Woke e altre parole storpiate dai razzisti
Storie e Notizie N. 2279 Eppure basterebbe poco, cinque minuti o poco più, da quando c’è Internet, ovvero da decenni ormai. Scopri una parola nuova? Magari è in una lingua che non conosci appieno, oppure proviene da una cultura che non ti appartiene? Bene, apri il tuo motorino di ricerca… e già, trascrivi il termine e premi invio, esattamente come fai con tutte le stronzate che cerchi ogni giorno. Ciò malgrado, si preferisce accettare la spiegazione che va per la maggiore, agevolando sistematicamente coloro che con la tua ignoranza ci costruiscono campagne elettorali, vincono elezioni e soprattutto fanno leggi che non solo danneggiano la vita delle persone più vulnerabili, ma stroncano del tutto le coraggiose e faticose iniziative di coloro che cercano di cambiare il mondo in meglio. Prendi la parola Woke , a mero ed emblematico titolo di esempio. La cosa che più mi ha rattristato da quando è divenuta di uso comune anche qui da noi è sentirla pronunciare in modo distorto e dispregiati...