Come e cosa scrivere sul blog oggi: manuale di scrittura

Storie e Notizie N. 894

Sul blog? Diciamo ovunque.
Manuale, però, è forse una parola grossa.
Anzi, decisamente lo è.
Diciamo piuttosto una breve guida o, meglio, un piccolo consiglio, mi sembra più esatto e meno pretenzioso.
Un consiglio per me, prima di tutto, da tenere a mente, come una bussola.
Se poi sarà utile anche a voi, ne sarò lieto.

Il nostro lavoro non deve dipendere dalla gente.
Piuttosto ciò che scriviamo, se desideriamo condividerlo, è per la gente.
Anzi, per chi fra loro, anche solo uno, vorrà accoglierlo.
Chi scrive non deve dipendere dalla gente.
Dagli sguardi, dai commenti, dagli apprezzamenti, dai mi piace sulla pagina Facebook e dai followers su Twitter, dalle citazioni più o meno autorevoli, dal numero delle visite, dalla popolarità.
E’ questo che rende le parole deboli, fragili, innocue e così noi stessi.
Tutto ciò non diminuisce il desiderio di vedere le nostre cose lette e apprezzate.
Quel desiderio è umano.
Questo non cancella il sogno di vivere di scrittura e di godere della ricchezza del tempo migliore per dare vita a storie che noi per primi ammiriamo.
Tuttavia, il mero bisogno che deve muovere il nostro scrivere dev’essere quello di scrivere e nient’altro.
La condivisione all’esterno, tramite il blog, i siti in generale, perfino l’invio di un manoscritto a un editore, deve avvenire se e solo se riteniamo e sentiamo di aver tirato fuori qualcosa che a nostro avviso, al nostro tutt’altro che infallibile avviso, meriti di esser letto.
E’ sbagliato cercare orecchie e occhi in qualsiasi momento, non appena sia possibile, inseguendo le lodi, gli applausi, il successo.
Anche questo è un peccato simbolo degli ultimi vent’anni.
Il successo non va affatto cercato. Lo scrittore non deve lavorare per il successo.
Quello è il commerciante. Colui che alla fine dell’anno deve controllare i numeri, le vendite, gli incassi, le perdite, e che deve curare il marketing, il logo, l’immagine.
La realtà è che chi scrive deve lavorare per ascoltare, non per dire.
Se ha qualcosa da dire, è ciò che ha ascoltato, che lo ha invaso, e che vuole condividere con il prossimo nella nuova forma che è riuscito a dargli.
Nondimeno, per ascoltare occorre silenzio, attenzione, occhi e orecchie dello scrittore ben aperti, non quelli del pubblico o dei lettori.
La terra delle possibilità è qui, ora ed è scrivere, avendo il tempo per farlo.
Il sogno è qui, oggi ed è lavorare per creare una bella storia, e un’altra ancora, finché il respiro lo permetterà.
Poi, se ne vale la pena, si infila il foglio nella bottiglia e la si lancia in mare.
O in rete.
Senza pensarci più.
Perché nella terra delle possibilità c’è sempre qualcuno che la potrebbe trovare.

AG
 
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