Tartaglia assolto? Berlusconi è in pericolo!

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Storie e Notizie N. 214

Che dire, settimana di assoluzioni eccellenti, questa.
Prima quella di Dell’Utri, perlomeno secondo il Tg1 di Minzolini.
Ed ora quella di Massimo Tartaglia, assolto perché ritenuto non imputabile, in quanto incapace di intendere e di volere al momento del fatto.
Rimarrà in una comunità terapeutica per un anno, con il divieto di partecipare a manifestazioni pubbliche.
Questa decisione lascia grandi preoccupazioni e perplessità…” ha commentato il portavoce del Popolo della Libertà Daniele Capezzone.
Soprattutto preoccupazioni, secondo me.
A mio modesto parere, se Berlusconi ha gioito per l’assoluzione di Dell’Utri e – a meno di sorprese in Cassazione – potrà riabbracciarlo tra soli sette anni, tra appena un anno il Tartaglia sarà di nuovo in circolazione.
Per non parlare di tutti gli altri incapaci di intendere e di volere che ci sono in Italia…

La Storia:

Berlusconi è in pericolo.
Questa non è un’esercitazione.
Non è uno scherzo, perché con la follia non si scherza.
E’ lei che scherza con te.
E tu non sai mai quando arriverà la sua burla e per quanto tempo durerà.
Come non hai la più pallida idea di che tipo di scherno si tratterà.
La pazzia è imprevedibile, è banale e arcinoto.
Il matto un giorno dice una cosa e l’indomani, anzi, anche dopo pochi secondi se la rimangia.
Lo squilibrato si distingue per gaffes e gesti inconsulti di continuo, provocando seri imbarazzi in coloro che lo accompagnano.
Ripeto, la situazione è grave.
Per una volta concordo con Capezzone, che è stato anche troppo moderato.
La sentenza Tartaglia, più che preoccupazione e perplessità, mette il presidente del consiglio in una posizione inquietante.
Ma vi rendete conto?
Un tizio che tira in faccia ad un altro un oggetto contundente, ferendolo vistosamente, viene assolto?
E non stiamo dicendo assolto come Dell’Utri, il che vuol dire sette anni di carcere.
Un anno di riposo in comunità e poi di nuovo a piede libero.
Le toghe rosse questa volta hanno superato ogni limite.
Questa decisione crea un precedente terribile per il presidente del consiglio.
Vi dico solo alcuni numeri.
Secondo il Corriere sono quindici milioni i cittadini italiani che almeno una volta nella vita vanno dallo psichiatra o fanno uso di psicofarmaci a causa di problemi mentali.
Un milione di questi soffrono di disturbi gravi e almeno la metà sono schizofrenici.
Il premier ha dichiarato che la crisi è ormai alle spalle – e qualcuno ha anche commentando dicendo sì, nel culo… - ma secondo me ora ha ben altro a cui pensare.
Al suo posto, dopo questa sentenza, starei molto più attento nelle uscite pubbliche.
Si sa, i matti possono essere ovunque.
Alcuni sono anche incazzati.
Se poi vengono pure assolti…



Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.



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Dell’Utri amico della mafia? Allora Berlusconi…

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Storie e Notizie N. 213

Secondo la corte d'appello Marcello Dell'Utri ebbe rapporti con la mafia dagli anni settanta almeno fino ai giorni dell’assassinio di Falcone e Borsellino, nel 1992.
Per questa ragione è stato condannato a sette anni di reclusione.
Questa notizia non fa altro che confermare i dubbi e i sospetti che sono nati in me all’epoca della sentenza di primo grado.
Lo so, mi prenderete per pazzo, ma io non ce la faccio più a tenermi dentro questo peso.
Ho bisogno di sfogarmi…

La Storia:

Ho una teoria.
Lo so, è folle, ma devo parlarne, altrimenti scoppio.
Secondo me, tra Silvio Berlusconi e la mafia c’è qualche relazione.
Capisco che sia un’affermazione forte e alquanto azzardata.
Chiamatela pure fantapolitica.
Tuttavia, provate a seguirmi un attimo.
Assecondatemi.
Marcello Dell’Utri è stato ritenuto colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa anche nel secondo grado di giudizio, in particolare dagli anni ’70 al ’92.
Ora, Dell’Utri nel 1974 è entrato nella società Edilnord su invito di chi?
Di Silvio Berlusconi, ecco di chi.
Dico io, basterebbe questo per avvalorare i miei sospetti, no?
Ma non c’è solo questo.
Sempre nel ’74 Dell’Utri è l’uomo che fa assumere il pluriomicida e criminale mafioso Vittorio Mangano come responsabile della villa di chi?
Di Berlusconi!
Capite che c’è qualcosa che puzza, qui?
Nell 1982 diviene dirigente di Publitalia, la società per la raccolta pubblicitaria della Fininvest, della quale diventa in seguito amministratore delegato.
E chi ha fondato sia Publitalia che la Fininvest?
Non ci crederete, ma è sempre lui, Silvio.
Potrebbe essere solo una coincidenza, d’accordo, però… potrebbe non esserlo, no?
C’è questa possibilità, almeno questo dovete concedermelo.
Nel 1993 Dell’Utri fonda Forza Italia insieme a chi?
Ancora lui, Berlusconi.
Lo so, il mio sembra un delirio, sono da ricovero, tuttavia non riesco a togliermi questa fissazione.
Se Marcello Dell’Utri era amico dei mafiosi ed è tutt’ora amico e con così tanti legami con Silvio Berlusconi, per la proprietà transitiva della mafiosità, anche il premier lo era.
Magari lo è ancora, che ne sappiamo noi?
Ecco, l’ho detto.
Ora prendetemi pure per pazzo…



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Berlusconi e Brancher storia di sesso

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Storie e Notizie N. 212

L'Italia perde i Mondiali e se la prende con me”, si lamenta Brancher, il ministro simbolo del governo Berlusconi, la cui ragione d’esistere è ormai da quindici anni legata a vicende giudiziarie.
Come saprete, pare che il ministro impedito non potrà più legittimare il proprio impedimento e dovrà quindi presentarsi in aula il 5 luglio al processo che lo riguarda.
Tuttavia, come insinua il senatore Stefano Ceccanti, la marcia indietro del ministro Brancher non sembra dovuta a un improvviso sussulto di sensibilità istituzionale o di correttezza.
Se il giudice avesse deciso di ritenere sindacabile il legittimo impedimento”, spiega il senatore, “e se, come aveva preannunciato ieri la difesa di Brancher, la Presidenza del Consiglio avesse proposto il conflitto d'attribuzione davanti alla Corte costituzionale, quest'ultima avrebbe potuto far saltare come incostituzionale la legge già ad ottobre, lasciando per un anno, in attesa del Lodo Alfano costituzionale, il Presidente del Consiglio senza scudo.
Oh, ma possibile che qualsiasi cosa accada in questo governo, e non solo, c’entra lui?
Cosa c’è dietro?
Cosa c’è dietro lo chiedo ovviamente alla notissima sessuologa americana di origini italiane Lisa Pointgee.

La Storia:

A: Dott.ssa Pointgee, buongiorno. Prima di tutto, le offro la mia solidarietà per la recente sconfitta della nazionale statunitense con il Ghana.
L: Da che pulpito. E’ come se un clochard si offrisse di fare un prestito ad un miliardario che ha perso il portafogli…
A: Che cattiva.
L: Non sono cattiva, è che in Italia non sono rimasti fenomeni. Solo gente come Totti, Cassano e pure Miccoli, se non si fosse infortunato.
A: No… non mi dica che ha tifato Italia?
L: Le ricordo che sono americana di origini italiane, mica padane. Ma vogliamo venire alla domanda di oggi?
A: Ha sentito della vicenda Brancher, l’ultimo ministro voluto da Berlusconi?
L: Sì.
A: Cosa c’è dietro?
L: Dovrebbe intuirlo da sé, ormai. Possibile che dopo tutti questi nostri appuntamenti non ha ancora capito cosa realmente muova la politica nel suo paese?
A: Una storia di sesso?
L: Diciamo una dinamica indubbiamente di natura sessuale. E la domanda su cosa ci sia dietro è, come diciamo noi sessuologi, la classica vasellina sull’ano.
A: Se lo dice lei. Si può spiegare meglio?
L: Certo. Le dico subito che la dinamica erotica è proprio tra Brancher e Berlusconi.
A: Berlusconi… e poteva mancare?
L: Il giorno che mancherà finiranno le dinamiche sessuali e con esse la politica come la intendete voi. Oppure…
A: Oppure?
L: Oppure eleggerete un altro Berlusconi. Il che vorrà dire che ci sentiremo ancora, suppongo.
A: Mi diceva della dinamica erotica tra i due.
L: Si tratta di un caso da manuale, il cosiddetto Multae vitae anus, ovvero, l’ano dalle molte vite.
A: Sarebbe?
L: L’ano dalle molte vite, corrisponde al sedere di un individuo particolarmente resistente ad essere, come dire, profanato.
A: Vuole dire inchiappettato?
L: In parole povere, sì. Questo sedere fortemente tenace, si dice che abbia a disposizione molte vite, cioè, altri ani che al suo posto si fanno violare.
A: Intende inchiappettare?
L: In parole povere, sì.
A: Vediamo se ho capito bene. Berlusconi è l’individuo dall’ano tenace e Brancher è una della sue vite?
L: E’ evidente.
A: Chi sono gli altri ani?
L: Molti sono personaggi che il premier ha investito di potere, ma non solo. Ci sono anche quelli a cui non ha dato nulla.
A: E chi sono?
L: Tutti i suoi concittadini che l’hanno votato.

Altre teorie di Lisa Pointgee:


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Legittimo impedimento Brancher: altro schiaffo a chi soffre

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Storie e Notizie N. 211

Nel mio paese ne succedono di cose oggi…
Succede che un uomo di nome Aldo Brancher venga indagato per ricettazione.
Succede che, nell’ambito del processo sulla scalata della Banca Antonveneta del luglio 2005, Brancher venga indagato per ricettazione in quanto la Procura ha individuato un conto intestato a sua moglie con una plusvalenza di 300mila euro in due anni.
E succede che il 18 giugno di cinque anni dopo quest’uomo divenga all’improvviso Ministro per l'Attuazione del Federalismo Amministrativo e Fiscale.
Poi succede che per il 26 giugno sia prevista l’udienza per la suddetta scalata.
Succede che Brancher dichiari che non intende presentarsi perché deve organizzare il ministero del quale ha appena ricevuto la responsabilità.
E succede che lo può fare grazie alla Legge sul legittimo impedimento, approvata quest’anno.
Il problema è che non succede solo questo…

La Storia:

Nel mio paese succede anche che in provincia di Caserta un uomo di 44 anni, disoccupato e separato dalla moglie, si arrenda alla disperazione e si spari nella pancia con un fucile da caccia.

Succede che in provincia di Pordenone un operaio immigrato di 55 anni, disoccupato e con la moglie gravemente malata, si tolga la vita con un coltello.

Succede che a Milano un disoccupato di 37 anni perda la testa e con un'ascia tenti di sfondare la porta di casa della donna che lo ha lasciato.

Succede che a Catania un giovane incensurato di 19 anni si suicidi in carcere, anche se la madre non ci crede e probabilmente fa bene.

Succede che in provincia di Bari un ragazzo di 17 anni si getti sotto un treno perché bocciato a scuola.

Succede che a Parma un uomo di 66 anni si spari un colpo al cuore a causa dei gravissimi problemi di salute della sua famiglia.

Succede che il trentaduesimo suicida in carcere del 2010 sia un boss della mafia e quindi non conti.

Succede che in provincia di Palermo un uomo di 61 anni tolga la vita a se stesso e alla madre novantenne per problemi di salute.

Succede che a Genova una donna di 41 anni salti dalla finestra dopo l’arrivo dell’ufficiale giudiziario con la sentenza di sfratto.

Succede che un ragazzo di Agrigento si uccida lasciando un messaggio su un forum dove chiede: “Perchè sono disoccupato se sono laureato?

Già, perché?
E perché, solo nel mese di giugno, nel mio paese succede che così tante persone si suicidano per disperazione e altre continuano a farsi i cazzi loro aggirando e calpestando le nostre leggi?
Perché?!



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Preservativo antistupro dentato? Ecco le mutande anti inchiappettamento

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Storie e Notizie N. 210

Chi è Sonnet Ehlers?
E cosa ha fatto Sonnet Ehlers?
Ha inventato il Rape-aXe, il preservativo antistupro dentato, ecco cosa ha fatto.
E chi è Neil Van Schalkwyk?
E’ l’inventore delle vuvuzelas, che si scusa per la sua creazione, ma ammette di stare diventando ricco.
Ho sempre provato simpatia per gli inventori.
In fondo sono un po' come gli scrittori: tirano fuori qualcosa che prima non c’era e che cambia la vita della gente.
Nel bene o nel male, lo lascio giudicare a voi.
Nel mio piccolo, anch’io ho inventato qualcosa che spero susciti il vostro interesse.
Sono sicuro che nel nostro paese servirebbe assai…

La Storia:

E’ giunto il momento di difenderci!
E’ assurdo che al giorno d’oggi i cittadini di un paese come l’Italia siano ancora vittime di inchiappettamenti. Quando saranno capaci di difendersi? Quando ci preoccuperemo dei loro deretani violati? Mai, a quanto pare! Sembra che ci sia sempre una questione più importante da affrontare in parlamento.
E te credo.
La maggior parte degli inchiappettatori sono lì!
Gli occhi pieni di lacrime e di estrema vulnerabilità delle vittime di inchiappettamento,
rappresentano quel che ha ispirato l’invenzione che sto per proporvi.
Che so, gli operai di Pomigliano costretti a scegliere un inchiappettamento con il sì e un altro con il no.
Comunque vada sarà un inchiappettamento, sembra il motto.
Ma anche i disoccupati, i cassa integrati, i precari, i fessi che persistono nel pagare le tasse per tutti.
Sembrano tutti dire: “Se avessi una qualche protezione là dietro!
Ecco la soluzione:


Le mutande anti-inchiappettamento sono un indumento indispensabile oggi in Italia.
Sebbene appaiano come un normale paio di slip, in realtà, contengono all’interno una leggera, sottile ma imperforabile lamina di piombo.
Questo nel caso di sforacchiamenti particolarmente violenti e improvvisi.
Tuttavia, la vera sorpresa è nello sfilamento abusivo.
Mettiamo che qualcuno desideri penetrarvi senza averne il permesso.
Non importa chi sia.
Un presidente del consiglio, un ministro dell’economia o del federalismo, chiunque sia l’aggressore, questa mutanda non fa differenza.
Il marrano ve la sfila a vostra insaputa?
Voi non mi muovete.
Tanto non mi muovete lo stesso, a quanto sembra.
Una volta tolto lo slip ecco che, in mezzo alle natiche nude, appare l’ano indifeso.
Tuttavia, rimanete tranquilli.
Quell’ano non è il vostro, bensì un retto artificiale dotato di antifurto.
Il pene invasore viene bloccato e parte una sirena prodotta dall’unione di 400 vuvuzelas.
Voglio proprio vedere poi come si giustificheranno.
Pensate che sia uno scherzo?


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Accordo Pomigliano Fiat vince il sì? Marchionne al mio voterebbe no

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Storie e Notizie N. 209

Ci sono tanti modi per dare una notizia.
Un’altra è dire che Pomigliano dice sì al piano Fiat, ma il senso è lo stesso.
Un’altra ancora, sforzandosi di guardare la classica metà piena del bicchiere, è dire che A Pomigliano non c’è il plebiscito.
Certo, si potrebbe anche dire che il risultato del referendum non è la più o meno plebiscitaria vittoria del sì, piuttosto la conseguenza dell’applicazione di una strategia antica che si chiama divide et impera.
Anzi, sarebbe più giusto divide et fotti.
Ma sarebbe un’affermazione troppo libera per un quotidiano che campa con i finanziamenti dei governi.
Sarà forse per lo stesso motivo che ho trovato difficoltà a trovare sui giornali il testo dell’accordo.
Ad ogni modo, ho pensato di proporre anch’io un accordo.
Perché il divide et impera non vale solo per gli operai…

La Storia:

Prendi venti manager.
Metti che siano i venti manager più pagati (stipendio annuo) in Italia:
1° Carlo Puri Negri (vicepresidente esecutivo di Pirelli Re): 14.000.000€
2° Claudio De Conto (Direttore generale di Pirelli): 7.337.000€
3° Marco Tronchetti Provera (Presidente di Pirelli): 5.664.000€
4° Luca Cordero di Montezemolo: 5.177.000€
5° Sergio Marchionne (Amministratore delegato di Fiat): 4.782.400€
6° Pier Francesco Guarguaglini (Presidente e Amministratore delegato di Finmeccanica): 4.712.000 €
7° Alessandro Profumo (Amministratore delegato di Unicredit): 4.324.000 €
8° Paolo Scaroni (Amministratore delegato di Eni): 4.272.000 €
9° Corrado Passera (Consigliere delegato di Intesa Sanpaolo): 3.811.000 €
10° Fedele Confalonieri (Presidente di Mediaset): 3.520.000 €
11° Cesare Geronzi (Presidente di Mediobanca): 3.306.000 €
12° Giuliano Adreani (Consigliere delegato di Mediaset): 3.080.000 €
13° Fulvio Conti (Amministratore delegato di Enel): 2.620.794 €
14° Alberto Nagel (Amministratore delegato di Mediobanca): 2.564.000 €
15° Umberto Quadrino (Amministratore delegato di Enel): 2.507.000 €
16° Antonio Vigni (Direttore generale di MPS): 1.955.000 €
17° Francesco Gori (Direttore Generale di Pirelli): 1.859.000 €
18° Giovanni Castellucci (Amministratore delegato di Atlantia): 1.826.000 €
19° Giuliano Zuccoli (Presidente di gestione di A2A): 1.718.000 €
20° Dieter Rampl (Presidente di Unicredit): 1.599.000 €

Quindi – ovviamente, avendone l’autorità – proponi loro il seguente accordo:

Cari manager,
volete conservare il vostro stipendio?
Allora votate sì.
In questo caso solo chi tra voi si chiama Sergio Marchionne verrà licenziato.
Altrimenti, verrete licenziati tutti.

Risultato: 19 sì e 1 no.
Ha vinto il sì, ma non c’è stato il plebiscito, però.
Chissà come mai…



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Padania non esiste, il Pd non sono compagni e io sto poco bene

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Storie e Notizie N. 208

La Padania non esiste”, ha dichiarato ieri Fini. “E’ una felice invenzione propagandistica.”
Oh cavolo…
Ci sono rimasto.
Ma come?
Davvero?
No…
La Padania non esiste!
E’ un’invenzione propagandista?!
Non ci posso credere.
C’è pure il giornale…
Hanno pure la radio per tifare contro l’Italia.
Ma dai, non è possibile.
Se fosse vero, allora inizio veramente a dubitare di tutto…
No, non ci sto.

La Storia:

Non ci credo.
La Padania esiste e come.
Allora, volete forse farmi credere che ai giovani del Pd non piace la parola compagni?
E come preferiscono farsi chiamare?
Camerati?!
No, non ci casco.
La Padania c’è, lo ha detto la tv un miliardo di volte.
No, non mi convincete, non sono così fesso.
Magari venite a dirmi che a Pomigliano c’è gente e addirittura sindacati che scendono in piazza per difendere i padroni…
Ma per chi m’avete preso?
Non mi faccio prendere in giro, io.
La Padania esiste, altrimenti non avrebbero eletto miss Padania, no?
Allora magari c’è una suora che è diventata dirigente di banca.
Una suora cristiana!
Cristiana, capito?!
I cristiani… avete presente?
Quelli della carità cristiana.
Su, siamo seri.
Allora adesso mi raccontate che ci sono due ministri per il federalismo?
Due ministri per un solo ministero?!
No, dico, ma stiamo impazzendo tutti, qui?
La finiamo con questa confusione?
La Padania c’è e si vede.
E’ lì, al nord.
Altrimenti, non è vero più nulla qui.
Vi rendete conto?
Allora uno si sveglia la mattina e dice che il centro sinistra non esiste, al massimo è il centro, poiché la sinistra è fuori dal parlamento.
Un altro salta fuori e dice che il centro destra è più che mai destra, poiché il centro non gli serve più.
E magari arriva un terzo che dice che siamo in un paese semi libero, governato da gente corrotta e mafiosa e che se non scendiamo in piazza incazzati e assediamo il parlamento le cose non cambieranno mai.
No, la Padania esiste e basta.
Deve esistere.
Altrimenti…



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Cardinale Sepe e Don Gallo due preti a confronto

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Storie e Notizie N. 207

Il Cardinale Crescenzio Sepe è indagato per corruzione.
E non poteva non giungere la stima e la solidarietà del Vaticano.
Quelli della piena fiducia senza se e senza ma a tutti gli amici inquisiti o condannati non si sono inventati nulla.
Tuttavia, non sono qui per puntare il dito sul prelato.
Qualcuno, riguardo al mio pezzo sul caso di cocaina nell’UDC, mi ha accusato di sciacallaggio e non voglio offrire alcuna sponda a qualche altro furbino per aggirare il problema.
Quale problema?
Lascio a voi la scelta.
Quello che farò è semplicemente mettere a confronto le vite di due uomini.
Due preti della stessa chiesa.
Nessuno di noi qui ha il diritto di giudicare, a parte la magistratura.
Ma farsi un’opinione basata sui fatti è fondamentale…

La Storia:

C’erano una volta due uomini.
Uno si chiamava Crescenzio e l’altro Andrea.
Quest’ultimo nacque a Genova nel luglio del 1928.
Il secondo viene al mondo anni dopo, nel giugno del ’43, a Carinaro, in provincia di Caserta.
Andrea fu subito attratto dalla vita spirituale di Don Bosco, entrando a far parte del noviziato salesiano all’età di vent’anni.
Anche Crescenzio sentì la vocazione religiosa e a ventiquattro anni venne ordinato presbitero.
Nel 1953 Andrea ne aveva venticinque e chiese di essere trasferito in qualche missione, per dare un senso più forte al suo cammino di fede.
Fu infatti in Brasile che concluse gli studi teologici ma fu costretto a tornare in patria a causa della dittatura. Divenne così anch’egli presbitero nel luglio del 1959.
Crescenzio fece subito carriera.
Dopo aver prestato servizio come docente, nel 1972, a ventinove anni, fu ammesso nel Servizio diplomatico della Santa Sede, destinato alla Rappresentanza Pontificia in Brasile.
Come dire, le strade – e le ragioni - per arrivare in Sud America sono infinite.
Nel 1960, a 32 anni, Andrea fu mandato come cappellano al riformatorio per minori La nave scuola Garaventa, intitolata all’educatore e filantropo genovese.
In quegli anni Andrea cercò di cambiare i metodi repressivi lì presenti per introdurre due valori per lui fondamentali: fiducia e libertà.
Nel 1992, a trentanove anni, la carriera di Crescenzio continuò a crescere.
In quell’anno diventò infatti Arcivescovo del Patriarcato di Grado.
Andrea, dopo tre anni di impegno nel riformatorio, venne trasferito, a suo dire senza spiegazioni.
Nel 1964, a trentasei anni, lascia i Salesiani e si lega alla diocesi genovese, motivando con tali parole la sua decisione: “La congregazione salesiana si era istituzionalizzata e mi impediva di vivere pienamente la vocazione sacerdotale”.
Nel novembre del 1997 Crescenzio ottenne un altro riconoscimento.
Venne nominato Segretario generale del Giubileo dell’anno 2000.
Era un ruolo importante, di grande responsabilità, visto il valore dell’evento.
Andrea, entrato nella diocesi di Genova, fu inviato dall’arcivescovo del capoluogo ligure a Capraia, dove prestò servizio come cappellano del carcere locale.
Due mesi dopo fu trasferito ancora, stavolta a Carmine, in qualità di vice parroco.
In breve tempo Andrea rese la sua parrocchia un punto di riferimento per tutti gli emarginati della zona, offrendo accoglienza ed ascolto ad ognuno di loro.
Nel 1970 fu però rimandato nuovamente a Capraia e molti affermano che ciò sia accaduto per alcune sue omelie, che gli hanno fatto piovere addosso l’accusa di essere comunista.
Forse, all’epoca, il peggior peccato di cui si potesse macchiare un prete cattolico.
Nel 2001 la carriera di Crescenzio diventò luminosa.
Venne prima fatto Cardinale e dopo pochi mesi Prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli da Papa Giovanni Paolo II.
Non solo, perché in quello stesso anno ottenne riconoscimenti a grappoli: Gran Cancelliere della Pontificia Università Urbaniana, Membro della Congregazione per il Clero e per la Dottrina della Fede, dei Pontifici Consigli per il Dialogo Inter-Religioso, delle Comunicazioni Sociali, per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e per i Testi Legislativi, della Pontificia Commissione per l'America Latina e del Consiglio Speciale per l'Asia della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.
Alla faccia del bicarbonato di sodio, direbbe Totò.
Tornando ad Andrea, nel 1970 rifiutò il trasferimento a Capraia.
Fu don Federico Rebora ad accoglierlo nella sua parrocchia a San Benedetto al Porto.
In questo momento iniziò una nuova fase nella sua vita.
Difatti, in quegli anni Andrea diede vita alla sua comunità di base, nota proprio come Comunità di San Benedetto al Porto.
Una comunità in cui mettere in pratica ancora una volta la vocazione che anni addietro lo aveva spinto a diventare prete: aiutare gli ultimi, essere per gli ultimi, vivere con gli ultimi.
Ciò nonostante, negli anni successivi Andrea fece più notizia per le sue manifeste idee riguardo alla legalizzazione delle droghe leggere, l’uso del preservativo, la sua partecipazione alla protesta contro l’insediamento della base americana a Vicenza e al Gay Pride di Genova, piuttosto che per il suo quotidiano impegno al fianco dei poveri e degli emarginati.
Il resto è storia recente.
Nel giugno 2010 Crescenzio è indagato per corruzione, all’interno di uno scandalo che sta regalando ulteriore vergogna al nostro paese, come se non ce ne fosse stata abbastanza.
Ciò nonostante, il Vaticano gli ha rinnovato stima e solidarietà.
E Andrea?
Andrea continua a fare il prete, ogni santo giorno.
Anche senza stima e solidarietà…



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G8 De Gennaro colpevole. Piena fiducia?!

English

Storie e Notizie N. 206

La fiducia è una cosa importante nella vita di tutti.
Non so voi, ma io non sono una persona che si fida facilmente del prossimo.
Una volta sì, ma poi, con il passare degli anni le delusioni mi hanno reso più diffidente.
E’ normale, credo.
E’ sbagliato se alla fine non ti fidi più di nessuno, è chiaro.
Di qualcuno ci si deve pur fidare.
Diciamo che da quando ho superato i quaranta sono molto più cauto nel concedere fiducia agli altri.
Figuriamoci, la piena fiducia.
O la piena solidarietà.
Anche la solidarietà è qualcosa di prezioso, non siete d’accordo?
Sia quando la dai che quando la ricevi, ovviamente.
Ma anche lì, non me la sento di dispensarla così a caso.
Faccio un esempio.
Mettiamo che qualcuno che io conosco venga accusato di un’azione deprecabile.
Per quanto possa volergli bene, la mia fiducia o la mia solidarietà ce l’ha se e solo se è innocente.
Se venisse dichiarato colpevole, be’ - solo nel caso gli fossi legato da un sentimento d’affetto - al massimo mi dispiacerebbe per lui.
Altrimenti, perché insisterei nel dargli fiducia, anzi, piena fiducia e solidarietà?

La Storia:

C’era una volta il paese della fiducia.
Il paese della fiducia era anche il paese della solidarietà.
Ma era più noto per la prima.
L’Olanda è famosa per i mulini a vento.
Ma anche per il fumo.
Tipico.
Il paese della fiducia, ma anche della solidarietà, iniziò a meritarsi tale nome sin dal 2001, quando in Senato l’opposizione chiese di votare la sfiducia in seguito a spiacevoli fatti al G8 dello stesso anno.
In aula ci sono gli amici dei violenti!” esclamò Gianfranco Fini, molto prima di ricordarsi di avere le palle.
E piena fiducia venne votata dalla maggioranza all’allora Ministro dell’Interno Claudio Scajola, persona talmente degna di meritarla da pagargli la casa a sua insaputa, pensate un po'.
Per questo, in quello stesso anno, si guadagnò anche la fiducia del presidente Ciampi.
Eppure le accuse alle forze dell’ordine per quei tragici giorni in quel di Genova erano gravissime, tuttavia, poteva non arrivare la solidarietà di Berlusconi?
E’ o non è l’uomo più fiducioso e solidale del paese della fiducia e della solidarietà?
Nel 2003 ecco che piombano sulle forze di polizia altre accuse.
"Tentativo di trasformare gli aggrediti in aggressori!" denuncia il nuovo Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu. E chi esprime piena solidarietà alla polizia? Clemente Mastella! Cercate di capirlo, è una questione di coerenza. Lui è una persona che ne ha bisogno di continuo.
Esattamente come il Ministro Gasparri, anche lui solidale con gli agenti.
Nel 2007 ecco che viene indagato Giovanni De Gennaro.
L'allora premier Prodi dichiara che lo farà sostituire, ma non gli nega la propria fiducia.
Come dire, noi del centro sinistra, quando c’è da fidarsi o essere solidali dimostriamo alto senso di responsabilità.
Nel 2009 altro G8 ed ennesima fiducia ai funzionari di polizia, stavolta da Bertolaso.
Uno che senza la fiducia di tutti i governi di questi anni, come avrebbe fatto a restare sempre al suo posto?
Arriviamo quindi al 2010: De Gennaro è condannato ad un anno e quattro mesi per i fatti del G8 2001.
E ancora piena fiducia dal Ministro dell’Interno Maroni.
Che volete farci.
Questo è il paese della fiducia e della solidarietà.
Che bello però, se fosse anche il paese della giustizia e dell’onestà



Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

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UDC Unione dei Democratici Cocainomani

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Storie e Notizie N. 205

Ancora un altro caso di cocaina nell’UDC.
Leggo oggi dell’arresto del deputato regionale Salvatore Cintola che secondo gli inquirenti incaricava la segretaria di acquistare coca, per poi pagare la roba con l’auto blu.
L’azione punitiva del segretario nazionale Lorenzo Cesa non si è fatta attendere: “Lo cacceremo dal partito!”.
Tuttavia, non siamo al primo caso nell’Unione dei Democratici Cristiani.
Solo due anni fa è stato arrestato Alfredo Pacifico, commissario pro tempore dell'UDC di Legnano - nonché segretario uscente - per un giro di coca.
E come non ricordare Cosimo Mele, ex deputato ancora dell’UDC, indagato per spaccio di stupefacenti, soprattutto cocaina.
Ora, come si dice, uno può essere un’eccezione.
Due, una coincidenza.
Ma tre…
Tre creano un problema.
Tuttavia, io non sono qui solo per fare il criticone e distruggere senza dare un contributo costruttivo.
Ho la soluzione e la offro gratuitamente.

La Storia:

Cari cristiani democratici uniti,
è giunta l’ora di cambiare.
Voi non siete dei drogati.
E neanche dei malati di nostalgia, come direbbe Renato Zero.
Un pochino sì, è vero.
Ma i tempi della Democrazia Cristiana sono finiti da un pezzo.
Ve ne sarete accorti, spero.
Voi siete solo dei depressi cronici.
E per questo cocainomani.
Non dovete vergognarvi.
Non vi sto giustificando, è chiaro, ma chi ha il diritto di giudicarvi?
La magistratura, quando glielo permettono.
Ma gli altri…
Gli altri, soprattutto i vostri colleghi di colore diverso, non possono proprio parlare.
Come dire, non guardare nella narice del prossimo, quando nella tua ci passa una trave.
Mi sembra fosse così.
Per questa ragione non sono qui per farvi la morale.
E’ sulla depressione che vi invito ad agire.
Anch’io sarei depresso, al posto vostro.
Pure io lo sarei se dovessi stare sempre lì a mediare su tutto, a fare compromessi con tutti, a sorridere a destra e a manca, e per cosa?
Neanche per stare al governo!
E’ qui che non capite l’insegnamento dei vostri avi.
Essere un partito di centro conviene se si sta alla maggioranza.
I vostri progenitori avevano ambizione e lungimiranza.
Mediavano, sì, ma con astuzia.
Voi avete pensato che sarebbe bastato conservare l’aggettivo cristiano nel nome del partito per ritenervi degni eredi di costoro.
E’ qui che sbagliate.
Ma secondo voi, i vecchi della DC, i vari Fanfani, Andreotti e compagnia bella, se fondassero un partito oggi, lo chiamerebbero Democrazia Cristiana?
Lo chiamerebbero Forza Italia, se qualcun altro non c’avesse pensato prima.
Ma non avete imparato nulla dal vostro ex alleato?
Che poi questo ex sparirà man mano che ci avvicineremo alle elezioni del 2013, questo lo sapete meglio di me.
Non avete imparato nulla da Berlusconi?
Il nome del partito è tutto.
E qual è la formula vincente che Silvio ha insegnato a questo paese?
Quando hai un problema, non serve stare lì a nasconderlo.
Ribalta, ribalta tutto.
Sono sempre gli altri il problema, non te.
E’ così che i nemici della democrazia divengono i magistrati, i giornalisti e tutti coloro che si oppongono a lui.
Per questo motivo, ecco la soluzione che vi renderà nuovamente partito di maggioranza e soprattutto gente felice, anzi, felicemente eccitata.
Da oggi vi farete chiamare Unione dei Democratici Cocainomani.
Non sto scherzando, parlo sul serio.
Presentatevi con questo nuovo nome e iniziate ad urlare tutti i giorni, su tv e giornali, che i veri drogati sono gli altri, che voi siete solo gente allegra che ama divertirsi.
Se non dovesse funzionare, vuol dire proprio che l’Italia è cambiata…



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