Ius soli Italia significato cittadinanza: io sono Italiano

Storie e Notizie N. 923

Beppe Grillo scrive oggi sul suo blog riguardo lo Ius soli: Lo ius soli se si è nati in Italia da genitori stranieri e si risiede ininterrottamente fino a 18 anni è già un fatto acquisito. Chi vuole al compimento del diciottesimo anno di età può decidere di diventare cittadino italiano. Questa regola può naturalmente essere cambiata, ma solo attraverso un referendum nel quale si spiegano gli effetti di uno ius soli dalla nascita. Una decisione che può cambiare nel tempo la geografia del Paese non può essere lasciata a un gruppetto di parlamentari e di politici in campagna elettorale permanente.
Un referendum… ovvero ascoltare il parere dei cittadini?
Eccovi il mio:

Io sono Italiano.
Potrei dire che lo sono perché lo dice la legge, ovvero per lo Ius sanguinis e lo Ius soli.
Ma non sarebbe la verità.
Cioè tutta.
Perlomeno la parte concreta, altro che chiacchiere.
Sono Italiano perché amo questo paese sin da quando sono nato.
Altrimenti, non sarei qui, ora.
Nessuno mi obbliga a restarci e avrei potuto lasciarlo molte volte.
Io sono Italiano perché lavoro, fin da quando ne ho facoltà, per rendere migliore questa terra.
Per combatterne le ingiustizie, le disumanità, gli abusi.
Con gratificazione o meno.
Sono Italiano non solo perché mia madre lo è, ma proprio perché l’Italia è il paese che ha scelto mio padre un giorno, dall’altra parte del mondo.
Perché una scelta ha valore immensamente più di qualcosa che è solo frutto del caso, come nascere qui o altrove.
E se per tale scelta si rischia vita e ogni altro bene, la dice lunga.
Io sono Italiano perché conosco questo paese.
Sono Italiano perché nonostante ne viva quotidianamente l’ignoranza, la corruzione, il nepotismo, l’assoluta mancanza di meritocrazia, il provincialismo, l’ottuso individualismo e la dilagante mancanza di rispetto per i diritti umani, ogni giorno mi alzo dal letto e mi sforzo di aver fiducia e credere nell’altra metà della luna.
La parte onesta, lavoratrice, costruttiva, sognatrice, leale.
Come l’immigrato africano che è stato mio padre e che è qui sepolto.
Da Italiano.
Da Italiano come lo sono io, perché quando leggo che questo paese soffre e piange, io soffro e piango con lui.
E laddove l’Italia gioisca ed esulti, anch’io faccio altrettanto.
Non solo se si tratta della nazionale di calcio, ovviamente.
Io sono Italiano e non ho bisogno che sia la mia carta di identità ad attestarlo.
Lo sono tutte le volte che, davanti ad un mio concittadino che manchi d’amore per il paese che entrambi ospita, gli faccio sentire tutto il mio dissenso.
Perché saprei che è mio dovere farlo.
Se sono veramente Italiano.
E io lo sono.
Veramente Italiano.
A prescindere da quello che le leggi dicano.
E a chiunque tra voi, cittadino doc o meno, che non abbia le mie stesse ragioni o parte di esse, dico che non è Italiano.
Veramente.
Ha solo i documenti in tasca.
Io lo sono.
Italiano.

Alessandro Ghebreigziabiher
 



Altre da leggere:

Sharethis