Papa Francesco Messa Capi di stato: storia dei poveri

Storie e Notizie N. 890

Circa 130 delegazioni internazionali e molti capi di stato, tra cui addirittura Mugabe, sono attesi domani alla messa di inizio pontificato del nuovo Papa, oltre a Napolitano, Monti e i neo eletti Boldrini e Grasso.
Domani i tg, i quotidiani e tutti i media mainstream offriranno una cronaca dei fatti, più o meno fedele.
La seguente è solo un’altra storia:

Tutto è compiuto, si diceva una volta.
Tutto è cambiato, si ascolta e si legge oggi.
Per fortuna.
Il nuovo Papa è nuovo non solo nel nome e chi si è abituato al vecchio rimarrà alquanto sorpreso.
Per notevole fortuna.
Qualcosa s’era già capito dal volto il giorno della sua prima apparizione in piazza.
Non alla finestra, in piazza, non in alto, lassù, ma in terra come tutti gli uomini di buona volontà.
Ma anche le donne di buona volontà.
E anche tutti gli altri, donne e uomini, viziati da cattivi intenti.
Soprattutto loro.
Perché questo fanno i Papi nuovi che sono nuovi non solo nel nome.
Portano novità e sono novità che disturbano chi si è abituato al vecchio.
Per benedetta fortuna.
Perché se la buona novella non fa stracciare le vesti a chi ha prosperato grazie agli errori del passato, ovvero i ricchi e i privilegiati di questo mondo, è un racconto che non cambia.
Quindi non è affatto nuovo.
Ma non è il caso di questo Papa.
Per meravigliosa fortuna.
La prima messa sarà domani e, com’è prassi da tempo immemore, i cosiddetti grandi, i leaders solo per pura semantica, i capi di stato anche se quello stato non esiste più, le teste coronate con i pidocchi ben celati al di sotto, costoro sciamano copiosi all’altare del sommo.
Se sapessero che sommo il nuovo Papa non è e non desidera esserlo.
Perché è nuovo sul serio, ma loro, i grandi, ancora non lo sanno.
Al mattino il risveglio avrà il sapore dell’incubo.
Per santa fortuna.
Il nuovo Papa è lì, anzi, con la p minuscola, il papa, il nuovo, è in terra, in piazza, letteralmente.
Perché tutto è cambiato, ancora prima che compiuto.
E i grandi, i leaders, i capi di stato, le teste coronate, i potenti del pianeta?
Risposta banale, perché il cambiamento che serve, la rivoluzione veramente in grado di rendere giustizia a chi la attende da duemila anni, è molto più semplice di ciò che sembra.
Gli ultimi saranno i primi.
E viceversa.
Così, chi fino a ieri si era abituato a guardare lo spettacolo della vita in prima fila si ritrova all’ultima.
Per sacra fortuna.
D’altra parte, è anche una questione di praticità, soprattutto se sei una testa coronata: copri la visuale a chi è alle tue spalle.
E in prima fila?
Spiegazione altrettanto facile.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Basta seguire le parole senza se e senza ma e la via maestra è già scritta.
In prima fila ci sono le delegazioni dei poveri, dei più poveri di questa terra, felici di ottenere quel capovolgimento in vita, senza aspettare di morire.
Per giusta fortuna.
Questa è solo una storia.
La storia del papa nuovo, del papa con la p minuscola, di cui non conta il nome.
Perché tutto è cambiato.
Per le vere notizie sul vero Papa, leggete i giornali di domani.
 



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