suo palinsesto e che in questi anni gli ha fatto guadagnare molto di più di dieci milioni di euro?

La Storia:

C’era una volta una squadra di calcio di nome Real Rai.
La squadra di calcio di nome Real Rai aveva un direttore generale che possiamo chiamare Mauro Masi.
Il direttore generale Mauro Masi prendeva le sue decisioni insieme al Consiglio di Amministrazione, il CdA.
Il CdA era formato da una parte di consiglieri cosiddetta di maggioranza e da un’altra ovviamente di minoranza.
Maggioranza e minoranza, come è da sempre nel gioco delle parti, discutevano su ogni cosa e quasi mai riuscivano a trovarsi d’accordo.
Oltretutto, la squadra non si trovava di certo in un buon momento.
La classifica era pessima, poiché il Real Rai aveva terminato il torneo ad un passo dalla zona retrocessione.
Oltretutto da un po' di tempo giravano insinuazioni che qualcuno in società facesse addirittura il doppio gioco e favorisse la rivale di sempre, l’Atletico Mediaset, che in quell’anno aveva vinto a mani basse entrambi i derby, sia all’andata che al ritorno.
L’evento clamoroso capitò quando dopo la fine campionato una notizia sensazionale finì in prima pagina su tutti i quotidiani sportivi: il centravanti Michele Santoro, la punta di diamante, il fuoriclasse che – dati alla mano – aveva contribuito alla maggior parte dei pochi introiti della società, grazie soprattutto alle pubblicità e agli sponsors che attirava con le sue prestazioni, sarebbe stato venduto.
Mi correggo, venduto non è la parola giusta.
Il Real Rai avrebbe dato lei stessa dieci milioni di euro al calciatore per recidere il contratto.
Una cosa assurda, non è vero?
Come se il Barcellona decidesse di dare la stessa cifra a Messi per andarsene…
Mentre i gruppi storici di tifosi dell’Atletico Mediaset – i Promoters of Freedom – gioivano alla notizia, i sostenitori e gli abbonati del Real Rai ci rimasero molto male.
“Ma come”, disse la sua uno dei maggiori giornalisti sportivi del paese, notoriamente tifoso del Real, “diamo dieci milioni a Santoro per andarsene e continuiamo a pagare una fortuna quella pippa di Bruno Vespa? Come portiere prende più goal lui di mia nonna che è cieca…”
Ciò nonostante, il direttore generale, la maggioranza e soprattutto anche l'insospettabile minoranza furono d’accordo sull’allontanamento del campione.
Cosa ci guadagnò la dirigenza del Real Rai in quell’affare?
Nessuno fu in grado di rispondere a questa domanda.
Tranne forse l’Atletico Mediaset e il suo presidente…



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G8 Genova condannati vertici polizia: offresi posti di comando

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Storie e Notizie N. 184

La vita non è giusta e chi ha vissuto a sufficienza per rendersene conto lo sa bene.
Tuttavia, talvolta leggo qualcosa di insolito, perfino nel nostro paese.
E così succede che il processo d'appello indichi i responsabili delle violenze subite da tanti giovani alla scuola Diaz, nel luglio 2001, durante il G8 di Genova.
Non tutti, qualcuno, ma di questi tempi è già tanto.
Francesco Gratteri è stato condannato a quattro anni.
Vincenzo Canterini a cinque.
Giovanni Luperi a quattro anni.
Spartaco Mortola a tre anni e otto mesi.
Gilberto Caldarozzi a tre anni e otto mesi.
Sono effettivamente i colpevoli?
E’ giusto che paghino solo loro o forse c’è ancora qualcun altro che la sta sfangando?
Non so, non sta certo a me giudicarlo.
Nondimeno voglio restare sul positivo, sul bicchiere mezzo pieno e mettermi nei panni del governo, invitandolo a fare lo stesso.
E’ vero che questa sentenza ci ricorda per l’ennesima volta una macchia a dir poco oscura sulla discussa gestione del summit del 2001, ma pensiamo positivo: queste condanne potrebbero liberare dei posti di rilievo che stavolta andrebbero coperti valutando meglio i candidati…

La Storia:

Signore e signori, ecco a voi le ultime offerte della nostra Agenzia (del Ministero) Interinale.
Il primo incarico che vi proponiamo è stato liberato da Francesco Gratteri: Direttore centrale anticrimine della Polizia di Stato. Si tratta di un ruolo importante, che richiede una persona autorevole e possibilmente dalla fedina penale illibata.

Il secondo impiego, lasciato vacante da Vincenzo Canterini, è altrettanto fondamentale: Questore. Il questore, nell'ordinamento amministrativo italiano, è un'autorità provinciale di pubblica sicurezza. È un dirigente della Polizia di Stato e un componente del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. È responsabile e coordinatore delle forze di Polizia impiegate in servizi atti a garantire l'ordine e la sicurezza pubblica e servizi di prevenzione e difesa da atti eversivi.
Ovviamente, la figura che stiamo cercando deve dimostrare un alto senso della legalità e dell’onestà.

La terza offerta, per coprire il vuoto lasciato da Giovanni Luperi, riguarda un posto rilevante: Capo dipartimento dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna (AISI), l’ex Sisde, fondamentale servizio segreto italiano. Il motto dell’organizzazione è la conoscenza dei fatti è la salvezza dello Stato. Ricerchiamo quindi un candidato estremamente affidabile e di specchiate virtù, visto che dal suo lavoro dipende la sicurezza dell’intero paese.

Il quarto incarico, non più occupato da Spartaco Mortola, è il seguente: Vice Questore.
Certo, non si tratta del questore, solo del vice. Ma stiamo sempre parlando di un lavoro che necessita di un cittadino di una indiscussa moralità, ovvero una persona per bene.

Il quinto ed ultimo impiego, fino ad oggi svolto da Gilberto Caldarozzi, è di grande prestigio: Direttore del Servizio centrale operativo della polizia di Stato.
Cerchiamo qualcuno che sia perfettamente consapevole della responsabilità di indossare una divisa a servizio dello Stato e, soprattutto, che non dimentichi mai che lo Stato sono i cittadini.
D’altronde il motto della Polizia è sub lege libertas, che vuol dire la libertà nel rispetto della legge e non la libertà al di sotto della legge



Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

Nostro figlio è nato, Sabato 5 giugno 2010 lo spettacolo a Roma.

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Ddl intercettazioni legge bavaglio: caro mafioso, la posso intercettare?

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Storie e Notizie N. 183

Da sempre sono persuaso che la vera forza del governo Berlusconi risieda da una parte nella sua abilità nel comunicare se stesso alla gente – con il vantaggio del monopolio televisivo, ovviamente – e dall’altra nell’incapacità di chi lo critica di essere altrettanto efficace.
Ad esempio, prendete il ddl intercettazioni ideato dalla geniale mente del ministro Alfano.
Ieri in commissione Senato è stato approvato un pittoresco emendamento al decreto che dai suoi detrattori viene definito Legge bavaglio.
In sintesi, la modifica votata prevede tra le altre cose: per intercettare devono sussistere gravi indizi di reato; le intercettazioni possono essere eseguite sulle utenze degli indagati o di terzi che, sulla base di specifici atti di indagine, risultino a conoscenza dei fatti per i quali si procede. Le intercettazioni debbono risultare assolutamente indispensabili ai fini della prosecuzione delle indagini e le riprese visive devono essere effettuate in luoghi che appartengono agli indagati o a soggetti che, sempre sulla base di specifici atti di indagine, risultino a conoscenza dei fatti per i quali si procede e, in più, sussistano concreti elementi per ritenere che le relative condotte siano direttamente attinenti ai medesimi fatti.
Ora, prima di dare spazio alla storia che tutto ciò mi suscita – soprattutto la parte in grassetto… - vi invito a notare come tale notizia sia appena presente nel fondo pagina dei maggiori quotidiani.
A mio modesto parere il motivo principale è che alla maggior parte degli italiani non frega nulla se chi indaga intercetti o meno ladri, mafiosi e corruttori.
Calciopoli, quello sì che gli interessa! Le intercettazioni degli arbitri di calcio, dei dirigenti di Inter e della Juventus, quello è il terreno che scotta. Come dire, se spegni Anno Zero protesta una piccola parte del paese, una minoranza, sebbene tenace e vitale. Ma se minacci di chiudere la prova del cuoco…

La Storia:

M: Pronto, chi è?
C: Eccellenza, buongiorno, siamo i carabinieri.
M: E che volete?
C: Mi scusi, è per concordare le intercettazioni…
M: Ah, quella rottura di minchia.
C: Allora, io avrei un prospetto da sottoporle…
Voce fuori campo: Caro, io sono pronta, andiamo?
M: Aspetta un momento, cara, faccio subito… Maresciallo?
C: Sì, sono qui.
M: Mi dica cosa aveva pensato.
C: Allora, se per lei va bene, noi le controlliamo le telefonate i giorni dispari, dalle 18 alle 21…
M: Non si può.
C: Allora facciamo i giorni pari…
M: No, non è un questione di pari o dispari. A quell’ora mia figlia parla con il fidanzato e sa, sono giovani, sono sempre in calore…
C: Capisco. Che ne direbbe allora del primo pomeriggio, ad esempio dalle 14 alle…
M: La fermo subito. Tutti i giorni a quell’ora mia suocera sta incollata alla cornetta per consultare la cartomante. Se dovesse scoprire che qualcuno l’ascolta si arrabbierebbe di brutto e mi creda: non è il caso…
C: Immagino, anche la mia ha un tremendo carattere. Cosa ne dice della mattina?
M: Ecco – abbassando la voce – quello è il momento che mio padre è da solo in casa e si distrae con i telefoni erotici…
C: E non è il caso di spiarlo, giusto?
M: Già.
C: Senta, non ci rimane che la notte. Le va bene dalle 24 all’alba?
M: I giorni dispari, però.
C: Okay, come vuole lei, eccellenza. Allora siamo d’accordo?
M: D’accordo.
Doppio clic.
“Caro…” fa la moglie che ha sentito perfettamente tutta la conversazione. “Ma noi non abbiamo una figlia, mia madre non vive con noi e tuo padre è morto da vent’anni…”
“Giusto, ma tanto i carabinieri la verità non la sapranno mai…”



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