Felice estate

Non sono un pessimista.
E neppure un ottimista.
Per quanto posso, mi sforzo di usare tutta l’immaginazione che ho per comprendere meglio la realtà che mi circonda.
Lo so, può sembrare un paradosso, ma è l’unico modo che ho trovato per partecipare a questo mondo.
Ovvero, il solo che riesce a farmi sentire parte di esso in maniera attiva, senza subire gli eventi.
Perché?
Semplice: se sono capace di trovare almeno una storia che sia migliore – a mio modesto parere, ovviamente… - di quelle orribili che i miei occhi vedono quotidianamente, allora vale la pena esserci.
Laddove poi ho anche la fortuna e l’onore di vederla letta e ascoltata, allora, forse c’è qualche possibilità che un giorno non sia più solo una storia…

Augurandovi una felice estate e ringraziandovi di cuore di esser passate/i di qui, anche solo per errore, vi lascio con i post più letti da un anno a questa parte:

Settembre 2010:

Ottobre 2010:

Novembre 2010:

Dicembre 2010:

Gennaio 2011:

Febbraio 2011:

Marzo 2011:

Aprile 2011:

Maggio 2011:

Giugno 2011:

Luglio 2011:

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.



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Africa: fame e siccità e Beyoncé compra le scarpe…

Storie e Notizie N. 412

La Storia:

Un’ora e mezza.
Ovvero, novanta minuti.
90 minuti e 9.000 sterline.
Questo era il valore di Beyoncé ieri, in Oxford Street, a Londra.
Non è facile spendere 9.000 sterline in 90 minuti.
Cioè, non lo sarebbe per me…
Ma io non sono Beyoncé.
Non sono una rockstar, ricca e famosa.
Ieri, lei aveva ben chiaro come spendere ciascuna di quelle 9.000 sterline: scarpe.
9.000 sterline in scarpe.
Quante scarpe potrei comprare con 9.000 sterline?
In euro sono circa 10.200.
Non riesco neppure ad immaginare quante…
Di quelle che comprerei io, nei negozi in cui andrei, 90 minuti non sarebbero sufficienti.
Ma Beyoncé, in quei negozi, non entrerà neanche per errore.
Ieri sapeva perfettamente dove fosse.
Nel posto dove in 90 minuti puoi gettare al vento 9.000 sterline e portare a casa le tue scarpe nuove.
Quante paia?
Non è importante.
Come non è importante il prezzo, quanto c’era nel borsello prima di uscire di casa e quanto dopo novanta minuti.
Beyoncé aveva ieri il diritto di decidere come spendere le sue 9.000 sterline.
Ma quei 90 minuti…
Ognuno di essi è trascorso per altre sei miliardi di persone.
Il tempo, per buona o cattiva sorte, è di tutti.
E allora capita che in quei 90 minuti, 5400 secondi, quasi mille bambini sono morti di fame.
E così è stato in tutti i novanta successivi, fino ad ora, in questo preciso attimo in cui sto scrivendo questa storia come in quello in cui voi la leggete.
Andrà avanti così, finché Beyonce e tutti quanti noi non decidiamo di cambiare il nostro tempo e quello degli altri…

Da Agire:
Anche se l’Africa orientale è frequentemente colpita da alti livelli di insicurezza alimentare, la situazione attuale è estremamente problematica. I tassi di malnutrizione registrati sono preoccupanti, con punte del 45% tra i profughi somali giunti in Etiopia. Aggrava ulteriormente la situazione l’aumento dei prezzi delle derrate alimentari, con una stima di circa il 240 per cento di crescita. Inoltre i movimenti di persone in fuga dai paesi maggiormente colpiti indicano un complessivo peggioramento della situazione umanitaria nella regione.

Nove ONG di AGIRE sono presenti nell’area, stanno monitorando costantemente la situazione e sono attive con programmi di medio e lungo periodo (ogni link conduce alla sezione aiuti di ciascuna organizzazione):
ActionAid: Etiopia | Kenya | Sudan
AMREF: Etiopia | Kenya | Sudan
CESVI: Etiopia | Kenya | Sudan
CISP: Etiopia | Kenya | Sudan
COOPI: Etiopia | Kenya | Sudan
COSV: Somalia | Sudan
Intersos: Somalia | Kenya | Sudan
Vis: Etiopia | Sudan

In attesa che anche i mezzi d’informazione italiani incomincino a dar voce a questa grave crisi umanitaria così come sta già avvenendo in altri paese europei, comunicheremo gli aggiornamenti che ci arrivano dal campo.

La Notizia: Dal Daily Mail, ieri Beyoncé ha speso 9.000 sterline in soli 90 minuti facendo shopping in due negozi di scarpe in Oxford Street.

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.



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Renzo Bossi video: ho sbagliato tutto?

Storie e Notizie N. 411

D’estate, si sa, girano le notizie più strane.
Come quella di un cittadino austriaco, Niko Alm, che riesce dopo anni a farsi accettare sulla patente la foto con lo scolapasta in testa, rivendicando il diritto di esprimere con quest’ultima la sua appartenenza alla religione detta pastafarianesimo.
Ma il top dei top è il video di Renzo Bossi - battezzato trota dal padre Umberto - che spiega le innovazioni di internet, i social network e il web 2.0...

La Storia:

Questi nuovi media in fondo sono un fenomeno che entrano inesorabilmente nella nostra vita.
E di fatto, la generazione di cui faccio parte, li ha proprio presi.
Io stesso uso questi nuovi media.
I social network come Facebook e Twitter quotidianamente, sempre improntandoli a quello che è l’ambito lavorativo.
Quindi sono convinto del fatto che i social network cambieranno anche l’evoluzione della televisione.
Di fatto, in futuro le televisioni e i media dovranno ritornare ad essere interpreti di valori locali, riavvicinandosi alle culture dei territori.
Cosa che si è andata persa quando il mondo è andato nell’ottica della globalizzazione.
Quindi, avvicinandosi al globale, perdendo il locale…

Renzo Bossi


Che dire, per comprendere al meglio il mondo dei computer ho conseguito una laurea in informatica.
Ho forse sbagliato tutto?

La Notizia: Da Liquida, Renzo Bossi spiega i nuovi media in un video: social network e localismo.

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.



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Bambini schiavi più felici: Michele Bachmann candidata presidenza USA

Storie e Notizie N. 410

La schiavitù ha avuto un impatto disastroso sulle famiglie afro-americane, ma purtroppo un bambino nato schiavo nel 1860 aveva più probabilità di essere allevato da un padre ed una madre in una famiglia con due genitori che uno nato dopo l'elezione del primo presidente afro-americano degli Stati Uniti”.
Prima di essere tempestivamente cancellata, tale vergognosa frase era contenuta in un documento redatto dal delirante – me ne prendo tutta la responsabilità – gruppo ‘cristiano’ conservatore The Family Leader, dal titolo The Marriage Vow (Il voto o meglio vincolo del matrimonio)
Tuttavia, la notizia che ha fatto scalpore non è questa.
Di folli ce ne sono tanti al mondo, soprattutto dove fermenta il fanatismo religioso.
Si da il caso che la probabile prossima candidata repubblicana alle elezioni presidenziali americane del 2012 e sfidante di Obama, Michele Bachmann, abbia sottoscritto tale vaneggiante testo.
Nella versione originale, prima dell’auto censura, intendo.
Il Guardian ironizza: Lezione di vita per Michele Bachmann: leggere le scritte in piccolo in caso appaia la parola schiavitù.
Ora, io voglio pensare che la tipa – come accade a tutti i politici super impegnati – sia rea unicamente di un peccato di distrazione.
Altrimenti…

La Storia:

Se fossi nato schiavo


Se fossi nato schiavo per crescere con due genitori schiavi


Con un solo genitore schiavo


O privo di entrambi…


Ma destinato a restare per sempre uno schiavo


Non sono sicuro che sarei stato contento di esser nato… 



La Notizia: Dal Corriere della sera, «Bambini schiavi? Crescevano meglio di oggi». La Bachmann scandalizza gli Usa.

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Borsa Italiana in crisi: Merkel richiama o loda Berlusconi?

Storie e Notizie N. 409

Ecco perché non mi fido dei giornali.
Ragion per cui da circa tre anni esiste questo blog.
Cercando di comprendere meglio la forte crisi dei mercati nostrani, leggo or ora sull’autorevole Corriere della sera che per la Germania 'la manovra Italiana è ok', che ci appoggia e che il ministro delle finanze tedesco la definisce convincente.
Non contento, trovo la conferma su La Repubblica, che titola: “Merkel fiduciosa su conti pubblici italiani”.
Tale è più o meno il tenore delle notizie che ho visto su molti altri quotidiani.
E non stiamo mica parlando de Il Giornale o Libero, notoriamente e sfacciatamente vicini al governo Berlusconi.
Tuttavia, siccome ormai sono diventato un dubitatore professionista, sono andato a dare un’occhiata a cosa ne dice la stampa in Germania.
Ecco, ammetto di non parlare il tedesco, ma con l’ausilio di Google translate, senza andare nello specifico degli articoli, solo i titoli raccontano qualcosa di radicalmente diverso…

La Storia:

Merkel sollecita la riorganizzazione finanziaria in Italia.
Riguardo all'Euro crisi il Cancelliere Merkel esorta l'Italia a decidere di consolidare il bilancio
(Die Welt, Il Mondo, uno dei maggiori quotidiani tedeschi).

Debito Italiano: grande problema dal lancio dell'Euro.
L'Italia soffre sotto una montagna di debiti ed è da sola responsabile
di un quarto del debito dei 17 paesi di Eurolandia
(Süddeutsche Zeitung, quotidiano con il maggior numero di abbonati in Germania).

Italia: Angela Merkel ha chiesto un bilancio di austerità a Berlusconi
(Handelsblatt, principale quotidiano economico tedesco).

Merkel chiede un decisivo consolidamento fiscale in Italia

Cancelliere Merkel chiede all'Italia l'adozione di un bilancio che risponda alle esigenze dell'economia e il necessario risanamento dei conti come disegno di legge

La Merkel spinge l'Italia al dovere

Ora, le ipotesi sono due: i giornali italiani non sanno il tedesco, oppure…


La Notizia: Dal Corriere, La Germania appoggia l'Italia: «La vostra manovra è convincente».

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Ombrellone del viandante di colore: civiltà o razzismo velato?

Storie e Notizie N. 408

Dal Tirreno: “Gratis sotto l’ombrellone per trenta minuti. È la possibilità offerta a tutti - compresi i venditori di colore che ogni giorno macinano chilometri sulle spiagge - dallo stabilimento balneare Vittoria a Marina di Pisa.”
Foto dal Tirreno
Alessandro Cordoni, titolare dello stabilimento e ideatore dell’iniziativa, l’ha battezzato ombrellone del viandante, con un cartello in varie lingue e i colori della pace.
“Stanchi di camminare sotto il sole”, afferma il Cordoni, “i venditori di colore sono soliti sedersi sulle sdraio dei bagni, con inevitabili proteste da parte dei clienti. Ora al Vittoria il problema è superato.”
Ecco, sono perplesso.
Il fatto è che non so dire se la cosa sia un sintomo di civiltà oppure un’ennesima dimostrazione della nostra arretratezza nei confronti dei diritti umani.
Come spiega lo stesso Cordoni nell’articolo, la legge dice che l’accesso al mare è libero per tutti, di colore o solo abbronzati.
D’altra parte, però, l’idea dell’ombrellone per i viandanti è comunque un netto segno di distinzione da chi invece non pone altro che divieti, peraltro illegali.
Ed io sono un po’ stanco, sto per staccare per le ferie e voglio pensare positivo.
Anzi, sognare positivo…

La Storia:

L’ombrellone del viandante era stato solo l’inizio.
Trenta minuti.
Erano stati sufficienti solo trenta minuti di accoglienza.
Trenta minuti di generosità.
Mezz’ora d’umanità e tutto cambiò per sempre sulle spiagge d’Italia.
Sulla riviera romagnola il proprietario di uno stabilimento non solo adottò anch’egli l’ombrellone del viandante, ma fece di più: l’acqua dell’assetato.
L’acqua dell’assetato, ovvero un fresco bicchiere d’acqua al giorno per ciascun viandante.
Di colore, ovviamente.
L’eco della clamorosa invenzione fu ancor più vasta che quella dell’ombrellone.
Il giorno seguente, sulle rive ioniche della Calabria, la proprietaria di un altro stabilimento inaugurò il lettino dello stremato.
Il viandante di colore che avesse dimostrato di essere effettivamente stremato dalla fatica avrebbe avuto la possibilità di riposarsi non per trenta minuti, ma addirittura tre quarti d’ora!
Da quell’istante ci fu una reazione a catena, un effetto domino di ritrovata ospitalità sulle rive dei mari nostrani.
E l’elenco delle iniziative a favore dei viandanti di colore crebbe a vista d’occhio.
Le ciabatte dello scottato, offerte addirittura per mezza giornata al viandante di colore con le palme dei piedi più arrossate.
Il panino di mezzogiorno, un panino gratis al primo viandante di colore che si sarebbe presentato dal bagnino allo scoccare del mezzodì.
Fino addirittura all’abbraccio dell’affettuosa.
La moglie del proprietario – quest’ultimo era contrario… - avrebbe abbracciato e rincuorato il viandante di colore più triste e afflitto dalla mancanza di acquirenti e, forse, molti altri problemi.
Il più muscoloso e avvenente aveva sottinteso lei, ma il risultato non conta.
Quel che importa è che finalmente qualcosa stava cambiando nei cuori dell’italico popolo.
La disumanità dei ciechi respingimenti in alto mare erano ormai solo un ricordo…

La Notizia: Dal Tirreno, Un ombrellone-oasi per i venditori ambulanti.

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Esecuzione sedia elettrica per moglie che vuole divorziare

Storie e Notizie N. 407

La Storia:

Mi chiamo Andrew Castle e sono stato condannato a dieci anni di prigione.
Ma andiamo per ordine.
E il miglior modo, fino a prova contraria, è ancora cominciare dall’inizio.
Ho 61 anni e sono un pensionato.
Sono stato contento di smettere di lavorare.
Provate voi a fare il commesso per tutta la vita e poi riparliamone.
Mi capite, vero?
E poi, la mia felicità io l’ho sempre trovata a casa.
Se ho una bella villa?
No, ma quale villa, intendevo dentro casa…
Sto parlando di mia moglie.
La mia adorata moglie.
Mi capite, giusto?
Un’adorata moglie, che dopo diciotto anni insieme, lo scorso autunno viene da me e mi fa: “Voglio il divorzio.”
Così, senza preamboli, nemmeno dopo essersi schiarita la voce.
Era lì, ferma in piedi sulla soglia del soggiorno, mentre di spalle cercavo di recuperare il telecomando finito sotto il cuscino del divano.
“Perché?” ho chiesto basito.
“Perché sei troppo controllante e prepotente!”
E se n’è andata dalla sua amica, quella Gladys.
Che botta.
Mi capite, non è così?
Mia moglie ed io siamo coetanei e ci conosciamo da molto prima di sposarci.
Eppure, quella strega di Gladys non ha mai smesso di spingerla lontano da me, perfino dopo le nozze.
Chissà come avrà gioito alla notizia, quella vecchia zitella.
Eh sì, perché lei è rimasta sola ed è anche per questo che ha sempre remato contro.
Tuttavia, non era certo lei in cima ai miei pensieri in quel difficile momento.
Mi capite, no?
Da quel giorno, mia moglie ed io abbiamo continuato a vivere insieme nella casa che avevamo preso sulla costa, a Knott End-on-Sea, nel Lancashire.
Conoscete Knott End-on-Sea? E’ una località perfetta per due innamorati sul viale del tramonto.
Per due, sì.
Ma per uno…
Per uno che ha puntato ogni tipo di felicità sulla presenza al proprio fianco di una moglie, solo la dipartita anticipata di quest’ultima può dare un senso all’improvvisa solitudine.
Un senso immensamente tragico, siamo d’accordo, ma è un senso.
L’unico.
Capite ciò che dico, non è vero?
Da quando ho preso la decisione di darglielo io quel senso, in assenza dell’intervento del cielo, non ho fatto altro che pensare a quale fosse il modo migliore per trovare pace.
Per trovarla e darla, soprattutto.
A mia moglie, intendo.
Tanto ormai mi capite, no?
Ed è a natale che mi è venuta in mente la sedia.
La sedia!
Sta sempre seduta, mia moglie.
Anche quando lavorava come impiegata alle poste.
Seduta anche lì.
Quando ci incontravamo a cena, la sera.
Seduta, di fronte a me.
Sul divano davanti alla tv.
Seduta, al mio fianco.
Ci mancava che dormisse pure, seduta.
Solo quando mi disse del divorzio lo fece in piedi.
Forse non fu un caso.
O magari sì.
Tanto ci avrei pensato io a rimettere il suo destino sulla strada maestra.
Erano i primi di marzo.
Avevo pensato a tutto.
La sedia di metallo comprata su ebay.
Il metallo è un ottimo conduttore, soprattutto l’alluminio.
E di cosa era fatta principalmente la mia sedia?
Domanda retorica, lo so.
“Facciamo due chiacchiere in garage?” dissi a mia moglie.
“In garage?” fece lei. “Perché proprio in garage?”
“Perché era l’unico posto dove potevo collegare la sedia alla corrente senza che tu scorgessi il filo…” avrei potuto rispondere, ma in quel caso mi avrebbe scoperto.
Mi capite?
“Perché così posso fumare il sigaro senza lasciare il puzzo in casa…” risposi invece, come previsto dal mio piano.
“Da quando fumi il sigaro?” domandò lei sospettosa.
“Da oggi”, risposi con un largo sorriso.
Finalmente si mosse.
Io la precedetti e la feci accomodare sulla sedia.
“Vado a prendere i sigari…” le dissi muovendomi alle sue spalle.
Quindi agguantai il manganello di gomma che avevo sistemato sullo scaffale degli attrezzi.
Anche quello lo avevo comprato su ebay.
Stesso venditore.
Magari li aveva usati entrambi per lo stesso scopo, chi può dirlo?
Il mio disegno criminale era semplice ma efficace, almeno nelle intenzioni.
Il difficile, dal mio punto di vista, era farla sedere e ci ero riuscito.
Botta in testa con lo sfollagente, inserire la spina e 230 volts nel corpo di mia moglie.
Mia moglie per sempre, da quell’attimo.
Cosa non ha funzionato?
E’ che si è voltata!
Ero lì, pronto a calarle sul capo la mazzata decisiva e quella si è voltata.
Ed è scappata urlando.
A quel punto nel mio personale romanzo dal titolo sposi per la vita vi era un solo possibile capitolo successivo: via lei o via io.
Capite?
No, perché io è in quel momento che ho veramente capito!
La sedia non era per lei, ma per me.
E senza il bisogno del manganello, per giunta.
Mi sono accomodato, ho preso la spina e ho chiuso gli occhi.
E… zot!
Avete presente quando c’è un corto e va via la corrente?
Così mi trovo qui, in cella, condannato per tentato omicidio.
Dieci anni.
Dieci anni e potrò finalmente scrivere la parola fine a questa storia.
La storia con mia moglie.
Mi capite?
Via io.
O via lei…

La Notizia: Dal Daily Mail, Pensionato costruisce sedia elettrica per uccidere la moglie.

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