Vaticano e matrimoni gay: se la chiesa avesse ragione

Storie e Notizie N. 957

Come molti sapranno, negli USA la Corte Suprema ha emesso sentenza favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Decisione epocale, è indubbio, e la reazione dei vertici della chiesa cattolica statunitense non si è fatta attendere.
Giorno tragico per la Nazione…” ha commentato la Conferenza episcopale americana.
E se i vescovi avessero ragione?
E se Dio, in questo caso quello cattolico, fosse veramente contrario a questo tipo di unioni?
Come l’ha presa? Dico sul serio, senza scherzi.
Se uno crede in Dio ed è contrario ai matrimoni omosessuali, deve pensare che anche lui, anzi, Lui non ne sia rimasto contento.
Mettiamo che una di queste coppie, al termine del proprio comune viaggio terreno, defunga e si ritrovi davanti al creatore…

Dio è Dio, si sa, è perfetto.
Indi per cui non ha bisogno di lavorare.
Né di mangiare, bere e postare scemenze su Facebook.
Quindi sta lì, immobile, seduto, con la barba bianca curata allo stremo.
Bussano alla porta del suo ufficio, una sala semplice, scrivania e poltrona dirigenziale.
Nessuna foto del presidente alle spalle, altrimenti dovrebbe mettere la propria e sarebbe vanità.
Non c’è neppure il crocifisso, se è per questo, poiché sarebbe sadismo.
Non c’è il calendario, perché sarebbe… sprechismo, visto che per Dio il tempo è un concetto relativo, anzi, assoluto.
Lo sprechismo è un peccato inaccettabile, per Dio, soprattutto in questi tempi di crisi.
Le nuvole costano un occhio e la disoccupazione tra gli angeli è una vera piaga.
Tutta colpa di quei diavoli di immigrati che gli rubano il lavoro.
Il paradiso agli angeli, all’inferno i diavoli, è lo slogan più ricorrente, tutt’altro che originale, tra l’altro.
Quelli della Lega celestiale fanno le ronde, ma se ne tornano sempre a casa con un forcone nel sedere.
Ciò nonostante insistono. Sempre meglio che lavorare, ammettono con sincerità alcuni.
“Avanti”, dice Dio. Anzi, non lo dice, lo pensa.
Capirai, se il capo degli X Men parla con la mente, vuoi che non ci riesca Dio?
“Signore”, fa San Pietro entrando, “ci sono due vecchietti che vogliono parlare con lei.”
“Con chi?!”
“Con Lei, chiedo scusa.”
“Falli entrare e poi vammi a fare un caffè.”
“Oh… come lo pubblicità?”
“No, come Cristo comanda, perché l’ultimo era una ciofeca.”
San Pietro fa entrare gli anziani.
I due uomini avanzano mano nella mano, un po’ emozionati, ma senza timore.
“Cosa desiderate, figli miei?” chiede Dio.
“Siamo omosessuali”, risponde uno dei due.
“Capisco”, fa Dio. “E allora?”
“Nella nostra vita ci siamo amati immensamente e ci siamo presi cura l’uno dell’altro.”
“Ho capito, e quindi?”
“Per questo ci siamo sposati.”
“In Italia?!”
“No, negli Stati Uniti.”
Dio fa un sospiro di sollievo.
“Eh, mi sembrava. Ma non ho ancora capito cosa volete da me…”
“Vogliamo sapere una cosa”, fa l’altro vecchietto, che sino a quel momento era rimasto in silenzio.
“Parla”, lo esorta Dio, “che tra poco inizia Don Matteo.”
“Se la nostra vita ha dimostrato la sincerità e la profondità dei nostri sentimenti, visto che ci siamo amati e presi cura l’uno dell’altro fino alla morte, cosa abbiamo fatto di male sposandoci?”
Ecco, a questo punto io non so come concludere la storia.
Mi dispiace, ma non ho la più pallida idea di cosa possa rispondere Dio.
Di sensato, naturalmente.

 



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