I non auguri di buon natale e felice anno nuovo

Oggi niente storie e notizie.
Per quest’anno mi fermo qui.
Sono stanco, è stato un 2010 molto faticoso e stressante, specialmente gli ultimi tre mesi, ma alzando la testa e guardandomi in giro, anche solo oltre il mio naso, mi rendo conto di essere ancora un uomo molto fortunato.
D’altra parte, scrivere un post al giorno, più la sua versione English, peraltro senza prenderci un centesimo – malgrado in un commento di qualche giorno fa qualcuno insinuasse che ero finito sull’home di Virgilio perché avevo pagato… - richiede tempo.
Inoltre, non sempre ne ho quanto vorrei per cercare di pubblicare articoli che contraccambino l’attenzione che comunque ho ricevuto e di questo me ne scuso.
Come si dice, si fa quel che si può.
Ad ogni modo, spero che le mie storie vi abbiano dato qualcosa, anche a prescindere dalle mie intenzioni.
Ho sempre pensato che le storie siano di tutti proprio perché chiunque può leggerci cose che nessun altro è in grado di vedere.
Nemmeno l’autore.
A questo punto, immagino che vi starete chiedendo il senso del titolo.
Mi spiego subito.
Non credo che ognuno di noi si meriti degli auguri, anzi.
Si dice che a natale siamo tutti più buoni.
Balle.
Anzi, tutti i farabutti che vivono alle spalle della povera gente in questo paese durante le feste lo sono ancora di più.
Si rimpinzano come maiali – con tutto il rispetto per questi ultimi – e si preparano a brindare ad un 2011 ancora più grasso.
Ebbene, a tutti loro vanno i miei non auguri.
Invio i miei non auguri in particolare a coloro i quali hanno riso delle disgrazie altrui, certi di poterne approfittare a loro vantaggio.
A quelli che, con i soldi dei cittadini nella busta paga, a tutto pensano fuorché fare il proprio lavoro.
Altrettanti non auguri a chi ogni giorno infanga impunemente il nome di questa nostra meravigliosa terra, ricca di storia e cultura.
La terra in cui mio padre è sepolto.
Un oceano di non auguri li spedisco a chi si arricchisce senza guadagnarsi onestamente neanche la metà di quel che si ritrova sul conto ogni mese.
Quanto mai sentiti non auguri a tutti quelli che hanno votato per qualsiasi ragione, razionale o folle che sia, l’attuale presidente del consiglio.
Anche solo una volta, per sbaglio, pentendosene un secondo dopo.
Soprattutto a quelli che un domani diranno: “Berlusconi? No, io votavo PdL ma ero per Fini…”
Sinceri non auguri a tutti i politici che hanno avuto il coraggio di mandare i nostri ragazzi a morire in guerra – sottolineo, guerra - ma non a sufficienza da alzare il culo e andarci loro per primi.
In sintesi, i miei migliori non auguri a coloro che, con la loro esistenza, rendono il mio paese peggiore di quel che potrebbe essere.
A tutti gli altri, auguro di realizzare i loro sogni più impossibili.
Nell’attesa che ciò accada, spero che trovino la forza di crederli possibili.

Ale




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Eclissi luna e solstizio: nel buio Berlusconi scompare

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Storie e Notizie N. 303

Oggi, 21 dicembre 2010, è un giorno che verrà sicuramente ricordato per alcuni motivi.
Per esempio, in molti sapranno che all’1:33 negli Stati Uniti (alle 5:33 secondo il cosiddetto UT-Universal Time) è iniziata l’ultima eclissi lunare di quest’anno, che è terminata alle 5.01, sempre per gli americani.
Ma oggi cade anche il solstizio di inverno, data in cui l'asse di rotazione della Terra raggiunge il massimo valore di declinazione negativa (aggiornamento doveroso grazie al prezioso commento di Roberto Laguzzi).
La coincidenza dei due eventi rende quello odierno il giorno più buio da 400 anni a questa parte.
Difatti, lo stesso fenomeno risale al 21 dicembre del 1638.
Nel buio, tra le altre cose, si dorme.
Quando si dorme, spesso si sogna.
E quando si sogna, talvolta si ha la fortuna di fare un bel sogno.
Io ho sognato che con la luna scomparisse anche Berlusconi.
Ed ecco…

La Storia:

Nel cuore della notte di questo 21 dicembre mi sono svegliato di soprassalto.
La luce della luna era sparita.
La luce della luna era sparita e con lei la luna stessa.
Non ho avuto alcuna paura.
Non ho mai avuto veramente paura del buio.
Mentre ho imparato a diffidare di quel che i miei occhi vedono, nel tempo è cresciuta in me una rassicurante consapevolezza: c’è n’è molti di più di pericoli illuminati che di oscuri nemici.
E poi il buio ti dona qualcosa di enormemente prezioso.
Tutto quel che immagini nascosto all’interno è frutto solo della tua fantasia.
Non può far male davvero.
Così mi sono riaddormentato e ho fatto un sogno.
Il sogno più bello degli ultimi quindici anni.
Insieme alla luna è scomparso anche lui, Silvio Berlusconi.
Non nel senso di disperso.
Ve lo immaginate Chi l’ha visto dedicato al premier, con ospiti la Gelmini e Bondi in lacrime e Vespa collegato in diretta a invocarne la santità dallo studio di Porta a Porta?
Sarebbe un incubo, altro che sogno.
No, la mia è una meravigliosa visione, poiché nell’Italia in cui mi sono risvegliato l’attuale presidente del consiglio non è mai nato.
Non è sceso in campo nel ’93.
Non c’è stata Forza Italia prima e nemmeno il Popolo della libertà poi.
La Mondadori non è sua, perché non esistendo non ha potuto comprarla.
Ci pensate a cosa significhi tutto ciò?
Uno di sinistra pubblica con Mondadori e nessuno può tacciarlo di incoerenza, come accade oggi.
L’incoerenza della sinistra è o non è uno dei suoi più grandi punti deboli?
Certo, nessuno è obbligato a pubblicare con Mondadori, ma questa è un'altra storia.
Nel mio sogno non ci sono stati editti bulgari e sulla Rai vediamo Luttazzi e la Guzzanti.
Nel mio sogno Enzo Biagi è ancora vivo, perché sono convinto che se non fosse stato trattato in quel modo, probabilmente sarebbe ancora con noi, a raccontarci i fatti del giorno.
Perfino Monicelli, vivendo in un'Italia totalmente diversa, forse, chissà, avrebbe preferito rimanere ancora un po’.
Nel mio sogno, senza Silvio, non c’è neppure Mediaset.
Quindi non esiste robaccia diseducativa come Studio Aperto e Amici di Maria de Filippi o come cappero si chiama, per dirne due a caso.
Nel mio sogno Emilio Fede ha dovuto cercarsi un vero lavoro.
E con lui, anche Alfano, Schifani, Previti e Dell’Utri.
Oppure, restare a fare quello che facevano prima, con tutti i rischi del caso.
Nel mio sogno Fini deve trovare il modo di affermare le cose che dice oggi con al fianco statisti come La Russa e Gasparri.
Nel mio fantastico sogno non abbiamo mai avuto ministri della Lega Nord, perché non hanno trovato nessuno talmente senza scrupoli da affidare una tale responsabilità ad una simile accozzaglia di individui.
Nel mio sogno la sinistra non ha più Berlusconi intorno al quale dividersi od unirsi a seconda delle stagioni, ma una sola ed unica strada: essere di sinistra.
Oppure no.
Senza ma anche.
Nel mio sogno l’Italia non è il paradiso.
E’ un paese come tanti, con i suoi problemi e le sue contraddizioni, con la disoccupazione, il traffico, il maltempo, ecc.
Ma è un paese dove non esiste un uomo così potente da riuscire a far vergognare milioni di abitanti di esserci nati…



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Maurizio Gasparri, uno dei potenziali assassini sono io

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Storie e Notizie N. 302

Tenete a casa i vostri figli, nelle manifestazioni ci sono potenziali assassini” è quella di oggi.
Quella di ieri, sempre in relazione ai recenti e soprattutto i prossimi cortei di protesta, recitava: “Servono arresti preventivi”.
Indovinate chi è l’autore di queste perle di saggezza?
A: Il sergente Garcia (quello di Zorro)
B: L’Ispettore Clouseau (un saluto al grande Blake Edwards)
C: L’ex Ministro delle Comunicazioni, attuale capo gruppo al senato del Popolo della Libertà, Maurizio Gasparri
Vi dico solo che è il meno intelligente dei tre, lascio a voi la risposta.
Per quanto mi riguarda, ho imparato negli anni che in situazioni di particolare tensione le persone, diciamo, meno dotate di intelletto e in special modo carenti dal punto di vista della gestione degli istinti, sono le prime a distinguersi.
E non è un bel distinguersi, ovviamente.
Non sto parlando delle violenze indubbiamente riprovevoli in occasione di queste ultime manifestazioni.
Mi riferisco a personaggi che con la bava alla bocca perdono il controllo e iniziano ad insultare dei ragazzi, per citarne un altro.
Il punto è che questa gente è talmente ottusa da ignorare perfino il vero che si nasconde nelle sparate che fa.
Si da il caso, infatti, che non è poi così campata in aria quella dei potenziali assassini.
La realtà è che di questi ultimi ce ne sono molti di più di quanti i nostri politici possano immaginare e non solo all’interno di una manifestazione.
Un potenziale assassino non è un assassino ed è quindi, fino a prova contraria, innocente.
Di sicuro non è qualcuno da trascurare e men che mai da provocare…

La Storia:

Mi chiamo Antonio e confesso: sono un potenziale assassino.
E’ una cosa di me che ho scoperto solo in età adulta.
Avevo trentasette anni quando per la prima volta mi guardai allo specchio e vidi negli occhi quella possibilità.
Ho avuto paura.
Paura che quell’eventualità si trasformasse in realtà.
Paura al solo pensiero che la sua presenza fosse avvertita anche da coloro che amo di più.
Paura di far loro paura.
E paura di me stesso.
C’è chi dice che la paura è un’emozione preziosa, che è sano aver paura e che ti impedisce di fare gesti inconsulti ed azioni incoscienti.
Può essere, ma nel frattempo?
Cosa accade dentro di te, nel tempo che trascorre tra l’ascolto della paura e la scelta di controllarsi?
Ve lo dico io.
Cresce la rabbia.
La rabbia verso chi mi ha reso così.
Come i miei datori di lavoro, i quali hanno fatto di tutto per sfruttare la scusa della crisi per diminuire i miei diritti, il riconoscimento per la mia fatica e la gratificazione per i sacrifici da me compiuti per il loro unico tornaconto.
Come tutti i colleghi che hanno piegato il capo e tirato giù calzoni e dignità, danneggiando quelli come me invece che guadagnarci effettivamente qualcosa.
Come i politici, tutti i politici che dimostrano in parole e azioni di non avere la più pallida idea di quali siano le ingiustizie che gente come il sottoscritto subisce da anni.
Gente che tra un contratto precario e l’altro preferisce impazzire tra agenzie interinali e concorsi piuttosto che arrendersi e violare una volta per tutte la legge.
Persone che ogni anno che passa trovano sempre più difficoltà ad imbucare la lettera dei propri figli a Babbo Natale.
Ho paura.
Ho paura che arrivi il giorno in cui non troveranno nulla sotto l’albero.
Ho paura perché non so quel giorno cosa potenzialmente sarei in grado di fare…



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Anno Zero La Russa, il fascista e il vigliacco

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Storie e Notizie N. 301

Ieri sera la puntata di Anno Zero ci ha mostrato per l’ennesima volta che razza di individui governano il nostro paese.
Mentre vedevo un uomo di mezza età con la bava alla bocca sbraitare furente contro un ragazzo che avrebbe potuto essere suo figlio – non glielo auguro affatto – e mi sono ricordato per una frazione di secondo che quello era il Ministro della Difesa, ho sentito immediatamente il desiderio di trovarmi non solo in un’altra parte del mondo, ma addirittura in un altro tempo.
E così mi sono immaginato tra vent’anni, con i miei figli che guardano con me questo video di uno dei peggiori periodi della nostra storia, per poi chiedermi: “Papà, ma come avete fatto a mandare un uomo del genere al governo?”
La cosa che più mi rode è che potrò ripetergli all’infinito che ho sempre votato contro.
Per lui quello era il mio governo.
Così come pensa oggi il resto del mondo.
Ecco, adesso i vari saggi da salotto si chiedano come mai così tanta gente è incazzata…

La Storia:

C’era una volta un fascista e un vigliacco.
Il fascista era veramente fascista.
E quando dico fascista, non fate i furbini.
Fascista come Montanelli…
See…
Un fascista è un fascista.
Eh, se i comunisti sono tutti comunisti, vale il viceversa, no?
Un po’ di coerenza, cribbio.
In cosa si dimostrava fascista?
Prima di tutto aveva la faccia di ammetterlo pubblicamente egli stesso.
Certo, se fosse vissuto in un paese, che so, in cui vigeva il reato di apologia del fascismo, sarebbe stato perseguibile.
Peccato.
Ciò nonostante, le sue dichiarazioni erano ininfluenti, poiché il nostro era fascista anche solo da fermo.
Nello sguardo rabbioso, per dirne una.
Nel senso di canino, intendo.
No, perché la rabbia è spesso un sentimento nobile, allorché nasca dalla sincera indignazione verso una palese ingiustizia.
Adesso che ci penso, anche un cane può esser capace di tali emozioni.
Diciamo rabbioso per motivi tutt’altro che nobili.
Anzi, senza ragione.
Una rabbia ottusa.
Poi aggiungiamoci una totale incapacità nel comprendere idee e discorsi a lui estranei.
Non si trattava proprio di un mero dissentire.
Dissentire vuol dire capire ma non condividere.
No, il tipo aveva un solo concetto in testa e non aveva alcuno strumento anche solo per accoglierne altri, figuriamoci intenderli.
Da cui altra rabbia, frustrata e inconsulta rabbia.
E come si relaziona con il prossimo una tal persona?
Non ha altro modo che usare tutto il potere nelle sue mani per imporre agli altri le sue ragioni, se così possiamo chiamarle.
Se poi qualcuno, reazione quanto mai umana, prova a rispondere ecco che la rabbia straripa nella violenza.
Sul vigliacco ho poco da dire.
Il vigliacco era semplicemente vigliacco.
Su questo non v’era possibilità di manipolazione.
Cioè, non poteva dire vigliacco come… e tirare fuori qualche nome celebre.
Fino a prova contraria, la viltà non ha mai portato una gran fama.
Perché era vigliacco?
Perché era privo di coraggio, senza se e senza ma.
Il coraggio di esprimere le proprie idee ovunque e non solo nascosto da una carica istituzionale.
Il coraggio di apostrofare l’avversario vis a vis, sulla pubblica piazza, da solo e senza l’appoggio di una scorta.
Il coraggio, infine, di guardarsi allo specchio ed ammettere la propria miseria, fisica e intellettuale.
Quando ciò accadrà, i due si accorgeranno di essere la stessa persona.



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Berlusconi Silvio archiviazione e Paolo a giudizio: canzone per Sanremo

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Storie e Notizie N. 300

Silvio Berlusconi archiviato e il fratello Paolo a processo.
Qual è la novità?
Non so voi, ma vedendo quello che sta accadendo nel nostro paese, soprattutto al livello di chi decide per noi, ho ancora una volta – quindi non da oggi – la netta impressione che questa gente a tutto sta pensando tranne che ai cittadini che da loro dipendono.
I cittadini che pagano i loro stipendi e soprattutto i loro privilegi.
Alla fine dei giochi, chi è ancora il centro di tutto l’universo politico?
Quand’è che il motivo del contendere parlamentare non sarà in alcun modo legato agli interessi di Silvio Berlusconi?
Spesso sento gente dire: il problema non è Berlusconi, bensì il Berlusconismo, che ha ormai contagiato tutto il paese, destra e sinistra.
Eh no!
Col cazzo, scusate.
Non ci sto.
Io sono certo e ci scommetto la mia vita che ci sono milioni di persone per bene, in questo paese, che non hanno nulla a che spartire con questo schifo.
Martin Luther King ha detto che non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste.
Ecco, questo è il vero problema.
Le persone oneste devono iniziare a gridare.
Nel frattempo, per alleggerire la tensione, ho deciso di proporre una canzone alla giuria del prossimo Festival di Sanremo.
Non ho la melodia, ma il testo sarebbe questo…

La Storia:

Vorrei un fratello come Paolo Berlusconi

Rit. Vorrei un fratello come Paolo Berlusconi
A me le archiviazioni e a lui rompono i… (2 volte)

Strofa1:
Se avessi un fratello come quello
Farei sempre il birboncello
La pernacchia all’antipatico vicino
E il ceffone se lo becca il fratellino
La tastata alla bella signorina con la faccia d’angioletto
E un’altra sberla se la piglia Paoletto
Parcheggerei l’auto in contravvenzione
Tanto la multa la paga sempre il fratellone

Rit. Vorrei un fratello come Paolo Berlusconi
A me le archiviazioni e a lui rompono i… (2 volte)

Strofa2:
Se avessi un fratello come questo
Non avrei più ragion di essere onesto
Non pagherei più il conto al ristorante
Tanto è a lui che chiedono il contante
Non rispetterei più le leggi dello Stato
Tanto è lui che poi viene arrestato
Farei insomma quel che mi pare
Tanto è sempre lui che dovrà per me pagare

Rit. Vorrei un fratello come Paolo Berlusconi
A me le archiviazioni e a lui rompono i… (2 volte)

Strofa3:
Se avessi un fratello come Paolo Berlusconi
Anche io avrei tante archiviazioni
Conserverei le proprietà illibate
E a lui venderei quelle indagate
Gli garantirei il lusso, alloggio e vitto
Ma nella cattiva sorte dovrà stare buono e zitto
Perché questo sarebbe il suo destino
Affinché il mio sia fortunato, il suo dev’esser meschino

Rit. Vorrei un fratello come Paolo Berlusconi
A me le archiviazioni e a lui rompono i… (2 volte)




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Video scontri Roma, rissa alla Camera e insulti in tv: dicesi guerra civile

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Storie e Notizie N. 299

Noi ci facciamo immagini dei fatti, afferma il filosofo Ludwig Wittgenstein.
Credo sia più che mai vero osservando il racconto visivo di quel che è accaduto ieri e che forse sta avvenendo nel nostro paese da tempo immemore.
Ciò di cui sto parlando è sotto i nostri occhi ogni giorno, in molteplici attimi ai quali molti di noi sono ormai assuefatti.
Sono cosa normale e la normalità è visibile nelle notizie per tutto tranne che per ciò che effettivamente rappresenta.
E così diviene il rumore di fondo, la scenografia sullo sfondo, il disegno nello sfondo del desktop del nostro personale monitor.
Il problema è che quando si colora di brutale violenza e incontenibile odio prima o poi arriva il momento che si infrangono i confini e quello sfondo diviene il nostro solo ed unico mondo.
A quel punto è ormai troppo tardi per scansarci e tirare un sospiro di sollievo perché anche stavolta non siamo le vittime.
Non possiamo più cambiare canale.
Non esiste più alcun Facebook in cui rifugiarci.
Da Wikipedia, dicesi Guerra civile: un conflitto armato di vaste proporzioni, nel quale le parti belligeranti sono principalmente costituite da persone appartenenti alla popolazione di un unico Paese

La Storia:

In guerra, la verità è la prima vittima (Eschilo):



La guerra è una sciagura così immane, il suo esito così incerto e le conseguenze, per un paese, così catastrofiche, che i sovrani non avranno mai riflettuto abbastanza prima di intraprenderla (Federico il Grande):



Una delle più orribili caratteristiche della guerra è che la propaganda bellica, tutte le vociferazioni, le menzogne, l'odio provengono inevitabilmente da coloro che non combattono (George Orwell):
 


 La guerra non è che commercio (Evelyn Waugh):



 La guerra è l'impiego illimitato della forza bruta (Carl von Clausewitz):



Ed infine...

Come al tempo delle lance e delle spade, così anche oggi, nell'era dei missili, a uccidere, prima delle armi, è il cuore dell'uomo (Giovanni Paolo II):



Ecco il video:




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Camera no a sfiducia: Berlusconi ha pagato? Le prove

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Storie e Notizie N. 298

Alla fine tutto è compiuto.
Berlusconi e i suoi sono sopravvissuti grazie a tre determinanti voti.
Nel dettaglio, contro i 311 favorevoli alla mozione di sfiducia, 314 deputati sono rimasti fedeli al premier.
La fedeltà è un valore prezioso in un partito costruito intorno ad un leader assoluto.
Finché ti dimostri fedele sei dentro, altrimenti sei un traditore o peggio.
Dal canto mio, sono dell’idea che questo famoso 14 dicembre non abbia rivelato alcunché di nuovo.
L’unico vero responso che attendevo era quello della Corte Costituzionale in relazione al Legittimo impedimento.
Altro che sfiducia, lì Silvietto si gioca ben altro.
Dal momento che è stato spostato all’11 gennaio, le mie aspettative verso l’esito di queste votazioni è sceso in maniera esponenziale.
Credo siano molto più significative e degne di nota le dimostrazioni non di sfiducia, ma di totale rifiuto e condanna delle migliaia di cittadini che stanno manifestando oggi in tutta Italia...


Tuttavia, mi soffermo sempre con estremo interesse sulle reazioni dei media e dei protagonisti al susseguirsi degli eventi.
Soprattutto mi colpisce questa accusa di compravendita dei voti da parte di Berlusconi.
Massimo D’Alema – mi ero dimenticato che esistesse ancora… - afferma che il governo avrebbe vinto per 3-4 voti comprati.
Non sono affatto d’accordo.
3-4 voti?
Solo?
E gli altri 300?
Hanno dato la fiducia a Berlusconi perché gli vogliono bene?
Perché lo stimano?
Perché si fidano di lui?
Inoltre, che prove ha D’Alema?
Io invece affermo senza tema di smentita che Berlusconi ha pagato e ve lo dimostro…

La Storia:

C’era una volta un uomo ricco.
Non vi spiego dove prese i soldi.
Vi dico solo una cosa che mi diceva spesso mia nonna.
Un uomo diventa ricco in due modi: o è una persona con eccezionali capacità e talenti, oppure…
Oppure.
L’uomo ricco che divenne ricco grazie a questo oppure, non avendo eccezionali capacità e talenti, era abituato, anzi, era costretto a pagare per ottenere ciò che desiderava.
Sempre.
Voleva possedere una televisione?
Pagò.
Voleva averne due?
Pagò ancora.
Ne voleva tre?
Pagò ancora di più.
Voleva che rimanessero tre?
Pagò tanto di più.
Ma c’era anche quello che non voleva.
Non voleva essere criticato?
Pagò e molti furono promossi e altrettanti epurati.
Non voleva andare in prigione?
Pagò e si fece un partito.
Eh, perché ditemi voi come cazzo fa uno a farsi un partito che l’anno stesso della nascita vince le elezioni senza cacciare un soldo.
Non voleva essere processato?
Pagò ancora affinché il partito – e non solo il suo – lo tenesse lontano dai tribunali.
Poi arrivò il giorno della conta.
I suoi avversari volevano sapere quanti fossero ancora con lui.
“Sempre uno più dei vostri”, rispose quest’ultimo sorridendo.
Così avvenne.
E non per uno, ma tre.
Pagò?
Ad essere preciso non fu obbligato ad aprire il portafogli.
Gli fu sufficiente non chiuderlo.
Altrimenti, cosa avrebbe fatto nella vita?
Il cantante sulle navi da crociera, per dirne una a caso.
Eppure c’erano altrettanti tesori che l’uomo ricco non avrebbe mai potuto comprare.
La fiducia disinteressata, l’ammirazione sincera e la lealtà incondizionata.
Per liberarci di lui basta trovare chi li meriti…



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Discorso Berlusconi Senato: ecco il vero patto con i moderati...

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Storie e Notizie N. 297

Tra oggi e domani si gioca molto del presente e soprattutto del futuro Berlusconiano.
Il che vuol dire di tutto il nostro paese, visto lo stato di dipendenza dal potere del presidente del consiglio in cui ci troviamo oggi, in questa cosiddetta democrazia.
Il premier ha parlato per circa mezz’ora e come al solito ha detto molte cose.
Un giorno lessi da qualche parte che allorché l’uomo di potere si ritrovi a parlare in pubblico, c’è sempre qualcuno in particolare a cui sta inviando le proprie parole.
Per quanto si tratti di un monologo istituzionale, ecumenico, esiste sempre un destinatario preferenziale.
A mio modesto parere, il senso del discorso di Berlusconi si riduce all’invito per un patto di legislatura proprio a quest’ultimo…

La Storia:

"Onorevoli senatori, come avete potuto ascoltare, come potete vedere, la nostra posizione è chiara, e a questo punto chi ha più responsabilità la deve dimostrare. Per parte mia, considero mia responsabilità non trascurare ogni possibilità di dialogo con l'opposizione. È mia responsabilità ricomporre e rinnovare l'alleanza di tutte le forze moderate che sono state all'origine del nostro impegno politico e che oggi ritroviamo, oltre che nel Popolo della Libertà, nella Lega, nel Fli e nell'Udc, l'unità dei moderati italiani. Questo patrimonio storico e politico è il frutto più prezioso di questa fase e - consentitemi di sottolinearlo - del mio personale e ultradecennale impegno politico. L'unità dei moderati italiani è un patrimonio inestimabile e nessuno può essere così irresponsabile da distruggerlo volontariamente o involontariamente. Non dobbiamo mai dimenticare che il popolo dei moderati è davvero un popolo unito che condivide gli stessi valori e la stessa visione del futuro, che condivide la stessa visione della libertà, della persona umana, della patria, della famiglia, del lavoro e dell'impresa. Quando parliamo del futuro dei moderati, dobbiamo sempre ricordarci che prima viene il popolo dei moderati, prima vengono le nostre donne e i nostri uomini e solo dopo vengono i partiti e i loro leader: in una democrazia è il popolo che sceglie i leader e non sono i leader che scelgono il popolo! Sono convinto che le difficoltà e le divisioni interne, che sono insorte non siano affatto insormontabili. Devono tornare a prevalere il buon senso ed il senso della misura. Questo è quanto il popolo dei moderati ci chiede. Non ci chiede di dividerci: ci chiede di unirci per il bene dell'Italia. A tutti i moderati di questo Parlamento propongo quindi un patto di legislatura per garantire coerenza e continuità con il programma elettorale e con le scelte condivise, rinnovando quello che c'è da rinnovare nel programma e nella compagine di Governo. Decidiamo insieme quale sia la strada e quale sia lo strumento più indicato. Onorevoli senatori, oggi non è in gioco la persona del Presidente del Consiglio; oggi è in gioco la scelta tra il proseguimento di un progetto di cambiamento e la restaurazione ovvero il ritorno all'indietro, il ritorno a quei vizi tradizionali della politica che sono all'origine dei problemi di cui ora soffre l'Italia. Il nostro Paese ha bisogno di stabilità e di governabilità, condizioni indispensabili per realizzare quelle riforme di cui vi è urgente necessità. Garantire oggi la stabilità è la prima condizione per mettere al sicuro gli interessi del Paese e cercare di comporre l'area moderata. Se il Governo otterrà la fiducia da domani lavoreremo per questa finalità, per ricomporre l'area moderata, per allargare quanto possibile l'attuale maggioranza a tutti coloro che condividono i valori e i programmi dei moderati, a partire da chi si richiama alla forza politica più forte in Europa, alla grande famiglia della democrazia e della libertà che è il Partito del Popolo Europeo. Lavoreremo anche per rafforzare la squadra di Governo e sono fermamente convinto che alla fine la ragionevolezza e la responsabilità vincono sempre sull'irragionevolezza e sull'irresponsabilità. Sono convinto che il bene comune prevale sempre sugli egoismi interessati e che per questo - penso - andremo avanti e continueremo a lavorare nell'interesse di tutti. Se questo non dovesse avvenire sono certo che, quando verrà il momento, il popolo italiano, dal quale questo Governo e questa maggioranza hanno avuto un chiarissimo mandato ed una piena legittimazione a guidare il Paese, saprà valutare con buon senso e giustizia i meriti e le responsabilità".

Da cui le fondamentali domande:
Chi sono veramente i moderati a cui fa riferimento?
Qual è il popolo dei moderati che afferma di condividere valori come la famiglia?
Chi sono questi moderati che chiedono a Berlusconi e ai suoi di rimanere uniti?
A me viene in mente una sola parola e anche questa inizia con m e finisce con i.
Guarda caso, nella prima Repubblica chiedevano alla Democrazia Cristiana le stesse identiche cose…


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